Cosa succederà domani (a LHC)?

La giornata inizia presto. Se siete interessati i webcast per seguire le operazioni in diretta partono alle 9. Tra e 9 e le 9:30 il capo progetto di LHC Lyn Evans e il direttore del CERN Robert Aymar faranno un discorso di introduzione. Dopodiché si vocifera che Aymar schiaccerà un grosso bottone installato per l'occasione nel Globo, mentre giornalisti di circa 250 tra giornali e televisioni di tutto il mondo scatteranno foto e faranno domande. Con tutta probabilità, il primo fascio circolerà intorno alle 9:30 del mattino, ora di Ginevra.

Cosa succede nell'acceleratore? Il programma di domani prevede la circolazione di un fascio singolo prima in un senso, poi nell'altro. Si comincia con il fascio "1" in senso orario, poi con il "2" in senso antiorario. Per noi di ATLAS non cambia molto: siamo egualmente distanti da entrambi i punti di iniezione...

L'energia del fascio sarà quella fornita dall'SPS (l'ultimo della serie di iniettori che preparano i fasci per LHC), ovvero 450 GeV: LHC non accelererà ma si limiterà a mantenere il fascio sulla giusta rotta. In parole povere, si tratterà di un test di "tenuta di strada". Per evitare ogni tipo di problema, il fascio sarà composto da un pacchetto singolo di circa 10^9 protoni: normalmente avremo circa 2800 pacchetti di 10^11 protoni di 7 TeV che circolano. Il macchinisti vogliono essere sicuri di saper ben guidare il fascio prima di aumentarne energia e intensità: in caso dovessero perderlo per strada, non dovrebbe danneggiare nessun pezzo dell'acceleratore.

E dunque? Dal punto di vista della fisica, i rivelatori saranno quasi del tutto accessi (terremo spenta la parte centrale, il tracciatore, per evitare brutti incidenti in caso il fascio derappi un po') e prenderanno dati. Cosa vedremo? Siccome non ci saranno collisioni, quello che tutti si aspettano sono al limite eventi che in gergo chiamiamo "beam-gas", ovvero la collisione fortuita dei protoni con qualche molecola di gas residua sfuggita al vuoto spinto di LHC. Di solito li si vede sempre all'accensione di un acceleratore, e sono utili per verificare che tutto sia correttamente sincronizzato.

Noi fisici che facciamo? Dipende. Gli esperti saranno tappati nell Control Room a verificare che tutto vada per il verso giusto, o davanti a un terminale (come il sottoscritto) a sorvegliare il flusso dei dati e il processamento. In pressoché ogni sala riunioni del CERN saranno proiettate in diretta le varie tappe dell'accensione: proverò a riportare in diretta.

E i buchi neri? Anche se una collisione a 14 TeV dovesse produrre un buco nero maligno (e non lo farà, state tranquilli, è una bufala alimentata dalle ricorrenti paure millenariste), per la fine del mondo dovremmo aspettare 2 o 3 mesi. Le previsioni infatti ci dicono che ci vorranno almeno 2 settimane per avere le prime collisioni con i fasci non accelerati (cioé a 450 GeV), e quelle le facciamo da 20 anni senza catastrofi, per cui non mi preoccuperei. Da li alle collisioni a 10 TeV (5 TeV da una parte e 5 dall'altra, per quest'anno niente fasci a 7 TeV) si prevedono almeno 2 mesi. I paranoici dovranno aspettare almeno fino a Novembre almeno per tirare un respiro di sollievo.

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9 Commenti

  1. Pubblicato il 9 settembre 2008 alle 16:43 | Permalink

    Qual'è il sito internet più semplice da cui poter seguire "in diretta" i dati che vengono raccolti e forniti dall'LHC?
    Bisogna andare in un istituto di Fisica specializzato oppure è possibile ricevere qualche dato anche in rete, non proprio di dettaglio ma almeno per sapere che cosa sta succedendo? Esiste un sito diciamo "meteo-particello-metrico" per il "volgo disperso" che informi di quanti pacchetti vengono immessi (al minuto o al giorno, o al secondo o al nano-secondo) a che energia (di volta in volta), cosa si prevede di fare per il giorno o due giorni dopo, se si sono verificate rilevazioni "strane", se si sono alzate le "antennine" di tutti i fisici in ascolto, senza escludere umidità relativa di nebbie muoniche, densità di fulmini kaonici, inondazioni torrenziali di neutrini, decadimenti protonici spontanei a frotte, bolle termiche sahariane che precludano a fontane bianche (invece dei tanto temuti buchi neri).
    Se un sito del genere non esiste, facciamo affidamente su di te Marco.
    E magari anche qualche gossip, che so, il direttore del CERN beve alla stessa macchinetta del caffè a gettoni che usano i fisici? Com'è la mensa in questi giorni, migliore del solito o sempre la stessa?
    E da ultimo, come si fa a visitare il Cern e girare un po' per i corridoi e i tunnel?

    Ultimissimo, come viene fatto il vuoto nel tunnel principale del fascio.
    Che ordine di densità gassosa vi si trova (va bene 1 atomo al metro-cubo)?
    Atomi che evaporino dalla superficie del metallo stesso che costituisce il tunnel, come vengono tenuti in conto, quanto incidono, come vengono eliminati?

  2. Pubblicato il 9 settembre 2008 alle 17:44 | Permalink

    Burrasca, suvvia, un po' di iniziativa! 🙂 Parti di qui, sforzati con l'inglese e troverai tutto quello che cerchi, vuoto compreso. Per un "meteo" dell'acceleratore non serve nessun accesso specializzato. Basta il web: parti da qui. Quanto ai dati raccolti degli esperimenti, beh, quelli si sono segreti fino ad analisi finita e pubblicazione.

    Gossip? Il DG mangia alla mensa con i comuni mortali e beve lo stesso (pessimo) caffè. Solo che lui ha sempre la cravatta, mentre la maggior parte dei fisici gira in sandali e bermuda (in estate) o in pedule e pile (d'inverno). Visitare il CERN è facile (e gratuito): stesso sito iniziale e troverai come fare, ma per andare sottoterra è decisamente un po' tardi...

  3. Pubblicato il 9 settembre 2008 alle 18:16 | Permalink

    Grazie Marco, sapevo che potevo contare su di te e continuerò a contarci.
    :o)

  4. Pubblicato il 10 settembre 2008 alle 09:01 | Permalink

    Eh eh, ieri sera arriva a co.ca. la capo reparto, mi guarda e mi dice:
    - Scà, ma allora domani finisce il mondo e noi ci passiamo l'ultima sera della nostra vita a fare il quadro capi? Sara' un segno del destino...

    Ieri alla SILSIS ho passato quattro ore a fila (e dico quattro!) a sentirmi raccontare la rava e la fava su leptoni e loro generazioni, neutrini, Gallex, oscillazioni dei neutrini muonici ed elettronici... certo che se il prof avesse avuto la sana idea di raccontare ai futuri prof di Fisica l'esperimento in corso al CERN non sarebbe stato male: la stampa fa cattiva informazione, l'università non ci mette un briciolo del suo... ci credo che tu non lavori in Italia!
    Buon lavoro!

  5. Pubblicato il 10 settembre 2008 alle 09:14 | Permalink

    Ah... quante cose sono successe, e io ero a Co.Ca.? 🙂 E' una malattia diffusa, sai?

  6. Tobia
    Pubblicato il 10 settembre 2008 alle 10:06 | Permalink

    Porcaccia la miseriaccia! Il webcast sul sito del cern non va! Non ci sono altre possibilità di riuscire a vedere qualcosa in diretta?

  7. QL
    Pubblicato il 10 settembre 2008 alle 14:04 | Permalink

    Beh, c'era da aspettarselo in fondo, quando tutto il mondo si collega allo stesso server forse le linee le trovi un pochetto intasate... 😉

  8. Pubblicato il 10 settembre 2008 alle 20:11 | Permalink

    Mi cospargo il capo di cenere e dai, in fondo sono contenta di dire che mi sono sbagliata... oggi Vegni (che e' un prof qui a Fisica a Milano, era al CERN col progetto LEP) ci ha fatto uno spiegone sull'LHC e dintorni. E ha pure parlato di ATLAS!
    Io mi lamento sempre troppo e in anticipo, si vede che sono italiana...
    🙂
    Grazie per la cronaca che hai scritto oggi, è stato bello seguire le fasi dell'esperimento così!
    Anna

  9. Pubblicato il 11 settembre 2008 alle 18:11 | Permalink

    Ciao Anna, ovviamente conosco Vegni: mi sono laureato a Torino, ma ho fatto il dottorato a Milano... 🙂

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  • Mi chiamo Marco Delmastro, sono un fisico delle particelle che lavora all'esperimento ATLAS al CERN di Ginevra.

    Su Borborigmi di un fisico renitente divago di vita all'estero lontani dall'Italia, fisica delle particelle e divulgazione scientifica, ricerca fondamentale, tecnologia e comunicazione nel mondo digitale, educazione, militanza quotidiana e altre amenità.

    Ho scritto un libro, Particelle familiari, che prova a raccontare cosa faccio di mestiere, e perché.

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