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Un paio di settimane in più

Inviato da Marco in : Fisica, LHC , trackback

La situazione inizia a diventare grottesca, o forse sono solo io che sono stanco. Ecco il messaggio di ieri sera del Direttore Generale del CERN:

Lo shudown di LHC sta procedendo bene, anche per quello che riguarda i test di alimentazione del nuovo sistema protezione dai quench. Nonostante questo, nel corso dell’ultima settimana alcune perdite del vuoto sono state trovate  in due dei settori “freddi”. Le perdite sono state scoperte nei settori 8-1 e 2-3 mentre questi ultimi venivano preparati per i test elettrici degli stabilizzatori di rame [i famosi giunti tra i magneti incriminati, N.d.T.] a circa 80 K. In entrambi i casi la perdita si trova a un’estremità del settore (…) [seguono dettaglietti tecnici irrilevanti].

Sfortunatamente le riparazioni necessarie richiedono un riscaldamento parziale di entrambi i settori. La cosa implica il riscaldamento dei sotto-settori finali a temperatura ambiente, mentre i sotto-settori adiacenti saranno lasciati a temperatura “fluttuante” mentre il resto del settore verrà mantenuto a 80 K. Siccome la perdita va dal circuito dell’elio verso il vuoto di isolamento, il lavoro di riparazione non avrà conseguenze sul vuoto del tubo del fascio [grazie al cielo, ci mancava anche questo. N.d.T.]. Nonostante ciò l’intervento avrà un impatto sul programma della ripartenza. Prevediamo infatti che LHC sarà chiuso e pronto per l’iniezione dei fasci per metà di Novembre. [ma porc... N.d.T]

Che significa, a naso, un paio di settimane in più rispetto all’ultimo programma che abbiamo avuto sotto mano. E ovviamente tutte i punti che sollevavo un paio di settimane fa rimangono aperti. Accidenti.

(Scritto il 16 luglio 2009)

Commenti»

1. Nantas - 16 luglio 2009

Oddio… mi sembra una sorta di guardie e ladri nella quale la guardia si avvicina al ladro e se lo lascia sfuggire sul più bello…

2. tomate - 17 luglio 2009

A me sembra sempre di più Il Deserto dei Tartari.

3. Sara - 17 luglio 2009

Nessun dottorando ha ancora tentato di togliersi la vita?
Bhé, per la perfezione ci vuole tempo… ;-)

4. Marco - 17 luglio 2009

@tomate: a me aspettando Godot!

@Sara: Ho visto scene di panico tra i dottorandi americani, prontamente rincuorati con promesse di nuovi fondi per aumentare il periodo del dottorato a dieci anni e più :-) Quelli europei, come scrivevo altrove, si contentano delle simulazioni :-(

5. Xisy - 17 luglio 2009

Tranquillo, i ritardi sono di volta in volta più piccoli: la serie è convergente!

6. Marco - 17 luglio 2009

Mmm, la serie armonica ha termini sempre minori del precedente, eppure è divergente :-)

7. QL - 21 luglio 2009

A me sembra una curva che tende a zero soltanto all’infinito… ;)

8. Marco Ferrari - 22 luglio 2009

Achille e la tartaruga, fisici!!
8-P

9. Large Hadron Collider, il punto della situazione - The New Blog Times - 24 luglio 2009

[...] ultimo, Delmastro riferisce di un altro piccolo imprevisto, sempre legato ai magneti di contenimento – l’elemento [...]

10. pinin - 24 luglio 2009

Secondo me non è il modo migliore di far le cose aggiungere ordini perturbativi un po’ alla volta… Credo che sia l’unico motivo per cui dio ha creato gli ingegneri, per far sì che le cose venissero costruite una volta (o due) e bene :) .

11. Xisy - 24 luglio 2009

A pensarci, la condizione che la successione dei ritardi tenda a zero (qualunque sia l’andamento) dovrebbe essere sufficiente per assicurare lo star-up in un tempo finito. Questo anche se la loro somma diverge (es come la serie armonica), perché intanto il tempo passa… è un po’ come il paradosso di Zenone.
E comunque.. un po’ di ottimismo, via.

12. hronir - 24 luglio 2009

Xisy, ma anche se il tempo passa, se la somma totale è infinita… ci vorrà un tempo infinito, no?
In Zenone la somma totale era finita, per questo bastava aspettare per vedere Achille raggiungere la tartaruga…

13. Xisy - 24 luglio 2009

mmmmmm… sì!

14. hronir - 24 luglio 2009

Oh, bene. Per un attimo ho temuto che LHC potesse davvero partire ;)

15. QL - 30 luglio 2009

Nel frattempo che i ricercatori di LHC attendono la ripartenza potrebbero forse tenere d’occhio questa ricerca condotta dal Technion Israel Institute of Technology riguardante il tentativo di verificare la teoria sulla radiazione di Hawking sfruttando “buchi neri” sonori prodotti all’interno dei condensati di Bose-Einstein: http://www.altrogiornale.org/comment.php?comment.news.4917

16. Marco - 30 luglio 2009

QL, i ricercatori di LHC per lavoro dovrebbero (anche) tenersi aggiornati, dunque almeno i meno pigri (tra qui il sottoscritto si bea di annoverarsi) sono certamente incappati nella notizia. Solamente, probabilmente l’hanno ricevuta da una fonte un dito più seria della tua (nel mio caso specifico questa e poi questa): perché ti ostini a leggere AltroGiornale.org? È quasi peggio di Focus! :-P

17. fabio - 31 luglio 2009

Il Corriere parla di voi.

http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/09_luglio_30/ginevra_acceleratore_caprara_04a5de98-7d36-11de-898a-00144f02aabc.shtml