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Un paio di sviluppi verso il futuro di FCC

1 Dicembre 2025 8 commenti

Nel corso degli ultimi mesi, nonostante la mia presenza sporadica su queste pagine, ho raccontato a spizzichi e bocconi del lavoro fatto per l'aggiornamento della Strategia Europea della Fisica delle Particelle. Ne avevo per esempio parlato in occasione del simposio francese, che avrebbe portato alla redazione di un documento nazionale, simile a quelli che anche le altre nazioni europee hanno redatto per l'occasione: tutti gli input sottomessi durante il processo sono disponibili qui, per chi volesse leggerli. Fare sintesi non è stato (e non sarà) un lavoro banale, ma parte dell'impresa è stata già portata avanti, inizialmente durante i lavori del simposio di Venezia di giugno scorso, e soprattutto con la pubblicazione del Physics Briefing Book uscito a inizio novembre.

I partecipanti al Simposio di Venezia di giugno. Se cercate bene, ci sono anch'io!

Non posso riassumere qui il contenuto del Physics Briefing Book, ma posso perlomeno indicare qualche elemento importante. Da tutti gli studi pare chiaro che, per gli obiettivi futuri della fisica delle particelle, il prossimo grande progetto che succederà a LHC debba essere un collisionatore elettrone-positrone, e che FCC-ee, il collisionatore che sarebbe installato in un lungo tunnel di circa 90 chilometri nella regione di Ginevra, sia la macchina da preferire. Il programma integrato di FCC, che a FCC-ee farebbe poi succedere nello stesso tunnel, un po' come LHC è succeduto a LEP, un grande collisionatore di protoni a grandissima energia nel centro di massa, FCC-hh, è quello che garantirebbe il futuro del CERN e della centralità dell'Europa nel campo della fisica delle particelle.

Il passo successivo alla redazione del Physics Briefing Book è quello di stilare le raccomandazioni sulla strategia, una sorta di versione ridotta e azionabile delle conclusioni del lavoro fatto dalla comunità dei fisici delle particelle europei. Lo European Strategy Group lo sta proprio facendo in questi giorni in un meeting a Monte Verità, Ascona, in Svizzera. Le raccomandazioni verranno consegnate al Council del CERN, il "parlamento" che dirige la direzione del laboratorio e che dovrà esprimersi fattivamente sui passi da fare nei prossimi anni, interpretando anche il sentire politico delle nazioni che il CERN finanzia. Il meeting di Monte Verità finirà questo venerdì, e dovremmo sapere allora come la scienza avrà saputo diventare messaggio politico.

Nel frattempo, segnalo due eventi recenti che potrebbero avere un impatto importante sul processo. Iniziamo dalle conclusioni della riunione del Council del CERN di inizio novembre, in cui ci sono alcuni passaggi interessanti, tutti ovviamente molto cauti, ma potenzialmente significativi. In particolare questo:

FCC would provide the platform for a visionary physics programme addressing many of the open questions in particle physics, notably on the Higgs boson, that are critical to understanding the foundations of the Standard Model and to opening up opportunities for discovering new physics beyond the Standard Model, while at the same time driving the development of new technologies that will have a significant positive impact on society.

FCC fornirebbe la piattaforma per un programma di fisica visionario in grado di affrontare molte delle questioni aperte nella fisica delle particelle, in particolare riguardo al bosone di Higgs, che sono fondamentali per comprendere le basi del Modello Standard e per creare opportunità di scoprire nuova fisica oltre il Modello Standard, contribuendo allo stesso tempo allo sviluppo di nuove tecnologie con un impatto significativamente positivo sulla società.

Nel documento ci sono mille caveat economici e sociali, ma mi pare che l'affermazione lì sopra sia importante, e vada in quella che ritengo essere la direzione giusta.

Più o meno contemporaneamente, è arrivata la notizia che CEPC, il potenziale concorrente cinese di FCC, non è stato inserito nel piano quinquennale cinese 2026-2030. Non sono in grado di discutere tutte le ragioni – serie quelle politiche – per cui i colleghi cinesi non sono riusciti a far approvare CEPC come progetto da realizzarsi concretamente nei prossimi cinque anni. Resta però il fatto che quella che fino a qualche settimana fa era una potenziale minaccia a FCC (nessuno immagina realmente di avere due grandi collisionatori elettrone-positrone in funzione contemporaneamente in due parti del mondo: la prossima macchina sarà una macchina mondiale o non sarà) per ora è, se non sfumata, perlomeno rimandata. Questo apre una finestra di cinque anni all'Europa per prendere decisioni e riposizionarsi in testa. La decisione sulla costruzione di FCC da parte del CERN dovrebbe arrivare entro il 2028: siamo in tempo, e dovremmo cercare di essere coraggiosi e visionari.

(there's also an English version of this post, just in case...)

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Commenti

  1. Alberto Ferrero dice

    2 Dicembre 2025 alle 11:05

    Bisognerebbe comunque non sottovalutare le ragioni - e immagino anche io che siano soprattutto politiche, oltre che economiche, ma ci potrebbe anche essere una "ratio" scientifica - per le quali il CEPC non è stato preso in considerazione: non è detto che l'Europa non applichi gli stessi criteri. A maggior ragione se si fa strada (in modo sconsiderato, a mio parere) l'idea che si sia alla vigilia di uno scontro epocale con la Federazione Russa, per la quale bisognerebbe buttare via tantissimi soldi. Per tacere della endemica crisi di competitività della UE nei confronti del resto del mondo.
    In Council del CERN dovrà essere ben più che convincente: dovrà trovare ragioni molto cogenti perché quei soldi vengano spesi.

    Rispondi
  2. Diego Filotto dice

    2 Dicembre 2025 alle 12:17

    Ho l'impressione che queste grandi imprese a livello di ricerca della particella infinitesima o nello spazio stellare alla ricerca della vita siano poco credibili per il rapporto tra l'importanza degli obiettivi e la quantità di denaro richiesta. Forse ci sono altri motivi che giustificano i costi, ma non sono ben conosciuti.

    Rispondi
    • Marco dice

      2 Dicembre 2025 alle 15:45

      Non hai torto sul principio che il senso e l'interesse di queste ricerche debba essere spiegato meglio (che, in passato certamente meglio di adesso, è quello che ho sempre cercato di fare in questo blog), mi permetto invece di obiettare sulla "quantità di denaro richiesta". Noi umani abbiamo notoriamente problemi a capire gli ordini di grandezza e confrontarli: 15 miliardi di euro per fare FCC sono tanti? Certo, se confrontati al mio o il tuo salario. Ma se sono spalmati su tutti listati membri del CERN, e per il periodo di costruzione operazione del progetto, torniamo a cifre dell'ordine del caffè all'anno a persona, un po' come per LHC. Sai quanto si spende in Francia all'anno per cura e alimentazione degli animali di compagnia? Circa 6 miliardi di euro! Allora, io amo gli animali e non penso certo che l'idea di averne a farci compagnia sia da deprecare, mi sembra però importante mettre le cifre nel giusto contesto. Poi parliamo anche di importanza degli obiettivi.

      Rispondi
  3. Alberto Ferrero dice

    3 Dicembre 2025 alle 12:35

    Mettiamo le cifre pure nel giusto contesto, è corretto, se non fosse che le richieste di finanziamenti della Big Science - e questo del FCC è un tipico caso - sono in diretta competizione con quelle di tanti (tantissimi) altri settori delle scienze (e non solo quelle dure).
    Nel passato la corsa allo spazio fu un altro caso classico, ma lì le ricadute politiche (discutibili, ma tant'è) e tecnologiche erano evidentissime. Anche la "fisica delle alte energie" negli '50 e '60 approfittò evidentemente del momento favorevole legato alla guerra fredda e alla corsa alle armi nucleari.
    Per farla breve (in modo un po' pessimistico): io non penso che ai decisori politici interessino molto argomenti legati alla precisione delle misure o a supposti avanzamenti che portino al superamento del Modello Standard. Già usati per l'LHC, e il Modello Standard sta lì, bello vispo e in salute - a parte certe aporie che dubito siano comprensibili ai più.

    Rispondi
  4. Mario dice

    4 Dicembre 2025 alle 19:11

    “15 miliardi di euro per fare FCC sono tanti? Certo, se confrontati al mio o il tuo salario”.
    Mah, io il confronto lo farei più ragionevolmente con ciò che si spende per l’acquisto e soprattutto per la gestione di alcune armi, non tutte. Per non andare troppo lontano vediamo cosa costa per esempio un F-35 a casa nostra. Il costo "chiavi in mano" per l'acquisto complessivo di un solo F-35 può raggiungere i 280 milioni di Euro per unità, costo che include supporto logistico, manutenzione e aggiornamenti tecnologici fino al 2035.
    Senza dimenticare che un’ora di volo costa 36000 Euro. L’Italia ne ha già 90 e a seguito di un recente accordo saranno 115. Fate il conto del costo totale. E tralasciamo per pudore i costi del bombardiere americano B-2 Spirit che costa oltre 2 mld di dollari e ce ne sono 20 in servizio.
    Ma l’FCC non può trasportare la bomba GBU-57, nota come "bunker buster", per distruggere strutture sotterranee blindate e nemmeno bombe nucleari e quindi quei 15 miliardi di Euro sono decisamente sprecati.

    Rispondi
    • Marco dice

      5 Dicembre 2025 alle 09:59

      Grazie, anche per il confronto con le (folli) spese militari è sempre dirimente!

      Rispondi
      • Alberto Ferrero dice

        5 Dicembre 2025 alle 17:59

        Il punto non è se il confronto con le (oscene) spese militari sia dirimente meno: se si potessero convogliare i costi degli F-35 e dei B-2 (con annessi e connessi) nella costruzione di uno, dieci o cento FCC io direi subito: dove posso mettere la firma?
        Il punto è convincere il contribuente e i suoi rappresentanti a farlo!
        Il punto è anche argomentare, realisticamente, se questo tipo di progetti debbano essere PER FORZA finanziati: ci sono anche altri settori della fisica e delle scienze in generale che aspettano contributi.
        Se si riuscisse a convincere la politica a portare ad una percentuale più alta del PIL il contributo per la ricerca scientifica probabilmente non si porrebbe neanche il problema.
        Ma cannibalizzare altri settori di ricerca non mi sembra una buona idea, sic stantibus rebus dal punto di vista di politica economica.
        Vi auguro che riusciate ad essere convincenti senza farvi nessun nemico nella comunità scientifica.

        Rispondi
  5. Antonio dice

    10 Dicembre 2025 alle 10:20

    Io non sono mai stato un grande difensore di FCC. Mi sembra una macchina enorme e costosa con un caso tecnologico modesto. Non mi pronuncio sul caso scientifico non essendo un fisico delle particelle.

    Detto questo spero vivamente che venga finanziato e che sia un successo.
    Dopo LHC il CERN deve trovare una nuova missione una nuova visione ed una nuova strategia di lungo termine. Senza questo rischia l’oblio. Oblio che l’Europa semplicemente non può permettersi (per una serie di ragioni abbastanza intuitive ma che richiederebbero pagine intere per argomentarlo).
    La messa in pausa di CEPC è l'occasione giusta per non perdere tempo e
    immagino che sia stato fatto un studio di impatto socio-economico che dimostri che l’analisi costi-benefici sia ampiamente positiva.
    Quindi il mio augurio è che sia finanziato senza indugi, considerando anche il fatto che il costo è di fatto irrilevante rispetto ad altre voci di spesa (vd. spese militari et al...).

    Rispondi

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Marco Delmastro Mi chiamo Marco Delmastro, sono un fisico delle particelle che lavora all'esperimento ATLAS al CERN di Ginevra. Su Borborigmi di un fisico renitente divago di vita all'estero lontani dall'Italia, fisica delle particelle e divulgazione scientifica, ricerca fondamentale, tecnologia e comunicazione nel mondo digitale, educazione, militanza quotidiana e altre amenità. Ho scritto un libro, Particelle familiari, che prova a raccontare cosa faccio di mestiere, e perché. Per qualche tempo ho risposto a domande di fisica (e non solo) sul podcast Tu che sei un fisico (e prima o poi potrei riprendere).

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