La verità su Oliver

L'altra sera a cena dicevo a Irene che dovrei trovare il tempo di scrivere un'altra passeggiata con Oliver, che i miei amati lettori aspettano ormai da un po' (e ho pure in mente che cosa scrivere, ma questo per adesso resta una affare privato; e ovviamente una questione di tempo: per racconti di scienza canina me ne ci va un bel po'). Irene candida mi risponde: "Si, ma prima o poi dovresti anche raccontare la verità su Oliver, che questa sua celebrità è nella migliore delle ipotesi immeritata".

Già, perché dalle passeggiate della Scienza con Oliver ne esce un ritratto di cane intelligente, saggio, educato, forse un po' avventato ma certamente fedele ed ubbidiente. La realtà è invece un po' diversa, e chi ha conosciuto Oliver di persona sa bene che di quella lista di aggettivi solo due si prestano veramente a descriverlo: probabilmente fedele, certamente avventato. Per il resto - come la maggior parte dei cani, non che però questo sia una consolazione - Oliver è pigro, scavezzacollo, territoriale, insistente al limite del fastidioso, rumoroso, per nulla pulito e spesso puzzolente, perennemente affamato, incredibilmente geloso, e immancabilmente testardo.

Quanto al saggio, all'educato, all'ubbidiente, che dire? A suo tempo abbiamo cercato di istruirlo, e le sue disavventure alla scuola di addestramento le ha raccontate meglio di me Irene a suo tempo. Fatevi due risate, è tutto vero. In soldoni, l'esperienza ha dimostrato indiscutibilmente che Oliver potrebbe essere un cane modello, semplicemente non vuole. Rispetta un po' il maschio alfa della famiglia (il sottoscritto), per il resto se ne impippa deliberatamente, complice - ma non è una scusa! - la sua vita schizofrenica da bimbo di genitori separati (Oliver vive un po' con noi qui in Francia, e un po' con i genitori di Irene a Torino. Se passeggiando per il Valentino in questi giorni doveste incontrare una signora di mezza età che si sgola urlando "Oooooliveeer" tra le nebbie del Po come se avesse perso un nipotino, ecco, quella è mia suocera. Se aspettate con lei i 25 minuti medi che durano le fughe di Oliver, potreste persino conoscere la star di persona).

Oliver non rincorre i palloni o rami di legno come il 98% degli altri cani, lui adora i sassi. Durante qualunque passeggiata (di quelle vere, mica quelle in cui parliamo di fisica) a un certo punto decide che è il momento di rincorrere delle pietre, e inizia ad abbaiare forsennatamente. Più grossi sono i sassi, e dannosi per sua dentatura, meglio è. In realtà non importa veramente che gli vengano lanciate delle pietre reali, è sufficiente il gesto del lancio perché lui parta all'impazzata tra campi e pendi. Il che, mi rendo conto, non depone esattamente a favore della sua intelligenza, ma sicuramente la dice lunga sulla sua immaginazione. Noi lo chiamiamo il "gioco delle pietre invisibili"; una volta siamo andati avanti talmente a lungo che alla fine gli è venuto una sorta di collasso dallo sforzo di correre avanti indietro, e mi è quasi toccato riportarmelo a casa sulle spalle come una pecorella. Fate voi. Abbiamo cercato di disintossicarlo, ma ci ricade regolarmente, è più forte di lui.

Oliver è un perfetto compagno in montagna. Adora le gite, ama salire e scendere per i pendii, e di solito in occasione di un'escursione percorre almeno il doppio del dislivello previsto. Ama anche dare la caccia alle marmotte, e fingersi cane da pastore disperdendo aggressivamente le mandrie altrui, ma questo tenetevelo per voi, che forestali e pastori son gente vendicativa. Siamo saliti con lui praticamente dappertutto, persino sulla Pointe Percée, persino dove la gente andava legata in cordata. Beh, anche io e lui eravamo in cordata in qualche modo, se vogliamo considerare come corda il guinzaglio: Oliver nell'ultimo pezzo era in effetti legato, perché si tratta di un sentiero espostissimo su una pietraia (provate dunque a immaginate la sua reazione a tutti i sassi che venivano giù smossi da chi ci stava sopra, considerando la sua passione cieca per le pietre, e chiedetevi come deve essere stata tranquilla e rilassata la salita. Mai più). Con Oliver abbiamo dormito in rifugio, o meglio, gli altri hanno dormito in rifugio, io ho dormito con lui nella sala d'ingresso degli scarponi, quella fredda e puzzolente, perché Oliver non voleva saperne di stare nella cuccia fuori, e svegliava tutti con i suoi ululati (anche qui: mai più). Con Oliver abbiamo bivaccato in tenda accampati in cima ai monti, e con lui vuol proprio dire con lui, perché, sebbene legato fuori nella piccola abside dell'igloo, nella notte trovava il modo di entrare e ficcarsi tra i nostri sacchi a pelo (qui sospetto la connivenza di Irene, ma lei non ha mai confessato). E potrei continuare.

Oliver è il mio regalo di laurea a Irene, che voleva un labrador con il pedigree e si è ritrovata un salsiccio-meticcio di padre incerto. I titoli nobiliari non mi sono mai piaciuti, e credo che anche i bastardi abbiamo diritto a un'occasione. Poi uno paga le conseguenze delle sue idee, è chiaro.

Monte Molaz 05-01-04 007

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18 Commenti

  1. Pubblicato il 16 dicembre 2008 alle 22:54 | Permalink

    come al solito, articolo stupendo
    davvero 😉

  2. Riccardo
    Pubblicato il 17 dicembre 2008 alle 00:10 | Permalink

    Però per quanto rompipalle possa essere il tuo Oliver(:D) ammettilo che senza non ci sapresti stare.
    Da quando ho lasciato il mio fidato criceto per venire a Roma a studiare non è piu lo stesso, vuoi mettere quegli occhioni(confrontati alle dimenzioni del criceto) che ti fissano mentre ti arrovelli le meningi dietro qualche problema( per me che faccio ancora fisica 2 difficilissimo per te credo una cazzata=))..
    Prova a fargli sentire un pò di musica...magari un pò di rock, non si sa mai possa funzionare anche con lui; al mio Axl (va la il nome)piacevano i Guns n'Roses e i Zeppelin..chi lo sa..ciao:D

  3. Max
    Pubblicato il 17 dicembre 2008 alle 15:22 | Permalink

    Io ho una Lupa (alias Pastora Tedesca, che fa pendant con la moglie, tedesca ma non pastora), il pargolo (ne' tedesco ne' pastore), 3 gatti e 7 volatili. Abbiamo dovuto eliminare l' acquario per mancanza di tempo (una ventina di pesci), regalato in toto alla vicina. Avevamo uno scoiattolo che era uno spettacolo ma ha deciso un giorno di emulare gli scoiattoli volanti mentre scorazzava nella stanza del pargolo, con effetti disastrosi. Credo sia l' unico scoiattolo che conosco ad essersi suicidato lanciandosi in volo contro lo spigolo di un mobile.....
    La Lupa tende ad assomigliare piu' ad un essere umano che a un cane, soprattutto nel suo rapporto con gli ospiti quando siamo a tavola e con i gatti. Un giorno mi sono persino reso conto di avere un cane poliglotta, siccome ha soffiato in perfetto stile felino ad un gatto che tentava di rubargli la pappa.
    A cena sceglie sempre l' ospite piu' buono (o, dal suo punto di vista,
    piu' pollo), gli si piazza accanto, seduta perfettamente, tira le orecchie indietro stile Wile Coyote, fa un sguardo da cane che non mangia da 6 mesi e aspetta..... 5 minuti buoni. Se il pollo e' meno pollo del previsto, inizia con un lento guaito, finche' questi si commuove. Se non si commuove, inizia con delle caratteristiche abbaiate acute, ogni 20 secondi circa, di volume crescente, finche' non si arriva a sentire una fitta all' orecchio. Suppongo viaggino sui 140 Decibel di punta. A questo punto l' ospite cede immancabilmente, gli da qualcosa e lei reinizia la scenetta. Nel caso di 2 o piu' ospiti pariteticamente polli, alterna un boccone da ognuno.
    Dorme rigorosamente sul divano di casa, preferibilmente sfruttando i cuscini sotto la testa. Non c'e' stato modo di impedirglielo, ne' sgridate ne' sedie capovolte sui divani. Il max che abbiamo ottenuto e' la finta che fa quando ci siamo, si sdraia sul pavimento, finge di dormire, appena ci voltiamo e' di nuovo sul divano.
    Adora i sassi, nel senso che quando usciamo a passeggio al rientro ne ha sempre una collezione in bocca, che scarica rumorosamente non appena entrata in casa.
    Con la felina piu' piccola ha un rapporto stile madre/figlia, nel senso che la felina le fa ogni tipo di agguato e lei subisce in silenzio. Si va dal balzo sul collo con morsicate di orecchie alla figura stile domatore di leoni, cane a bocca spalancata e gatto con la testa dentro a morsicarle i denti.
    Capisce TUTTO, ma e' bravissima a far finta di non capire nulla. Non ha fiuto, vista scarsa (malattia agli occhi), ma se si pela un salamino a 100 metri di distanza (classico crrriiiccc molto molto debole) accorre con la velocita' della luce. Un paio di volte che io e mia moglie stavamo discutendo animatamente si e' messa in mezzo, afferrando prima l' uno e poi l' altra perche' smettessimo.
    E' buona come il pane ma se qualcuno fa un gesto di minaccia verso mio figlio diventa una jena.

    Max

  4. Max
    Pubblicato il 17 dicembre 2008 alle 15:28 | Permalink

    Ah, dimenticavo : i sassi. Oltre a portarli a casa, e' identica ad Oliver nella sua passione. Ho provato con palle da tennis (durano 3 secondi netti), giocattoli per cani e altro, ma niente.
    A lei piacciono i sassi, vuole che glieli tiri, li va a cercare e rigorosamente NON li riporta. Cioe', li riporta ma non li molla.
    Lo chiamiamo "il gioco del sasso" e quando lo fa non capisce piu' nulla. Un giorno d'estate m'e' scappata la mano sula durata e, quando ho smesso per andare a casa, ha iniziato a barcollare come un sonnambulo e poi e' cascata di fianco, occhi chiusi e respiro cortissimo. M'e' venuto un accidente, stavo per caricarmela in spalla ma poi, piano piano (30 minuti buoni...) s'e' ripresa....

  5. Pubblicato il 17 dicembre 2008 alle 15:35 | Permalink

    Ah, ma allora sono veramente tutti uguali! La storia dell'ospite a cena da impietosire noi la chiamiamo "la strategia dell'anello debole": c'è sempre qualcuno su cui esercitare il proprio talento d'attore, a quanto pare!

  6. Pubblicato il 17 dicembre 2008 alle 15:59 | Permalink

    Bellissimo!
    Non posso più lavorare, ho la scimmia di leggere tutto quanto sul tuo blog...
    E se prima sostenevo la ricerca scientifica per principio, adesso ho anche i numeri per farlo (vedi "Quanto accidenti è scostato LHC"). E ho persino capito alcune cose che a fisica 2 non avevo capito (vai Riccardo, la strada è lunga e in salita, ma qualunque facoltà tu faccia, non farti abbattere!)

  7. Riccardo
    Pubblicato il 17 dicembre 2008 alle 17:44 | Permalink

    @IgorB: ci accomuna il corso d'ingegneria e la passione per i pc 😀
    @Marco:HO chiesto ad una mia amica che studia veterinaria:sembra che la sindrome da ospite pollo accomuna un pò tutti gli amabili quattrozampe che ci ronzano davanti..forse abituati a passare le giornate da un divano all'altro non saranno più agili come un tempo. ma sembra stiano sviluppando capacità che forse abbiamo sottovalutato:D

  8. Pubblicato il 17 dicembre 2008 alle 17:54 | Permalink

    Divano? Quale divano? E' pro-i-bi-to! E anche la poltrona ! Giù di li, fedifrago! Mica io vengo a dormire nella tua cuccia!

  9. Davide
    Pubblicato il 17 dicembre 2008 alle 20:53 | Permalink

    esilarante, davvero esilarante e godibile!

    Ora però, come minimo.. devi postare un piccolo video su Oliver.. dopo averne rivelato i segreti più intimi, ha diritto ad un momento tutto suo!

    Ciao,
    Davide

  10. Lorenzo Fiori
    Pubblicato il 17 dicembre 2008 alle 21:44 | Permalink

    IgorB mi ricorda uno studente di Ingegneria di Tor Vergata: sei tu...?

  11. Jpzana
    Pubblicato il 17 dicembre 2008 alle 22:05 | Permalink

    Marco,
    Quelli che conoscono Oliver non possono credere che l'avete lasciato dormire con voi. Come avete fatto per togliere l'odore???

    A presto!!

  12. Max
    Pubblicato il 17 dicembre 2008 alle 22:12 | Permalink

    Se non altro la mia Lupa ha un vantaggio : non puzza 🙂
    In compenso si rosicchia le unghie, zampicure giornaliero.

  13. Tobia
    Pubblicato il 17 dicembre 2008 alle 23:17 | Permalink

    Marco, ritieniti fortunato che Oliver corre dietro solo ai sassi!
    Il mio Jarno, un labrador con pedigree, corre dietro a qualsiasi cosa: sassi, rami, legni, pezzi di corda, freesbee, palloni, palline, frutta, pneumatici (si, rincorre anche quelli, e li difende a costo di perderci i denti per trascinarseli dietro) e boomerang. Per non parlare delle talpe! Sono la sua passione e d'estate è un pericolo camminare per il suo recinto perchè c'è sempre il rischio di ritrovarsi in Nuova Zelanda cadendo in uno dei buchi che scava per inseguirle.
    Poi è molto simile a Oliver anche per quanto riguarda l'addestramento: i comandi li ha imparati, li esegue correttamente, ma dagli un briciolo di libertà e lui comincerà a giocare. Ciò significa che lui inizia a correre e tu devi avere abbastanza fiato da stargli dietro per non perderlo (poco importa se devi correre per 4-5 km, lui è solo più contento).

  14. Connie
    Pubblicato il 18 dicembre 2008 alle 11:27 | Permalink

    Interessante.. ma sappiamo anche l'ora della passeggiata? 😛
    Dato che oggi qui c'è il sole (finalmente!) potrei anche andare al parco a chiedere l'autografo! (O magari scattare qualche foto..)

  15. Pubblicato il 18 dicembre 2008 alle 11:49 | Permalink

    @Lorenzo Fiori
    magari fossi ancora studente (nel senso che avrei quindici anni di meno, le paranoie a studiare fisica 2 e teoria dei segnali me le risparmio volentieri) e magari vivessi a Roma (Bergamo non è uguale...)
    Se ti va vienimi a trovare sul mio blog...

    @Riccardo
    che indirizzo?

    Chiedo scusa a Marco per l'utilizzo privato del suo blog...

  16. Erik
    Pubblicato il 18 dicembre 2008 alle 17:22 | Permalink

    Me fai morì..:D

  17. QL
    Pubblicato il 19 dicembre 2008 alle 14:28 | Permalink

    Povero Oliver... Marco secondo me hai contratto la sindrome del giornalista, dopo aver costruito un mito lo distruggi di punto in bianco provocando blocchi della crescita a quel povero cane... xD

  18. chiara
    Pubblicato il 18 marzo 2016 alle 14:46 | Permalink

    Ciao Oliver!!!!

Un Trackback

  • […] non è più con noi, e oggi non riesco ancora a trovare le parole per esorcizzare la tristezza. Oliver non era un bravo cane, non era particolarmente obbediente o educato. Oliver era semplicemente un membro della famiglia, […]

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  • Mi chiamo Marco Delmastro, sono un fisico delle particelle che lavora all'esperimento ATLAS al CERN di Ginevra.

    Su Borborigmi di un fisico renitente divago di vita all'estero lontani dall'Italia, fisica delle particelle e divulgazione scientifica, ricerca fondamentale, tecnologia e comunicazione nel mondo digitale, educazione, militanza quotidiana e altre amenità.

    Ho scritto un libro, Particelle familiari, che prova a raccontare cosa faccio di mestiere, e perché.

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