Ed in estate, se il vento raccoglie
l'invito fatto da ogni gemma fiorita,
sventoleremo bandiere di foglie
e canteremo canzoni di vita.
E così, assieme, vivremo in eterno
qua sulla terra, l'albero e io
sempre svettanti, in estate e in inverno
contro quel cielo che dicon di DioL'albero ed io, Francesco Guccini
Ciao Francesco, mi mancherai. [1]E tante ne potrei poi raccontare (e il ricordo stempera e non guasta): di come il tuo sia stato il mio primo concerto nel 1988, e avevo 15 anni, e ci portai una bandiera di Solidarnosc perché ero ingenuo e idealista, e mi sembrava il posto giusto; o di come abbia letteralmente imparato a suonare la chitarra sulle tue canzoni, e il Fa#- entrò nelle mie dita grazie al passaggino centrale di Incontro - "il sen-tirsi nuo-vi" - e il Do maj7 con Autogrill; o di quando ti incontrai al Salone del Libro, ed eri enorme, e mi firmasti una copia di Cuore, ed ero felice; o del manifesto col tuo faccione di Via Paolo Fabbri 43 che per anni ha annunciato i tuoi concerti, che ho rubato staccandolo da un muro di Torino, ed ho ancora; o persino vantarmi di come, se tutti possano citare la Locomotiva o Farewell, io possa suonare e cantare a memoria cose come L'orizzonte di K.D. o Antenor, per dire; o di quanto i tuoi dischi abbiano accompagnato molti passi importanti della mia vita, come quando, l'anno scorso, guidando verso il cimitero dove accompagnavamo per l'ultima volta Fausto, abbia messo su proprio L'albero ed io per riempire il silenzio della tristezza tra me e Giulia, ché mi sembrava l'unica cosa da fare in quel momento. Però oggi sono un po' troppo rattristato, facciamo un'altra volta. Forse ancora c'è da bere, e mi riempio il bicchiere. [2]Se e quando moriremo, ma la cosa è insicura, avremo un paradiso su misura

Note
| ↑1 | E tante ne potrei poi raccontare (e il ricordo stempera e non guasta): di come il tuo sia stato il mio primo concerto nel 1988, e avevo 15 anni, e ci portai una bandiera di Solidarnosc perché ero ingenuo e idealista, e mi sembrava il posto giusto; o di come abbia letteralmente imparato a suonare la chitarra sulle tue canzoni, e il Fa#- entrò nelle mie dita grazie al passaggino centrale di Incontro - "il sen-tirsi nuo-vi" - e il Do maj7 con Autogrill; o di quando ti incontrai al Salone del Libro, ed eri enorme, e mi firmasti una copia di Cuore, ed ero felice; o del manifesto col tuo faccione di Via Paolo Fabbri 43 che per anni ha annunciato i tuoi concerti, che ho rubato staccandolo da un muro di Torino, ed ho ancora; o persino vantarmi di come, se tutti possano citare la Locomotiva o Farewell, io possa suonare e cantare a memoria cose come L'orizzonte di K.D. o Antenor, per dire; o di quanto i tuoi dischi abbiano accompagnato molti passi importanti della mia vita, come quando, l'anno scorso, guidando verso il cimitero dove accompagnavamo per l'ultima volta Fausto, abbia messo su proprio L'albero ed io per riempire il silenzio della tristezza tra me e Giulia, ché mi sembrava l'unica cosa da fare in quel momento. Però oggi sono un po' troppo rattristato, facciamo un'altra volta. Forse ancora c'è da bere, e mi riempio il bicchiere. |
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| ↑2 | Se e quando moriremo, ma la cosa è insicura, avremo un paradiso su misura![]() |



A moi aussi il manqueras beaucoups je l associe un peu a brassens...mais " quand un copain s EN VAS son trou dans l eau ne se referme pas?"