Ancora su LHC, il volatile e la pagnotta

Nella mia attitudine naif nei confronti di tutto il mondo, mi sono sempre gingillato con l'idea che i giornalisti fossero tutto come Dustin Hoffmanne  Robert Redfort in Tutti gli uomini del presidente. Sentita una potenziale notizia, certamente avrebbero passato le ore successive a verificarla, a testare le fonti per attendibilità, e mettere alla prova i dettagli per vedere se la storia tenesse. Apparentemente oggi le cose non funzionano più così: da uno scarno lancio di agenzia si costruiscono di sana piantale panzane più interessanti, e un qualunque articolo reperito con Google sulla rete assume il ruolo di fonte attendibile. Prendiamo dunque l'esempio del recentissimo incidente di LHC, a sentire la rete messo in ginocchio da un volatile bombardiere di pagnotte. Dov'è la notizia? C'è una notizia? Dove dobbiamo andare a scavare? In effetti la situazione è disperata: in mano abbiamo solo un comunicato stampa che sembra uno scherzo. Sarà vera la storia?

La notizia non è l'uccello. O meglio, la notizia da verificare non è la storia dell'uccello che dissemina panini nelle cabine elettriche di LHC. La prima notizia da verificare è se in effetti i settori 7-8 e 8-1 di LHC abbiamo subito un riscaldamento anomalo negli scorsi giorni. La cosa non è difficile, perché le misure di temperatura di LHC sono disponibili a tutti sul web (hat tip a GM che mi ha segnalato il link corretto). Questo è il grafico dell'andamento delle temperature nel settore 6-7 negli scorsi giorni. Niente di nuovo sul fronte occidentale:

evolution67_2009-11-2-9

Questi invece sono gli andamenti per i settori 7-8 e 8-1:

evolution78_2009-11-2-9

evolution81_2009-11-2-9

Anche un giornalista laureato in archeologia partico sassanide dovrebbe essere in grado di individuare le differenze. I settori 7-8 e 8-1 hanno subito un riscaldamento anomalo. È un fatto. Non un fatto simpatico, tra l'altro: come potete constatare ci va un bel po' di tempo per far scendere la temperatura di pochi gradi quando si passa da freddissimo a freddissimissimo. Se i magneti in questioni fossero andati in quench (cosa che non è accaduta, perché praticamente non ci circolava corrente; se fosse successo la temperatura sarebbe salita ancora di più) lo stop necessario a ri-raffreddarli sarebbe durato ben più a lungo. Non un'ipotesi divertente, ma nemmeno un dramma cosmico: i magneti un acceleratore superconduttore quenciano (mi si scusi il termine) di tanto in tanto, fermando le attività della macchina. Il punto è che non lo facciano troppo spesso, e soprattutto che non lo facciano esplodendo.

Verificato che l'evento non è un'invenzione, per quanto bizzarra possa sembrare la spiegazione fornita dal comunicato stampa del CERN, abbiamo una certezza su cui lavorare. Possiamo smettere di speculare sull'inattendibilità della notizia, e tornare a concentrarci sulle ragioni dell'incidente. A questo punto potrebbe tornare d'attualità discutere dell'uccello.

Discutere dell'uccello vuol dire chiedersi se le istallazioni di superficie di LHC sono sufficientemente protette dagli inevitabili contatti con la fauna locale: se qualcuno se lo fosse dimenticato, LHC è un cerchiolone di 27 km con installazioni di superficie disperse nel bel mezzo della campagna francese e svizzera. Quello che invece non vuol dire è speculare su scemenze del genere: l'uccello avrà fatto cadere la pagnotta nel tunnel sottoterra mentre volava dando prova di mira notevole? O peggio, chiedersi se sia il bosone di Higgs dal futuro ad aver  spedito il pennuto in vece di Terminator alato a impedire la scoperta di se stesso nel presente sabotando LHC (panzana letta in varie declinazioni praticamente dappertutto sulla rete). Questo non è giornalismo, o meglio, non è quel giornalismo che facevano Bob Woodward e Carl Bernstein.

A prescindere dalla qualità del giornalista, il comunicato stampa del CERN sull'avvenimento è di qualità veramente discutibile (e sto facendo un serio sforzo di understatement). Buonanotte, e buona fortuna.

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18 Commenti

  1. Simone Ruggeri
    Pubblicato il 10 novembre 2009 alle 03:05 | Permalink

    Colui che ha creato il mondo non permetterà a degli scientisti di distruggerlo ^^

  2. Pubblicato il 10 novembre 2009 alle 07:11 | Permalink

    Ma via, perché intestardirsi a difendere l'indifendibile, se lo stesso comunicato del CERN offre spazio abbondante a fantasiose letture del fatto? In fondo, si racconta che anche a Newton sia caduta una mela in capo nel bel mezzo di un campo. Cosa di più invitante, allora, che un esperimento scientifico condotto nell'aia di una fattoria franco-svizzera?

  3. tell
    Pubblicato il 10 novembre 2009 alle 07:50 | Permalink

    Il comunicato stampa del Cern lascia una domanda fondamentale in sospeso, in effetti: " Il Cern ha voglia di scherzare su un costosissimo aggeggio che ancora non è entrato in funzione? Mascherare con l'ironia un "ritardissimo"? Bha"

  4. juhan
    Pubblicato il 10 novembre 2009 alle 09:03 | Permalink

    Ha ragione RaffRaff! Che però è inesatto sulla mela di Newton: è capitato nel frutteto dietro casa e abbiamo le prove: il primo logo dell'Apple, quello di Jobs & Woz, reperibile sul Web 😉

  5. Pubblicato il 10 novembre 2009 alle 09:29 | Permalink

    @Simone: scientisti?

    @tell: bah, si può dire molto male del comunicato del CERN, ma non che serva a mascherare un "ritardissimo". Niente dietrologie, prego: le particelle a tratti circolano già, con molto meno clamore dell'anno passato.

  6. Davide
    Pubblicato il 10 novembre 2009 alle 11:31 | Permalink

    Caro Marco, a questo punto un giornalista professionale andrebbe a scovare chi ha scritto il comunicato del CERN e gli farebbe un'intervista durissima! Tu che sei li` nei paraggi, non riusciresti a saperne di piu`?

  7. claudio
    Pubblicato il 10 novembre 2009 alle 11:56 | Permalink

    Spero per lui che chi ha scritto quel comunicato si sia preso una mese di malattia....mentale.

  8. Pubblicato il 10 novembre 2009 alle 12:05 | Permalink

    @Davide: non mi sembra particolarmente complesso (per chiunque):
    https://press.web.cern.ch/press/Welcome.html
    E, crepi l'avarizia, pure il numero di telefono:
    http://consult.cern.ch/xwho/people/109156

  9. Pubblicato il 10 novembre 2009 alle 13:30 | Permalink

    per chi volesse può monitorare la presenza dei fasci (e molto di più) da qui:
    http://op-webtools.web.cern.ch/op-webtools/vistar/vistars.php?usr=LHC1
    (anche questo mi sembra sia "per tutti")
    d

    (davide con d minuscola)

  10. tell
    Pubblicato il 10 novembre 2009 alle 14:47 | Permalink

    @ Marco:
    bhe quando arriverete al trilione di dollari poi magari circoleranno a tratti più frequenti 😀

  11. Max
    Pubblicato il 10 novembre 2009 alle 18:59 | Permalink

    Non so xche' ma mi viene in mente una nota "gaffe" di Mike Bongiorno.....

  12. GM
    Pubblicato il 11 novembre 2009 alle 10:02 | Permalink

    Un' altra baguette (Settore 3-4)? O non sara` stata una brioche questa volta?

  13. Pubblicato il 11 novembre 2009 alle 10:11 | Permalink

    Non so, ma quello spike nella pressione non mi convince mica. Hai idea di cosa stia succedendo?

    P.S. per gli ignari, GM si riferisce a questo grafico.

  14. GM
    Pubblicato il 11 novembre 2009 alle 11:39 | Permalink

    No, non lo so. Nei vari logbooks non ho trovato niente (puo` darsi che non sappia in quale si deve guardare). Quello che avevo notato nei due giorni precedenti era un leggerissimo ma costante trend di aumento della temperatura (tipo da 1.90 a 1.95 in un giorno, visibile con un po' di attenzione nel grafico che citi), ed ero curioso di vedere se continuava anche oggi.

  15. Stefano
    Pubblicato il 11 novembre 2009 alle 19:22 | Permalink

    @Marco: Giusto per curiosità, ma non so se è una domanda intelligente, mi chiedevo è il picco di pressione a provocare un alterazione nell'andamento della temperatura, oppure viceversa, è la temperatura che per qualche motivo non rimane costante a creare quel picco?

    Notavo anche che prima delle 7.00 del 07/11 il grafico della pressione non è tracciato, perchè? L'unica cosa che mi viene da pensare è che a quelle temperature la pressione possa essere praticamente zero?

    Ciao, grazie!

  16. Stefano
    Pubblicato il 11 novembre 2009 alle 19:30 | Permalink

    Scusate il doppio.

    @davide: Tra le tante cose che mi sono venute in mente guardando il link da te postato nel commento #9, mi chiedevo come potessero essere letti i dati presenti nella pagina LHC1?

    Nel senso, più che come potessero essere letti (che mi sembra una cosa alquanto difficile), cosa significano le varie voci (anche se ora come ora campeggia solo una poco rassicurante scritta SHUTDOWN: SETUP)?

    In ogni caso non urge una risposta, se no vi faccio fare straordinari su straordinari! 😉

  17. valerio
    Pubblicato il 13 novembre 2009 alle 11:04 | Permalink

    Ciao, mi piacerebbe un tuo commento su questo...
    http://www.nytimes.com/2009/10/13/science/space/13lhc.html?_r=1

    grazie

  18. Pubblicato il 13 novembre 2009 alle 12:34 | Permalink

    Va bene la storia dell'uccello e della pagnotta (che già volevo lasciare cadere), ma questo invece mi rifiuto proprio di commentarlo. Ti ne riassumo al volo la ragiona: il fatto che il NYT si permetta di dare un tale rilievo a un lavoro che invece la comunità scientifica di riferimento (noi, i fisici, insomma) ha lasciato bellamente cadere nell'oblio (e che sia chiaro, non ho detto "ignorato": quell'articolo ce lo siamo letto e lo abbiamo discusso in molti, arrivando in fretta alla conclusione che il suo contenuto era - come posso dire? - una speculazione arbitraria e non interessante) la dice lunga su come la comunicazione della scienza viene (mal) fatta. Io non intendo aggiungermi alla lista di quelli che prendono la prima fregnaccia che suona sensazionale e ne parlano solo per aumentare le vendite (o gli accessi al proprio blog).

    Se proprio ti interessa l'argomento da un punto di vista scientifico, ti consiglio di partire da questo post e di seguire tutti i link del primo paragrafo. Fisici più bravi di me si sono presi la briga di smontare la congettura pezzo per pezzo. Buona lettura.

Un Trackback

  • Di Esperimenti nell’aia « RaffRag's Una Tantum il 10 novembre 2009 alle 09:11

    [...] incidente al Large Hadron Collider, dei cui dettagli tecnici si può esaurientemente leggere qui e qui, per commentare brevemente il comunicato emesso dal CERN, anch’esso reperibile nel primo dei [...]

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  • Mi chiamo Marco Delmastro, sono un fisico delle particelle che lavora all'esperimento ATLAS al CERN di Ginevra.

    Su Borborigmi di un fisico renitente divago di vita all'estero lontani dall'Italia, fisica delle particelle e divulgazione scientifica, ricerca fondamentale, tecnologia e comunicazione nel mondo digitale, educazione, militanza quotidiana e altre amenità.

    Ho scritto un libro, Particelle familiari, che prova a raccontare cosa faccio di mestiere, e perché.

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