Considero valore

Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.

Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle.

Considero valore il vino finché dura un pasto, un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.

Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello che oggi vale ancora poco.

Considero valore tutte le ferite.

Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi, provare gratitudine senza ricordarsi di che.

Considero valore sapere in una stanza dov'è il nord, qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato.

Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca, la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.

Considero valore l'uso del verbo amare e l'ipotesi che esista un Creatore.

Molti di questi valori non ho conosciuto.

(Erri De Luca, Opera sull'acqua e altre poesie, Einaudi 2002)

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3 luglio 2004, San Tommaso apostolo, Irene e Marco sposi

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14 Commenti

  1. Luciano Montaghi
    Pubblicato il 14 marzo 2010 alle 20:58 | Permalink

    Firenze 14-03-10
    Ho aperto per caso il tuo sito, Marco, ro in cerca di una formuletta semplice semplice e mi sono imbattuto in qualcosa di enorme. Anzi di eccezzionale, la fisica spiegata, come forse la spiegherebbe Albert Einstein o Carlo Rubbia. Insomma se tutto questo sito è opera tua, ti faccio i miei complimenti. Anzi devo dedurre che sei uno scenziato vero che forse lavora anche in questo campo, io non ti conosco ma ho ammirato la tua capacità nello spiegare in modo semplice cose complicatissime, è quindi facile capire che non sei solo inteligentissimo, ma che soprattutto, tutto quello che hai studiato ti è entrato bene in testa e ti è chiarissimo. Complimenti. E complimenti anche per il tuo matrimonio che dalle foto che hai pubblicato deve essere stato bello e soprattutto ricco di amici e colleghi che ti vogliono bene.. almeno spero. Ti faccio i miei più sinceri auguri e da ora ti dico che seguirò molto il tuo sito, ho svariate cose da sapere. Prima lo visiiterò bene bene e poi casomai, ti scriverò per avere notizie su una cosa che mi affascina particolarmnte; la possibilità di viaggiare nel tempo e sapere come potrebbe essere fatta una macchina del tempo. Insomma ci risentiremo... per adesso auguri sinceri.
    Luciano Montaghi classe 1957

  2. Pubblicato il 14 marzo 2010 alle 22:30 | Permalink

    Buonasera Luciano, e benvenuto.

    Non penso proprio di essere nemmeno lontanamente all'altezza dei grandi a cui mi paragoni, incasso in complimenti e arrossisco. Il sito in effetti, nel bene e nel male, è tutta farina del mio sacco, tranne ovviamente - come è il caso di questa poesia di Erri De Luca - incollo pezzi di cose che incontro sulla mia strada, che mi porto dietro per le sento mie, o che mi provocano e mi interrogano.

    Buona lettura dunque, e a presto.

  3. alan
    Pubblicato il 15 aprile 2010 alle 20:18 | Permalink

    Ciao, mi chiamo Alan ed è la prima volta che capito sul tuo sito. Finalmente qualcuno che spiega la fisica anche a agli ignoranti.(da ignorare, non vorrei offendere qualcuno(senza offesa per Oliver)).
    Ma il mio messaggio era per dirti che "CONSIDERO VALORE" è una delle poesie più belle che abbia mai letto e credo che riassuma per bene i motivi che possano portare una persona ad interessarsi alle tematiche che vengono trattate in questo sito. Ciao e grazie della cultura omaggio.

  4. Pubblicato il 25 ottobre 2010 alle 20:31 | Permalink

    anch'io ho scritto un post su questo bellissimo scritto
    http://fuma62.blogspot.com/2010/05/considero-valore-uomini-cosi.html

  5. Flavio
    Pubblicato il 30 ottobre 2010 alle 15:50 | Permalink

    Ciao Marco, piacere di essere incappato nel tuo blog. Mi chiamo Flavio, sono un illustratore/designer con la passione per la fisica, ho trovato questo posto mentre cercavo informazioni sul bosone di Higgs, sono rimasto coinvolto da alcuni tuoi post e volevo farti i complimenti per come scrivi e per la spiccata capacità di spiegare argomenti molto complessi nel modo migliore favorendone la comprensione anche di chi come me, almeno in fisica è paragonabile al simpaticissimo Oliver. Ho salvato il link e farò spesso un salto da queste parti per arricchire il mio bagaglio scientifico.

  6. Italo
    Pubblicato il 29 luglio 2011 alle 20:18 | Permalink

    Ho appena scoperto il sito dai "ringraziamenti" di Bruno Arpaia, nel suo ultimo romanzo. Certamente lo consulterò perché sono un vecchio dilettante con idee molto confuse e molto curioso e speranzoso di trovare qualche lume qua e la.

  7. Demetrio
    Pubblicato il 9 settembre 2011 alle 12:22 | Permalink

    Sono inciampato nel tuo (mi arrogo il diritto di darti del tu) sito per caso, e sono due giorni che non riesco ad uscirne, come ho un po' di tempo leggo qualcosa.
    Devo in primo luogo farti i complimenti, sei veramente bravo, anche se mi sento molto meno capace di capire di Oliver, anche se sono cose che tento da tempo di capire, devo dire che riesci a farmi intuire con semplicità cose complesse.
    Se proprio devo farti un appunto (se non che scrivo a fa) spiegare ad uno come me significa usare il minimo l'inglese (traduci le vignette ad esempio) e non aspettarsi che comprenda i grafici (anche se intuisco) sono un semplice ragioniere.
    Ma veniamo al motivo vero, alla domanda che mi fai nascere. Ho letto alcune cose (dall'8x000, al matrimonio in chiesa, alla poesia di De Luca) che mi portano a pensare che la probabilità che tu sia credente sia altissima, quindi assumo che tu lo sia ovviamente la domanda è: Come è possibile che un fisico renitente possa credere?
    Mi affascina, essendo ateo convinto, la possibilità di discuterne con te, perchè per me il tuo lavoro è spiegare dio, cosa che a mio avviso avete(fisici) già fatta: E=MC2, nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma

  8. Pubblicato il 12 settembre 2011 alle 14:51 | Permalink

    Ciao Demetrio, e benvenuto.

    (Ho spostato il tuo commento qui, mi sembrava più appropriato. E il "tu" va benissimo!).

    Al volo: traduco quanto posso l'inglese, ma non sempre ho tempo, e a volte non voglio, perché certe freddure funzionano meglio in originale. Quanto ai grafici, sono spesso irrinunciabili. Vorrà dire che prima o poi tenterò di spiegare a Oliver come si leggono!

    E infine il "motivo vero". Non sei lontano dalla verità (anche se le deduzioni che fai in linea di principio non sono solidissime; per dire: il mio 8x1000 va - andava, non ho più redditi in Italia - ai Valdesi, scelti da molti non credenti come un'alternativa piuttosto laica allo stesso Stato; e Erri De Luca non è certo credente, o almeno lui dice di non esserlo), anche se non sono sicuro di amare le etichette. Ma sì, cerco di conservare una dimensione spirituale che non rinnego e tento di difendere; nonostante una quotidianità da scettico, continuo a credere che possa esserci spazio per un'esperienza metafisica; vengo da una storia di pratica religiosa cattolica, e, sebbene oggi non credo di potermi né volermi definire in nessun modo cattolico (nel senso corrente del termine, perlomeno), continuo ad avere una relazione con l'esperienza e l'insegnamento dell'uomo chiamato Gesù di Nazareth e di quelli che lo hanno seguito a suo tempo, abbastanza da voler continuare a pensarmi cristiano. Come dice De Luca lì sopra, "Considero valore l'uso del verbo amare e l'ipotesi che esista un Creatore". Che poi il cristianesimo che sento mio oggi si avvicini molto di più all'etsi deus non daretur di Bonhoeffer e a un certo protestantesimo, è un'altra storia.

    Detto questo - e non vado oltre, perché di teologia e fede in queste pagine non ho mai parlato molto - non sono convinto affatto che, credente o meno, il mio lavoro di fisico sia "spiegare Dio". Perché da una parte non sono sicuro affatto che il divino possa essere spiegato, a meno di non volerlo negare completamente riducendolo a una creazione neurologica dell'evoluzione, e perché dall'altra aderisco piuttosto convintamente all'idea dei "magisteri separati" di Stephen Jay Gould.

  9. Demetrio
    Pubblicato il 12 settembre 2011 alle 19:00 | Permalink

    Ho fatto un po' di confusione, due commenti, due risposte tue, una risposta mia (l'altra, non questa 🙂 ). Forse per capirci un po' devi faticare, unendoli.

    Comunque perchè non parlare di teologia e fede? A mio avviso ne verrebbero fuori delle belle, proprio perchè tu credi e sei scienziato. Starei giorni interi a parlare con te di questo, di come riesci a tenere separati i due aspetti, di cosa pensi sia la spiritualità, la divinità, la figura di cristo (uomo o dio, esistito o mito antico rispolverato dal cristianesimo) e dei suoi bellissimi insegnamenti riguardo all'amore, al porgere l'altra guancia, o dei suoi pessimi insegnamenti portare spada, genitori contro figli, etc etc.

  10. evaldo
    Pubblicato il 12 settembre 2011 alle 21:12 | Permalink

    Chi scrisse i vangeli non conobbe mai Gesù direttamente. Tutti i vangeli, infatti, furono scritti verso la fine del primo secolo d.C. Marco non fu un apostolo, e nel suo vangelo riporta cose dette da Pietro. Luca nemmeno fu apostolo, e per il suo vangelo raccolse e copiò qua e là da vari documenti. Giovanni fu un apostolo, ma il Giovanni del vangelo (Giovanni Zebedeo) non era lui ma un altro, che a sua volta scrisse il vangelo raccogliendo notizie da un terzo. L’unico apostolo fu Matteo, però gran parte del suo vangelo lo copiò da Marco, che non fu un apostolo. La Bibbia è un testo ispirato da Dio ? Così si dice, ma il testo della Bibbia è nient’altro che un insieme di documenti tramandati a voce oppure scritti da persone diverse e in tempi diversi.
    Concilio di Nicea nel 325 d.C. - ... Nel pieno della riunione, l'imperatore Costantino affermò: "...E' un atto di virtù ingannare e mentire, quando con tali mezzi si possono promuovere gli interessi della chiesa."

    quando non si aveva o non si ha una risposta, ad un accadimento straordinario e che ci colpisce, è insito nella natura dell'uomo andare a ricercare risposte nella metafisica nel soprannaturale...

  11. Pubblicato il 13 settembre 2011 alle 09:42 | Permalink

    @Demetrio: sono d'accordo, sarebbe interessante discuterne, ma forse di fronte al fuoco di un camino con un qualche genere di distillato in mano, piuttosto che su queste pagine. E, come vedi, si tratta di argomenti delicati: non ho fatto in tempo a scrivere due frasi, che Evaldo si è sentito in dovere di farmi una breve lezione di critica storiografica delle fonti cristiane, immagino dando per scontato che non ne sappia nulla, o, peggio, che la mia ricerca spirituale sia completamente allineata sui dogmi dell'apparato ecclesiastico cristiano. Come sta scritto la sopra, tra le altre cose, considero valore tacere in tempo.

  12. Demetrio
    Pubblicato il 13 settembre 2011 alle 10:18 | Permalink

    Scusa Marco, capisco solo ora dove ti ho tirato dentro, spero che tu possa perdonarmi.
    Prendo per un invito il fatto che tu ne voglia parlare davanti ad un camino con un Cardenal Mendoza in mano. Io non ho il camino, ma se ti dovesse capitare di passare dalle mie parti, correrei a comprare la bottiglia, ed accenderei un fuoco nel giardino. Se ti basta, quando vuoi e senza preavviso, anche con tutta la famiglia.

    P.S. sono ateo, partendo da un educazione cattolica e curiosando qua e la sono giunto a tale conclusione. Sono affascinato comunque dai valori etico/morali, e da come sia possibile vivere le contraddizioni, filosofico-religiose, in altre parole come hai adattato la religione alle tue esigenze di scenziato (quando ti ho detto che "studi dio" intendevo che cerchi la risposta ai perchè, e la divinità è la risposta al PERCHE' supremo, quindi studi dio). Se vuoi e ne hai tempo possiamo anche continuare via e-mail o facebook in modo da poterci tarare senza urtare suscettibilità sia dei credenti sia degli atei.
    Rilegendo per la correzione mi sono reso conto che sembra che voglia parlare solo di religione, al contrario la considero solo una delle tessere del puzzle del quale mi piacerebbe parlare. Corre a vedere il libro, grazie.
    Ciao.

  13. Demetrio
    Pubblicato il 13 settembre 2011 alle 12:55 | Permalink

    Ho appena finito di scorrere velocemente il libro consigliato (scusami per la presunzione, mi riprometto di leggerlo con calma e in modo approfondito) e penso che non è altro che il modo migliore per dire quello che io, da profano ed ignorante, chiamo cambio di paradigma.
    Conclude dicendo che bisogna imparare a dire SI.
    Si al cambio di stile di vita, migliorandone la qualità e riducendo i consumi.
    Si all'eliminazione graduale di tutte le forme di produzione di energia da fonti non rinnovabili perchè prima o poi finiranno. Il nucleare oltre a non essere rinnovabile comporta un impegno incalcolabile (sia economico che di rischio) sulla gestione delle scorie, ed infine più centrali si realizzano e prima finirà il combustibile.
    Nuovo Piano Energetico ....nuovo stile di vita .....mi sono chiesto ma fra 20000 anni cosa sarà la terra, ho scritto un libro per darmi una risposta, secondo me ti piacerà, insisto per volertelo spedire, fammi sapere come posso farlo.
    Ciao

  14. Pubblicato il 13 settembre 2011 alle 13:32 | Permalink

    @Demetrio: ti rispondo privatamente

Un Trackback

  • […] Irene ed io siamo sposati da quasi dieci anni. Circa dieci anni fa, in questo stesso periodo, correvamo a destra e a manca per completare le ultime cose che si fanno prima di un matrimonio (e cercavamo intanto di capire cosa fare di noi subito dopo: lei se e quando partire per il Mozambico, io se accettare un contratto post-doc in Canada o sperare che mi perdessero per un Fellow al CERN). Tra le varie incombenze del caso, siamo anche andati a far fare gli anelli che ci saremmo scambiati. […]

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  • Mi chiamo Marco Delmastro, sono un fisico delle particelle che lavora all'esperimento ATLAS al CERN di Ginevra.

    Su Borborigmi di un fisico renitente divago di vita all'estero lontani dall'Italia, fisica delle particelle e divulgazione scientifica, ricerca fondamentale, tecnologia e comunicazione nel mondo digitale, educazione, militanza quotidiana e altre amenità.

    Ho scritto un libro, Particelle familiari, che prova a raccontare cosa faccio di mestiere, e perché.

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