Tutto in famiglia

Non vorrei mai che ve lo foste persi! Venerdì scorso il sempre-vostro era protagonista di un edificante raccontino pubblicato su Torino Sette - rinomato inserto dell'altrettanto rinomato quotidiano La Stampa - ispirato a questo espisodio di vita vissuta. Il fatto che l'autrice della rubrica in questione sia la legittima consorte del sempre-vostro è ovviamente puramente casuale 🙂

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12 Commenti

  1. panda
    Pubblicato il 19 gennaio 2009 alle 08:13 | Permalink

    "lavora a 11 minuti dall'ufficio"

    quindi non lavori in ufficio? 🙂

    Colgo l'occasione per un saluto!

  2. Pubblicato il 19 gennaio 2009 alle 09:21 | Permalink

    Urg, quando la signora lo vedrà non sarà per nulla contenta 🙁
    E la cosa conferma la qualità del rinomato giornale...

  3. Mario Ferrero
    Pubblicato il 19 gennaio 2009 alle 16:34 | Permalink

    non me lo sono perso ... e ho riconosciuto l'episodio

  4. Pubblicato il 20 gennaio 2009 alle 13:36 | Permalink

    Non per nulla sul rinomato giornale, ormai, affidano rubriche più o meno a chiunque 😉

  5. QL
    Pubblicato il 20 gennaio 2009 alle 13:49 | Permalink

    Marco, posso farti una domanda da un milione di € ? Quando finalmente avranno finito i lavori per il Super-B, la faresti una capatina in Italia per vedere cosa ti sei perso? xD (la cattiveria era in allegato obbligatorio, non ho potuto rifutarla... 😉

  6. QL
    Pubblicato il 20 gennaio 2009 alle 13:56 | Permalink

    Ma quanto costano le caldarroste in Svizzera? Comunque io ho sempre pensato che l'eccessiva puntigliosità e severità sulle regole giova solo al consumismo e al commercio. Con questo non intendo certo inneggiare alla barbarie e allo stile suino ma certo devi riconoscere che alcuni comportamenti e filosofie hanno un che di psicopatologico.

  7. Pubblicato il 20 gennaio 2009 alle 14:34 | Permalink

    @QL: Boh, se c'era cattiveria me la sono persa (sono un po' naive, probabilmente). Cosa vuol dire "che cosa mi sono perso"? Non ho mica nulla contro il progetto Super-B, non ci lavoro perché non esiste ancora, e perché mi occupo di fisica un po' diversa. Chissà, magari un giorno... Ah, e non lavoro in Italia perché ho avuto un'opportunità migliore qui; ed e` poco probabile che ci ritorni per via delle attuali condizioni. Il che non significa che non mi piacerebbe ritornarci, se appunto che ne fossero le condizioni.

  8. Valter
    Pubblicato il 20 gennaio 2009 alle 22:43 | Permalink

    Non c'entra col calcio ma questa sera al TG che presentava l'insediamento di Obama, per ben due volte in primissimo piano tra il pubblico c'era una sorridente ragazza con la beretta azzurra che assomigliava tanto alla tua gentile consorte, da far pensare che potesse essere lei. Saluti
    Valter

  9. Pubblicato il 21 gennaio 2009 alle 09:26 | Permalink

    Mmmm, ho dei dubbi 🙂 Durante il discorso d'insediamento ero in auto che rientravo a casa, e all'arrivo ho trovato Irene che faceva il bagno a Giulia (o era il viceversa?). A meno che ci sia qualcosa che non so (stazione di teletrasporto in cantina?).

  10. Max
    Pubblicato il 21 gennaio 2009 alle 13:03 | Permalink

    Si trattava sicuramente di una superposizione di stati quantici, in cui tua moglie era contemporaneamente in 2 posti.
    Ovviamente quando sei arrivato tu il sistema e' collassato e l' hai trovata in bagno, e Obama e' rimasto allibito 🙂

    Max

  11. claudio b.
    Pubblicato il 21 gennaio 2009 alle 13:30 | Permalink

    Ah !!! , vedi, che voi fisici siete molto più avanti con la ricerca di quanto non comunichiate ai comuni mortali: il teletrasporto per particelle pesanti lo avete, allora !... 😉

  12. Xisy
    Pubblicato il 21 gennaio 2009 alle 18:00 | Permalink

    Bè... Se vieni in Italia quando i lavori per SuperB sono finiti (cioè quando l'esperimento vero parte), quello che ti sarai perso sarà stata la parte noiosa del progetto (e presumo che lavorando in Atlas tu lo sappia).. 🙂

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  • Mi chiamo Marco Delmastro, sono un fisico delle particelle che lavora all'esperimento ATLAS al CERN di Ginevra.

    Su Borborigmi di un fisico renitente divago di vita all'estero lontani dall'Italia, fisica delle particelle e divulgazione scientifica, ricerca fondamentale, tecnologia e comunicazione nel mondo digitale, educazione, militanza quotidiana e altre amenità.

    Ho scritto un libro, Particelle familiari, che prova a raccontare cosa faccio di mestiere, e perché.

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