Non registreRAI?

Appena laureato ho passo un annetto al CERN. Non esisteva ancora la banda larga e non possedevo un computer portatile, in compenso però avevo una splendida radiolina con la quale, verso sera, riuscivo ad ascoltare le trasmissioni della RAI che ancora erano trasmesse sulle onde medie, onde che, si sa, di notte arrivano molto più lontano (perchè? Perchè le onde medie di notte si riflettono sulla ionosfera; ma questo non è un post di fisica). Qualche parola in italiano mi facevano sentire non troppo lontano da casa.

Oggi la RAI non trasmette più in onde media, in compenso la radio ha trovato una nuova giovinezza grazie alla rete. Mentre al mattino a Prevessin io posso ascolare in diretta la rassegna stampa di Radio 3, Vincent a Torino fa lo stesso con France Inter (poi in macchina andando in ufficio io ascolto France Inter, e lui Radio Flash 🙂 ). Evviva la rete, evviva la radio.

La RAI, non con una certa lentezza tipica di certi elefanti anziani, recentemente è persino riuscita a dotarsi di un podcast, ovvero di un servizio attraverso il quale posso scaricare le trasmissioni che voglio in modo automatico per poi riascoltarle per esempio sul mio lettorino mp3. O almeno questa è la teoria. Per qualche motivo poco chiaro (copyright? Paura di perdere ascoltatori? Acidità di stomaco?) i podcast della RAI propongono soltanto le ultime 5 puntate della trasmissione prediletta. Così, se per esempio io oggi volessi riascoltare tramite podcast chessò, Federico Rampini che parla di Cina, delle 20 puntate previste mi becco solo le ultime. Se poi la trasmissione è finita da un po', non esiste podcast che tenga.

Certo, l'archivio delle trasmissioni è disponibile in streaming. Che vuol dire che se voglio sentire Elio che racconta il De Bello Gallico devo ascoltarmelo attaccato al picci, e con il picci attaccato alla rete. Nessuna speranza di mettere un mp3 sul lettore e andarmene a correre. E' bello vedere che i guru della maggiore impresa di comunicazione del Bel Paese sembrano non capire un'acca di fruizione differita e selezione privata dei contenuti. Mah.

Siccome queste cose mi fanno arrabbiare, ho decido di non arrendermi. Le trasmissioni in streming si possono registrare facilmente sapendo come fare. Sul mio portatilino con mplayer e lame, dopo aver salvato il file ram, basta fare qualcosa di simile:

mplayer -cache 640 -vc dummy -vo null -ao pcm:file=/tmp/stream.pcm `cat file.ram`

lame -b 32 -m m -f /tmp/stream.pcm `basename file.ram .ram`.mp3

Voilà. Ho appena registrato la trasmissione di Fahreneit sul rapporto tra Chiesa e Politica. A qualcuno serve qualcosa?

P.S. questo è il genere di cose che si fanno quando un meeting diventa troooppo noioso...

Aggiornamento [14/2/2007]: come dicevo nei commenti, ho messo i comandi insieme in uno script semplice semplice, che potete scaricare usando il link qui sotto:

ram2mp3 (326)

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4 Commenti

  1. robi
    Pubblicato il 14 febbraio 2007 alle 13:57 | Permalink

    Scusemua l'ignoranza...
    ma con cosa faccio qualcosa di simile... a questo?

    mplayer -cache 640 -vc dummy -vo null -ao pcm:file=/tmp/stream.pcm `cat file.ram` lame -b 32 -m m -f /tmp/stream.pcm `basename file.ram .ram`.mp3

    Potresti spiegarti meglio?
    Devo aprire un file di testo e scriverci queste tre righe e poi salvare il documento per leggerlo con mplayer? 🙂
    r

  2. Pubblicato il 14 febbraio 2007 alle 14:40 | Permalink

    Ciao Robi...

    Allora, punto primo lo fai da una macchina linux con installato mplayer e lame, ovvero praticamente tutte, ormai. Puoi dare i comandi a mano, tenendo conto che sono separati: prima quello che usa mplayer, poi quello che usa lame.

    Oppure puoi o metterli in uno script tipo questo che ho scritto al volo (link spostato al fondo del post): in questo caso lo script cercherà nella directory tutto i file con estensione ram che trova (tu da bravo li avrai salvati dalle pagine della RAI, invece di aprirli automaticamente con RealPlay), fa un dump dello stream audio (è il compito del primo comando, mplayer legge lo stream e lo salva nel file temporaneo /tmp/stream.pcm) e una volta fatto - ci va il tempo della trasmissione - lo converte in mp3 (è il compito del secondo comando che usa lame). Spero di essere stato abbastanza chiaro...

    P.S. ovviamente si può fare lo stesso con audio e video allo stesso tempo, per esempio per salvare i programmi di RaiClick che soffrono degli stessi difetti. Se interessa posso preparare uno script anche per quello. Fammi sapere.

  3. bruno
    Pubblicato il 10 dicembre 2007 alle 23:41 | Permalink

    Ciao Marco,
    scusa l'ignoranza ma non riesco a seguire il procedimento che descrivi per trasformare i file in MP3 in quanto non risco nel primo passaggio a salvare i file senza aprirli in real player (quando clicco mi parte il play del brano e sul disco al termine non trovo nessun file).

    Mi aiuti perchè sono veramente interessato a queste puntate in quanto molto appassionato di Eduardo.
    Ti ringrazio,
    Bruno

  4. Pubblicato il 11 dicembre 2007 alle 13:15 | Permalink

    Ciao Bruno,

    Allora, partiamo da presupposto che tu stia usando un sistema Linux (mplayer e lame funzionano anche sotto win**** tramite Cygwin, il che non cambia la sostanza di quello che sto per scrivere, al limite la complica un po'): i comandi che ho scritto sono pensati per essere eseguiti da un terminale, ovvero digitarli sulla cosiddetta "linea di comando", oppure da mettere insieme in uno "script". Dunque, niente click con il mouse. Sai che cos'è un teminale e una linea di comando, vero? Se no (non è grave, nessuno nasce imparato) ti consiglio di iniziare per esempio da un tutorial come questo...

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  • Mi chiamo Marco Delmastro, sono un fisico delle particelle che lavora all'esperimento ATLAS al CERN di Ginevra.

    Su Borborigmi di un fisico renitente divago di vita all'estero lontani dall'Italia, fisica delle particelle e divulgazione scientifica, ricerca fondamentale, tecnologia e comunicazione nel mondo digitale, educazione, militanza quotidiana e altre amenità.

    Ho scritto un libro, Particelle familiari, che prova a raccontare cosa faccio di mestiere, e perché.

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