Acronimi in libertà

Una delle ultime strisce di PHD Comics va a mettere il dito su uno dei vizi del mondo della ricerca: inventare acronimi (che sembrano) simpatici e intelligenti per battezzare gli esperimenti. Gli esperimenti di LHC non fanno eccezione: avete idea di cosa voglia dire ATLAS, l'esperimento per cui lavoro? Ehm, ecco...

A Toroidal LHC ApparatuS

Ovvero: un apparato torodiale per LHC. Apparato? Toroidale? Ok, in effetti abbiamo il più grande magnete toroidale in aria del mondo. E però: una lettera rubata a un articolo indeterminativo, un altro acronimo in mezzo all'acronimo, e una lettera presa a caso dal fondo di una parola, perché suonava bene. Mi vergogno un po'.

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17 Commenti

  1. Godel
    Pubblicato il 27 novembre 2008 alle 15:07 | Permalink

    Si deve pur ridere di qualcosa.. 🙂

    Tra l'altro nella stessa striscia c'e` un link ad un elenco di progetti, tra cui spicca

    ATLAS ATmospheric Laboratory for Applications and Science

    Ehehe.. questo forse e` piu` imbarazzante! 😉

  2. Xisy
    Pubblicato il 27 novembre 2008 alle 15:14 | Permalink

    Alcuni acronimi in effetti sono un po' forzati, ma se suonano bene si ricordano meglio. I miei preferiti sono i nomi di donna, PAMELA, AMANDA, ALICE, LUNA, DESY.

  3. Pubblicato il 27 novembre 2008 alle 15:55 | Permalink

    E allora HERA, DAPHNE, KLOE, BELLE, TOSCA... 🙂

  4. M
    Pubblicato il 27 novembre 2008 alle 16:09 | Permalink

    Trovo che gli acronimi per gli esperimenti siano divertentissimi (anche se alle volte mi viene il dubbio che si faccia l'esperimento solo perchè a qualcuno è venuto in mente un acronimo particolarmente divertente 😀 )

    A proposito di acronimi, qui a Trieste tutto l'altopiano si chiama Carso. Questa zona è costellata di centri di ricerca... uno di questi, che costruisce ottiche per missioni spaziali, è omonimo all'altopiano su cui sorge... L'acronimo è: Centre for Advanced Research in Space Optics... fenomenali! Roba che nemmeno le Giovani Marmotte 😀

    ciao,
    Marco

  5. Pubblicato il 27 novembre 2008 alle 22:35 | Permalink

    gli acronimi più belli sono quelli ricorsivi, come GNU. O quello di HURD: HIRD of Unix-Replacing Daemons, dove HIRD significa HURD of Interfaces Representing Depth 🙂

  6. Pubblicato il 28 novembre 2008 alle 09:00 | Permalink

    Beh, se c'è di mezzo Stallman devono essere ricorsivi! Sono stupito che EMACS non sia ricorsivo. A meno che...

  7. Pubblicato il 29 novembre 2008 alle 08:47 | Permalink

    Si vede che io non sono in linea... quando si trattò di dare un nome al mio progetto di tesi (gli amici mi chiamano "Battista" perché do il nome a tutto... dalla bici alla casa!) decisi che avrei attinto alla mitologia più che lanciarmi nell'acrostico...
    E dato che avevo elaborato un modello di simulazione per la crescita di colture... lo chiamai... Cerere, dea dei raccolti e della fertilità.
    Anche perché Demetra, la sua omologa ad Atene, era già stata chiamata in causa per un altro progetto analogo, forse da qualche altro fisico, anch'egli disallineato come me!

    E' anche vero che il numero di esperimenti e progetti è talmente alto, che la mitologia non basta di certo...

    PAMELA mi è sempre piaciuto, invece ATLAS... beh, io più che ad Atlante penso sempre al detersivo biologico per i piatti che usavamo in reparto... con tutto il rispetto, s'intende!

    🙂
    Anna

  8. claudio b.
    Pubblicato il 29 novembre 2008 alle 09:40 | Permalink

    Ah beh, le "interpretazioni" di EMACS mi hanno fatto sbellicare dalle risate !!! Non ne conoscevo praticamente nessuna, uno spasso !!!
    Thks!

  9. Max
    Pubblicato il 29 novembre 2008 alle 10:38 | Permalink

    Elefantiaco Ma Abilissimo Crasher di Sistemi ?

  10. Pubblicato il 29 novembre 2008 alle 18:32 | Permalink

    Eccone alcuni a te cari: Imie, Foca, Puc, Conca... e mi fermo qui.

  11. Pubblicato il 30 novembre 2008 alle 10:26 | Permalink

    Ah, no, caro, mi conosci sufficientemente bene per sapere che l'unico tra questi che ho amato un po' è stato il Con.Ca.! 🙂

  12. Pubblicato il 1 dicembre 2008 alle 20:38 | Permalink

    Uno dei miei preferiti è:
    DAFNE Double Annular Factory for Nice Experiments
    il nome del collider di Frascati (INFN)

  13. Max
    Pubblicato il 1 dicembre 2008 alle 21:05 | Permalink

    A questo punto propongo :
    T.R.U.L.L.A.L.L.E.R.O.
    TOROIDAL
    RING
    USING
    LEPTONS
    LIMITING
    ANY
    LEAKAGE
    LEVEL
    EVENTUALLY
    REMAINING
    ON-SITE

    🙂

    Max

  14. Pubblicato il 15 dicembre 2008 alle 16:53 | Permalink

    al tempo in cui lavoravo per una famosa azienda di software con sede a Redmond, c'era un sito interno che raccoglieva una lista tendente ad infinito dei TLA (Three Letter Acronims...).
    Da TCP a SMS (il prodotto di suddetta azienda, non il messaggino).

  15. Pubblicato il 25 febbraio 2010 alle 16:03 | Permalink

    E quando gli acronimi non vogliono essere acronimi?

    Quando abbiamo creato il deposito istituzionale open-access all'Università di Torino, io ho proposto il nome di AperTo, per indicare al tempo stesso il concetto di "open" e la "torinesità" della cosa (nella sillaba finale, accortamente evidenziata in ogni logo).

    Però poi i miei colleghi andavano in giro a spiegare che significava "Archivio PER TOrino".... 🙁

  16. Pubblicato il 25 febbraio 2010 alle 16:04 | Permalink

    Ah, un'altra cosa a proposito di acronimi azzardati.
    State guardando la serie Caprica?
    Beh, finalmente si spiega cosa vuol dire la parola Cylon... 😉

  17. Pubblicato il 25 febbraio 2010 alle 16:33 | Permalink

    Guarda, io sono ancora fermo all'ultima stagione di BSG, e il tempo è così poco che non riesco ad andare avanti. Ergo, se qualcuno prova a spoilerare (su BSG4 o Caprica) lo banno a vita! 😛

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  • Mi chiamo Marco Delmastro, sono un fisico delle particelle che lavora all'esperimento ATLAS al CERN di Ginevra.

    Su Borborigmi di un fisico renitente divago di vita all'estero lontani dall'Italia, fisica delle particelle e divulgazione scientifica, ricerca fondamentale, tecnologia e comunicazione nel mondo digitale, educazione, militanza quotidiana e altre amenità.

    Ho scritto un libro, Particelle familiari, che prova a raccontare cosa faccio di mestiere, e perché.

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