Lampade da tasca a prova di buco nero

Giuro che non è un pesce d'Aprile. Ci hanno fatto causa. Un tizio che non è nuovo a questo genere di cose ha depositato una denuncia contro il CERN (al tribunale delle Hawaai!) chiedendo che il progetto LHC venisse fermato perché l'acceleratore non sarebbe sicuro: una volta accesso le collisioni potrebbero produrre materia bizzarra o buchi neri imbizzarriti che inghiottirebbero in un battibaleno l'orbe terracqueo e magari l'universo intero. Sulla fondatezza scientifica dell'accusa non entro nemmeno (è dalla messa in funzione di RHIC nel 2000 che queste voci vanno e vengono con cadenza periodica: se siete interessati, datevi una lettura a questo report, o anche solo l'articolo su New Scientist). Il buffo è che ieri alla caffetteria del Building 40, vicino a croissant e panini, è apparso un cartello: "in vendita qui: lampade da tasca a prova di buco nero": Philippe, il nostro barista, è un mattacchione. Boh, speriamo che se la cosa dovesse andare avanti mi chiamino almeno a testimoniare alle Hawaai.

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