La verità su pani e uccelli

Se siete ancora li a lambiccarvi le meningi sulla storia dell'uccello, del pane e di LHC, magari avere voglia di leggere questo, fresco fresco di stampa, in inglese.

Ne tiro fuori al volo tre citazioni interessanti. La prima sul potenziale di una storia basata sul niente:

Un [semplice] power-cut di colpo è diventato una storia troppo buona per essere ignorata.

L'altra su quello che veramente si sa dell'evento:

A oggi non sappiamo ancora che cosa abbia causato il power cut, ma è vero che piume e pane sono stati trovati sul posto.

L'ultima, infine, sulla morale della storia, che in fondo condivido:

La morale di questa storia è che il CERN e la fisica delle particelle sono sotto i riflettori come non mai. Quella grande avventura che è LHC ha colpito l'immaginazione del pubblico, e c'è una grande sete di notizie su quello che stiamo facendo. I titoli su uccelli e baguette possono sembrare fastidiosi, ma fa sempre bene ricordare che questo tipo di attenzione alla fin fine sarà per il meglio. Presto i titoli dovrebbero spostarsi da uccelli a quark-b [ok, avrei dovuto dire quark-u per riprendere il gioco di parole, ma non è la stessa cosa. N.d.t.], da baguette a bosoni.

Per la cronaca James Gillies, l'autore, è il responsabile della comunicazione e il portavoce del CERN. Buon weekend.

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31 Commenti

  1. Pubblicato il 13 novembre 2009 alle 18:32 | Permalink

    tutto ciò non toglie che il primo comunicato fosse un tantinello, come dire, surreale.
    Ancora mi chiedo che sorta di uccello possa portare una baguette.
    Il punto è che se invece di dire e poi ritrattare o far passare per idioti quelli che ci si sono almbiccati sopra, avessero passato la notizia con serietà, magari ora staremmo qui a compiacerci dell'efficienza del sistema di sicurezza.

  2. Xisy
    Pubblicato il 13 novembre 2009 alle 21:40 | Permalink

    non è neanche troppo vero che il Cern è sotto i riflettori. Lo è stato un anno fa, sicuramente (e purtroppo), oggi molti neanche ricordano cosa sia, il Cern.

  3. Pubblicato il 13 novembre 2009 alle 22:47 | Permalink

    Mi sa che la cosa gli è scappata di mano. Qualcuno non addetto alla comunicazione ha raccontato malamente l'ipotesi dell'uccello che ha fatto il giro del mondo. Qualche pischello di fronte alla reazione a catena, non potendo smentire, ha scritto il comunicato surreale, aggiungendo al danno la beffa. I professionisti sono arrivati con una settimana di ritardo (cosa sulla quale si potrebbe disquisire a lungo).

  4. Claudio
    Pubblicato il 14 novembre 2009 alle 12:11 | Permalink

    I professionisti si sono svegliati un tantinello in ritardo...sono d'accordo. Ho la sensazione che di questo genere di professionisti ce ne siano parecchi in giro qui al CERN, vi faccio un esempio: la settimana scorsa e' stato pianificato un intervento della durata di un giorno su un sistema di Power supply all'esperimento ALICE (dove lavoro io), siamo a 10 giorni di distanza dallo start ufficiale di LHC immaginate il fastidio. L'intervento risultava necessario in seguito ad alcuni malfunzionamenti (non conosco i dettagli) ma per evitare possibili power cuts si e' reso necessario spegnere tutte le apparecchiature collegate a questo impianto prima dell'inizio dell'intervento come per esempio alcuni impianti di raffreddamento dei rivelatori, tutta l'acquisizione dati, trigger....Alle 8.30 del mattino di mercoledi 11 novembre si spegne tutto, alle 9 arriva un coordinatore tecnico che ci dice che l'intervento e' stato posticipato di un giorno. Motivo? "Oggi e' festa in Francia" il giorno dell'armistizio, io non lo spaevo, non ho figli che vanno a scuola e quindi non ne avevo idea. Non vi racconto i dettagli sulla reazione dei vari responsabili ma la cosa che mi ha sorpreso e' che nessuno (specialmente chi conosce le festivita' francesi e il ritmo con cui i francesi fanno vacanza) si era posto la domanda: possibile che una ditta esterna faccia un intervento in un giorno festivo? Cosa avreste fatto se in Italia una ditta vi avesse fatto sapere che venivano a fare un grosso intervento il 25 aprile? Non avreste chiesto due volte la conferma? Non so di chi sia la colpa perche' non lo saputo ma purtroppo le cose sono andate cosi. Ho saputo che lo spegni-accendi di quel giorno e' costato anche dei soldini a quelli dell'acquisizione (alcuni dischi corrotti..). In ogni caso non e' finita qui: vista la perdita di tempo causata da questa comunicazione fallace fra coordinazione tecnica e ditta esterna l'intervento programmato il giorno successivo invece di durare 8 ore doveva essere concluso in 4: in realta' l'intervento e' durato solo 45 minuti (vi chiederete: come mai era stato pianificato per 8 ore? Non lo so). Finalmente e' finita ed abbiamo riacceso tutto! No! Stamattina ho saputo che il problema alle PS si e' presentato di nuovo e la settimana prossima dovremo spegnere tutto di nuovo per permettere un altri intervento. Stavolta pero' guarderanno il calendario?

  5. Claudio
    Pubblicato il 14 novembre 2009 alle 14:02 | Permalink

    "Non so di chi sia la colpa perche’ non L'HO saputo ma purtroppo le cose sono andate cosi...." scusate ma mi e' scappato un pessimo errore di ortografia nella fretta di scrivere. 🙂

  6. pippo
    Pubblicato il 14 novembre 2009 alle 17:19 | Permalink

    complimenti per il sito. L'ho scoperto l'anno scorso e lo consulto per avere notizie veloci su LHC. La baguette non mi pare un problema:personalmente ho arrostito un topo durante un quench.
    Il problema (come vi dicevo l'anno scorso) è che con il retraining dei dipoli i 7TeV ce li scordiamo
    saluti a tutti

  7. Pubblicato il 15 novembre 2009 alle 20:53 | Permalink

    infatti mi pare che le previsioni per il primo anno siano max 3,5+3,5TeV... di più non se ne parla per il momento.
    gran calma gran calma... (certo il commento di Claudio mi ha un po' temere...)
    d

    (non sarai mica "quel" claudio? sei di torino?)

  8. fabiogeda
    Pubblicato il 15 novembre 2009 alle 23:02 | Permalink

    Ma se metto un volatile e del pane nella giostrona sottoterra, ne esce un kebab?

  9. claudio
    Pubblicato il 16 novembre 2009 alle 09:17 | Permalink

    @Davide: non sono di Torino ma dalla provincia di Treviso.

  10. Pubblicato il 16 novembre 2009 alle 10:05 | Permalink

    @Claudio: bof, io mi riferivo ai professionisti della comunicazione, ma tant'è. Quanto al resto, se lavori con dei francesi dovresti averlo imparato: le festività nazionali sono sacre, specie quelle civili ma non solo. Mai provato a concludere qualcosa con dei francesi nel mese di Maggio? 🙂

    @Pippo: in effeti la questione del retraining è critica. Ma sai, da queste parti nessuno si illude: i 14 TeV sono roba per l'upgrade della macchina.

    @Fabio: kebab di pollo? Eresia! Agnello, solo agnello (tranne che alla mensa del CERN, o al Turco di Saint Genis se si è uno studente squattrinato).

    @Davide: volendo fare gli ottimisti a tutti i costi, nel 2010 potremmo arrivare anche fino a 5+5 TeV. Io personalmente non ci credo, ma rimane nel programma ufficiale.

  11. Pubblicato il 16 novembre 2009 alle 21:05 | Permalink

    "I'd like to invite you to a seminar on communicating about the LHC, to be held in the Globe at 10:00 am on 11 December. The seminar will be given by BBC television news journalists Nisha Pillai and Liz Pike, and will deal with the kind of questions we're likely to be confronted with through the restart period."

    ...che ne dici? ci vai?

  12. Pubblicato il 17 novembre 2009 alle 09:54 | Permalink

    Si, ho visto, l'invito è arrivato anche a me. Sono tentato, la comunicazione (della scienza o meno) mi interessa, a prescindere da LHC. Certo, in quei giorni mi sa che sarò un dito preso. Vedremo.

  13. claudio
    Pubblicato il 17 novembre 2009 alle 12:25 | Permalink

    Sarebbe piaciuto anche a me ma saro' in control room di turno. Spero venga registrato.

  14. Pubblicato il 17 novembre 2009 alle 12:32 | Permalink

    Di solito lo fanno. Vedi per esempio un seminario simile tenuto nel 2007.

  15. Manu
    Pubblicato il 17 novembre 2009 alle 15:58 | Permalink

    Normalmente lo registrano. Vale la pena fare lo sforzo, se potete. Nisha l'ho conosciuta lo scorso anno quando e' venuta qui per commentare il first beam, e mi ha enormemente impressionato (in maniera positiva). Ah, e poi e' molto ma molto bella!! Magari questo vi convince piu' di tutte le altre considerazioni........ 🙂

  16. GM
    Pubblicato il 17 novembre 2009 alle 15:58 | Permalink

    "Prafi, antate, antate, kosi` fi imparano qvello ke tofete tire." A parte gli scherzi, trovo scandaloso che un laboratorio scientifico, che ha come capo della comunicazione un maestro delle balle (basti vedere quante e quali ne ha dette, senza alcuna vergogna, l'anno passato) organizzi un seminario di questo tipo. Semmai tu, Marco, che hai ambizioni di divulgatore, dovresti sentirti in dovere di insegnare a queste giornaliste come si parla di scienza. Ma oramai ho l'impressione che sempre di piu` al CERN conti la forma e non la sostanza. E scusami per lo sfogo.

  17. Manu
    Pubblicato il 17 novembre 2009 alle 16:02 | Permalink

    @GM: abbiamo scritto insieme - nonostante io non sia un'adoratrice del capo del press office CERN, ho vissuto un po' il dietro le quinte l'anno scorso e le cose sono sempre piu' complicate di quel che sembra. Difficile tracciare una linea netta fra buoni buoni e cattivi cattivi.
    Nel caso in questione, io penso che chiunque piaccia fare comunicazione trovera' interessante trovarsi davanti ad una delle giornaliste top della BBC. Non capita tutti i giorni, penso che valga la pena solo per questo (pazienza se non ho una grande opinione di chi organizza il seminario !)

  18. GM
    Pubblicato il 17 novembre 2009 alle 16:17 | Permalink

    Manu, sono stato per curiosita` al seminario del 2007. Non mi ha fatto una grande impressione, con molti esempi la cui interpretazione era forzata per dimostrare tesi che in effetti non sempre emergeva dagli esempi stessi) tranne confermare che si predilige la forma alla sostanza (cioe` che per la televisione puoi dire qualsiasi idiozia o balla basta che tu la dica bene, e che il pubblico non la distinguera` da una verita` detta altrettanto bene). Questa non mi sembra la priorita` che dovrebbe ispirare la comunicazione scientifica.
    In quanto al capo del press office, dico solo che mi sembra una persona senza alcuna dignita`. Gli hanno detto di dire delle balle, lui sapeva che erano balle, e le ha dette, salvo poi smentirsi con altre diverse balle sempre dette consciamente e ripetutamente a distanza di settimane. Io non lo avrei fatto. Ma ognuno e` libero di comportarsi come meglio crede.

  19. Manu
    Pubblicato il 17 novembre 2009 alle 17:01 | Permalink

    GM, rispetto al seminario 2007: yess, capisco. C'e' un problema di fondo nel chiamare una come la Pillai: non e' una giornalista scientifica, e non ha la pretesa di esserlo. Ma fin qui, secondo me sopporteremmo anche... Il problema piu' grande e' che in realta' il mondo del giornalismo e' proprio questo: io quest'anno mi sto facendo un master in comunicazione e giornalismo scientifico (cosa che non faccio di professione, faccio il fisico..ah ah, cioe' faccio finta, senza dati...), frequentato da molte persone con background scientifico, e ti posso assicurare che ci siamo accapigliati furiosamente con i prof proprio sulle questioni di etica, morale, oggettivita', quel che vuoi. Ma alla fine abbiamo dovuto ammetterlo: quel mondo li' (la stampa, la tv), funziona secondo le sue regole, e non funzionera' mai secondo le nostre. Dunque, per farsi ascoltare e' necessario imparare quali sono le tecniche per far passare i messaggi giusti. Il contenuto poi sta a noi - ma sapere come comportarsi, sapere che e' inutile dare una risposta di due minuti ad un giornalista perche' tanto verra' tagliata a 15', non ci fa male.
    E' dura eh. Io non l'ho mandata tanto giu' comunque, la brutalita' del prof che mi ha detto "sveglia, cocca". Pero' aiuta almeno a combattere ad armi pari (poi c'e' tutto il discorso su qual e' questo benedetto pubblico a cui parliamo e quanto tutti questi sforzi verranno ripagati...ma questo e' un altro capitolo).
    Quanto a Nisha, io sono stata colpita da tre cose: la sua umilta' (vi assicuro che con tutte le cavolate puramente organizzative per la diretta del 10 settembre, avrebbe potuto benissimo fare scenate colossali!), la sua estrema professionalita' e la capacita' di ascoltare chi gli sta davanti, sintetizzando il messaggio chiave. Insomma, mi ha fatto pensare "ma allora esistono davvero i giornalisti bravi!"
    Che poi lei non sia una comunicatrice scientifica, che non sia la persona piu' adatta per raccontare LHC, ancora una volta, e' un altro discorso, sul quale sono molto d'accordo.
    Scusate la lungaggine!!!

  20. Stef
    Pubblicato il 17 novembre 2009 alle 20:08 | Permalink

    Del resto non credo che il giornalista scientifico sia un mestiere che va per la maggiore. Basta guardare quando il cern balza agli onori delle cronache. O c'e' un evento veramente macroscopico, come l'anno scorso, oppure ci vogliono libri come quello di Dan Brown ... lascio a voi le tristi conclusioni.

  21. Pubblicato il 18 novembre 2009 alle 09:52 | Permalink

    Premessa: ho l'impressione che le figure del divulgatore e comunicatore possano essere un dito diverse, sebbene largamente sovrapposte. Il secondo - per esempio il portavoce di un laboratorio del CERN - assolve un ruolo primariamente politico e solo probabilmente in un secondo tempo didattico e pedagogico. Mentre la persona con velleità da divulgatore si accolla in primo luogo una missione pedagogica, che è al contempo sempre politica perché decidere di fare pedagogia (e soprattutto come farla) è una scelta politica. Fine della riflessione teorica.

    Sulla questione dei seminari sulla comunicazione del CERN: al di là di quello che si può pensare del portavoce del laboratorio, rimango dell'idea che siano una buona cosa. Non tanto perché "ci insegnano cosa dire", ma proprio perché come dice Manu la comunicazione pubblica e giornalistica (scientifica o meno) ha le sue regole e i suoi paradigmi, e noi scienziati tipicamente non li conosciamo. Finisce troppo spesso che tendiamo ad applicare regole e paradigmi della ricerca scientifica, con risultati sempre disastrosi.

    Detto questo, tutto il resto ci sta, sfogo o meno: i giornalisti scientifici sono pochi e troppo spesso mal preparati, e i giornalisti-e-basta troppe volte sono semplicemente incompetenti ed interessati solo alla notizia bomba o a compiacere il potere, a costo di dire balle. Rimango dell'idea che una buona comunicazione di faccia sempre con la trasparenza. Ma mia moglie, che si occupa per mestiere di comunicazione, non cessa di ripetermi che nella realtà non esiste mai la trasparenza totale, e che alla fine devi sempre decidere cosa dire, cosa non dire, e come dirlo.

  22. X
    Pubblicato il 18 novembre 2009 alle 10:13 | Permalink

    Letto solo adesso. Be', se non altro torniamo con i piedi per terra. E io ho scoperto questo bel blog su cui tenermi aggiornato attraverso un punto di vista embedded. Grazie e a presto!

  23. GM
    Pubblicato il 18 novembre 2009 alle 10:24 | Permalink

    Non sto dicendo che non sia importante essere capaci a comunicare bene il proprio messaggio. Noto pero` che la tendenza attuale (e questi seminari ne fanno parte) e` quella di porre come priorita` la volonta` di "apparire", di "esserci" ad ogni costo. E questa ansia di apparire ad ogni costo non sempre produce effetti positivi. Cito giusto due esempi: a) dopo tutta la disponibilita` mostrata verso il team che doveva girare le scene di "Angeli e Demoni", Tom Hanks va a farsi intervistare e sfotte il personale del CERN in modo spaventoso "si, avevano un po' di antimateria, ma dovevano scegliere se chiudere a Natale per due settimane di vacanza o tenere l'antimateria, e indovinate cosa hanno scelto"; b) John Ellis che si fa prendere per il sedere in modo ancor piu` spaventoso da un intervistatore buffone per la storia dei buchi neri.
    A mio parere, se i giornalisti e le televisioni fanno a gara per avere notizie dell LHC, NOI dovremmo richiedere che loro facciano almeno uno sforzo per adattarsi alle nostre "regole"; non solo noi alle loro.
    Per quanto riguarda cosa dire, cosa non dire e come dirlo, e` chiaro che non si puo` ignorare il problema; pero non si puo nemmeno fare come si e` fatto qui, dove con la scusa del "politicamente corretto" e del "dobbiamo dire cosi` altrimenti non ci danno i fondi" (quando in realta` il vero motivo era il quieto vivere dei vari top managers che abbiamo avuto la disgrazia di avere) si sono raccontate bugie enormi, e rovinate le carriere e le ambizioni di molti giovani. Per esempio, quando si e` chiuso il LEP a fine 2000, il DG, il capo del progetto LHC e gli spokesmen di CMS e ATLAS hanno giurato che tutto sarebbe stato pronto per prendere dati nel 2004, o nel peggiore dei casi a inizio 2005. Naturalmente sapevano benissimo che non era cosi`, ma i giovani che hanno gli hanno ingenuamente creduto e si sono messi negli esperimenti LHC sono diventati vecchi senza vedere alcuna fisica.

  24. Pubblicato il 18 novembre 2009 alle 10:42 | Permalink

    @X: Benvenuto! Per una di quelle misteriose alchimie cosmiche, io invece ero lettore del tuo blog da un bel po' (che oltre a occuparmi di fisica, di fantascienza e annessi ne digerisco quotidianamente un bel po').

    @GM: Condivido (quasi) tutto quello che hai scritto nell'ultimo commento, ma penso anche che la situazione sia complessa. Comunicare e divulgare la scienza, come scrivevo altrove, sono mestieri "politici", e dunque richiedono riflessioni politiche alle spalle (cosa voglio ottenere con la mia comunicazione? Un aumento di fondi? Una maggiore consapevolezza della società? Il governo mondiale degli scienziati?).

  25. Tommaso
    Pubblicato il 20 novembre 2009 alle 08:39 | Permalink

    Buongiorno, ho letto quasi tutti i post del vostro sito. premetto che pur essendo laureato non ho una preparazione fisica come la vostra però mi informo molto leggendo diverse riviste divulgative. Secondo me ogni scienziato dovrebbe farsi l'esame di coscenza. nel vostro accelleratore tenete confinati bosoni, protoni e tutte le altre particelle; ho capito che il confinamento magnetico è teoricamente sicuro, ma come ha dimostrato il recente incidente, nessuno è perfetto... ora chi vi garantisce che le particelle non possano sfuggire in superficie? chi potrebbe fermarle una volta fatta la frittata? Ho visto che sopra di voi c'è una città sicuramente con case, scuole, asili... una epidemia avrebbe effetti devastanti! Non era meglio fare il CERN sotto a un deserto? Ricordate cari signori che la vita umana vale più della conoscenza scientifica. Anche l'aids fu creato in laboratori da scienziati come voi e sfuggì al controllo... e ora abbiamo milioni di morti al giorno! So che il mio appello è destinato a perdersi nel vuoto.. ma almeno rassicuratemi che sapete quel che fate!

  26. Pubblicato il 20 novembre 2009 alle 11:44 | Permalink

    Tommaso, come posso risponderle seriamente senza però offenderla? Vede, essere "laureato" non è mica una garanzia di comprensione (curiosità: laureato in cosa?), né tanto meno la lettura di riviste divulgativa (tra l'altro ce ne sono in giro di veramente pessime - vedi Focus - che non leggerle fa persino meglio). E purtroppo il suo commento ne è la conferma.

    Nel suo commento ci sono infatti una serie di incomprensioni di quello che facciamo da queste parti, da cui poi lei estrapola delle conclusioni catastrofiche veramente scorrelate dalla realtà. Nell'acceleratore facciamo circolare solo protoni, le altre particelle sono eventualmente prodotte nelle collisioni. I protoni circolano in orbita circolare a 100 metri sotto terra. Se anche dovessero sfuggire al "confinamento magnetico", se ne andrebbero per la tangente (letteralmente) sul piano dell'acceleratore, ergo sempre sottoterra, venendo assorbiti in poche decine di metri. Alla peggio sarebbe un problema per la strumentazione dell'acceleratore (ragione per cui vorremmo evitare che succedesse), certo non per gli oggetti e le persone in superficie. Quanto alle particelle prodotte nelle collisioni, le sole che saranno in grado di andare lontano (muoni e neutrini) le passano già attraverso in questo momento, spedite da acceleratori "naturali" nel cosmo dritte sulla sua testa. Non mi sembra le diano troppo fastidio, o sbaglio? Infine, sebbene lei dica di aver letto tutti i post del sito, deve essersi sicuramente perso quello in cui discuto di quanta energia sia realmente in gioco.

    Quanto alle considerazioni finali (l'AIDS inventato nei laboratori e tutto il resto), che facciamo? Perché lei sta propagandando una bufala come realtà provata, e ovviamente, se questo è il suo modo per tenersi informato, non siamo messi molto bene.

    P.S. mia figlia va all'asilo esattamente sopra l'acceleratore, e il solo pericolo che corre da quelle parti è di avere perennemente il naso che cola.

  27. ILARIA
    Pubblicato il 20 novembre 2009 alle 17:54 | Permalink

    No Marco, ti prego non mi dire che Focus è una rivista divulga-bufale! A me piacciono molto alcuni loro articoli, poi tra l'altro ho letto anche una simpatica spiegazione del campo di Higgs e notizie sul cern che, a mio avviso, non sembrano così trascendentali. Mi stai dicendo che articoli come ad esempio questo http://www.focus.it/Community/cs/blogs/una_finestra_sulluniverso/archive/2009/05/31/330661.aspx sono pessimi? Occhio che non voglio dire che Focus sia una rivista sulla quale fondare la propria cultura scientifica, ma alcuni articoli, che trattano l' astronomia, sono ,come dire, amabili come un lambrusco, niente di impegnativo!......ti prego dimmi che non mi sbaglio...

  28. Manu
    Pubblicato il 20 novembre 2009 alle 18:03 | Permalink

    @GM: bene, siamo alla prova del fuoco coi giornalisti! Sia io che Marco siamo nella lista dei nomi da dare in pasto ai giornalisti che verranno al CERN questo weekend!!! Ma Nisha non poteva venire prima a insegnarci come si fa? 😉

    @Tommaso: la teoria dell'AIDS creato in laboratorio e', come scrive giustamente Marco, una bufala. Pero' se le interessa imparare di piu' sulle controversie concernenti l'origine dell'AIDS, le consiglio di andare a vedere lo spettacolo teatrale "L'origine del male" di Christian Biasco (puo' scaricarne il video, o anche solo i testi, sul blog di Christian http://www.biasco.ch)

  29. Tom
    Pubblicato il 20 novembre 2009 alle 20:05 | Permalink

    @Tommaso:
    Cioè, fammi capire, tu pensi che i protoni siano vivi, tipo batteri?
    Causa di epidemie?

  30. Pubblicato il 20 novembre 2009 alle 22:32 | Permalink

    @Ilaria: Non leggo Focus da anni, ma continuo a vederne le copertine in edicola quando passo in Italia, e troppo spesso mi fanno rabbrividire. Non manca numero in cui ci sia qualche servizio sul sesso di qualcosa (uomo, bradipo, mummia, non importa. Basta sia sesso), su qualche tipo di miracolo o fenomeno paranormale, o qualche altra cazzatella irrilevante. Non dubito che ci siano articoli di qualità all'interno, trovo l'approccio editoriale generale discutibile. E in giro ci sono riviste divulgative migliori.

  31. Manu
    Pubblicato il 21 novembre 2009 alle 15:06 | Permalink

    E tutto il nostro dibattito sulla baguette e cattivo giornalismo e' mirabilmente riassunto in questo video del corriere, in cui la briciola di pane e', sic, responsabile dell'incidente dell'anno scorso.

    http://video.corriere.it/?vxSiteId=404a0ad6-6216-4e10-abfe-f4f6959487fd&vxChannel=Scienze&vxClipId=2524_02baef0c-d690-11de-a7cd-00144f02aabc&vxBitrate=300

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  • Mi chiamo Marco Delmastro, sono un fisico delle particelle che lavora all'esperimento ATLAS al CERN di Ginevra.

    Su Borborigmi di un fisico renitente divago di vita all'estero lontani dall'Italia, fisica delle particelle e divulgazione scientifica, ricerca fondamentale, tecnologia e comunicazione nel mondo digitale, educazione, militanza quotidiana e altre amenità.

    Ho scritto un libro, Particelle familiari, che prova a raccontare cosa faccio di mestiere, e perché.

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