Ciò che possiamo dire a proposito della natura

È sbagliato pensare che lo scopo della fisica sia di trovare com'è la natura. La fisica riguarda ciò che possiamo dire a proposito della natura.

Niels Bohr

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6 Commenti

  1. Pubblicato il 2 febbraio 2010 alle 14:31 | Permalink

    Sottigliezze.
    Ma siamo abituati alle visioni romantiche del mondo di Bohr. 🙂

  2. Pubblicato il 2 febbraio 2010 alle 14:52 | Permalink

    Ehi! Sei ancora vivo? 😛

  3. Pubblicato il 2 febbraio 2010 alle 21:16 | Permalink

    Secondo me è splendida! Sembra riassumere in pieno quello che cerchiamo veramente di fare. Oltre a ricordarcelo...

  4. GIGI
    Pubblicato il 2 febbraio 2010 alle 22:07 | Permalink

    Bohr è vissuto cent'anni fa.
    Un'altra era. Il suo istituto era sovvenzionato dalla birra Carlsberg e viveva nella dimora di Carlsberg; sarà per questo che dava la birra a tanti?
    La frase quassù era giustissima allora e purtroppo è giusta ancor oggi. Ma quando arriva la TOE? Datevi da fare!
    P.S. sto leggendo Lee Smolin, è fortissimo!

  5. Pubblicato il 2 febbraio 2010 alle 23:54 | Permalink

    Vivo e vegeto. E chissà, magari un giorno troverò anche il tempo per tornare online... 🙂

  6. Pinco Pollino
    Pubblicato il 23 febbraio 2010 alle 01:32 | Permalink

    Forse ci si dovrebbe chiedere quale sia lo scopo della "conoscenza", di cui la Fisica è una parte. O se la conoscenza serve a qualche scopo, e se "funziona" nel servire a quello scopo, e se quello scopo ha un valore.
    D'altronde ci si può chiedere anche quanto sia possibile raggiungere lo scopo, e come e con quali strumenti, e se ne valga la pena.
    Se Bohr si chiede "cosa possiamo dire sulla natura", forse varrebbe la pena chiedersi perché ce lo chiediamo, se serve e se funziona.
    Forse ce lo chiediamo per curiosità. Ma in fondo anche i gatti sono curiosi, come i conigli sono paurosi. E i buoi sono mansueti, i bradipi sono lenti, e gli orsi sono aggressivi. Che relazione c'è tra quello che sente un animale e un Universo vasto circa 13,7 miliardi di anni luce e profondo fino alle dimensioni di un quark o anche meno? Quark e universo che possono fare benissimo a meno, almeno apparentemente, dell'esistenza di un qualche animale, in qualche sperduto angolo di un pianeta, di un sole delle miliardi di galassie dell'universo stesso!

    Purtroppo come uomini, siamo animali, e la conoscenza è una facoltà che abbiamo sviluppato come animali, per sopravvivere.
    Perché ci serve per sopravvivere!
    Insieme a tante altre facoltà e strumenti e condizioni e relazioni e competenze, ecc. ecc.
    E allora forse la risposta a Bohr è che scopo della Fisica, come di ogni altra conoscenza, o anche tecnologia, è giungere a capire ciò che può servire a far funzionare qualcosa., magari per la nostra sopravvivenza.
    Poi c'è il problema di capire CHI decide COSA far funzionare, e PERCHE' quel qualcosa serve, e sulla base di che cosa decide, e quando, ecc. ecc..
    Una risposta semplice potrebbe essere: un animale decide in base al suo arbitrio. Alla pari di come sono state arbitrarie le scelte di quei roditori che hanno permesso loro di sopravvivere ai dinosauri ed evolversi fino a diventare uomini (almeno con i loro discendenti). Altri roditori non si sono evoluti a tal punto. Per loro arbitrio, devono essersi sbagliati nelle loro scelte.
    E allora c'è anche un problema di responsabilità, nel senso che, comunque, prima o poi si risponde delle proprie scelte, fatte sulla base dell'arbitrio.
    Per tornare alla Fisica: Serve la Fisica? Funziona la Fisica? Che cosa deve indagare la Fisica? E perché privilegiare la Fisica o non qualche altra attività (che so, la poesia, la culinaria, il gioco, la guerra, la pace, la fame nel mondo!)
    Qualcuno probabilmente farà delle scelte arbitrarie.
    Se non saranno azzeccate, comunque probabilmente ne dovrà rispondere, prima o poi!
    E a chi ne risponderà?
    Forse ad altri Fisici, o ai politici, o ad altri cittadini seguendo procedure democratiche o di mercato, oppure etiche, oppure casuali!
    Forse semplicemente ne risponderà alla Realtà, che probabilmente se ne frega di essere capita per come è o che si facciano quattro chiacchiere su di essa!

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  • Mi chiamo Marco Delmastro, sono un fisico delle particelle che lavora all'esperimento ATLAS al CERN di Ginevra.

    Su Borborigmi di un fisico renitente divago di vita all'estero lontani dall'Italia, fisica delle particelle e divulgazione scientifica, ricerca fondamentale, tecnologia e comunicazione nel mondo digitale, educazione, militanza quotidiana e altre amenità.

    Ho scritto un libro, Particelle familiari, che prova a raccontare cosa faccio di mestiere, e perché.

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