Il senso di possedere un'agenda

Oggi ho imparato due importanti lezioni. Uno. La ragione segreta per possedere un'agenda è quella di riuscire a ricordarsi tutti i propri molteplici impegni. Due. Lasciare l'agenda in ufficio ne vanifica l'utilità.

Se ieri mi fossi portato a casa l'agenda (e magari pure il picci portatile), forse uno sguardo distratto mi avrebbe ricordato che oggi avevo una riunione alle 9. E che durante quella riunione avrei dovuto mostrare dei risultati. E che non avevo ancora messo mano alla presentazione. Così stamattina non sarei entrato innocentemente in ufficio alle 9, non avrei aperto l'agenda per scoprire che alla stessa ora mi aspettavano dall'altra parte del CERN, non sarei corso rocambolescamente e non avrei dovuto esibire il sorriso scemo di corcostanza di quando si arriva troppo in ritardo a un meeting. A dirla tutta, però, non avrei nemmeno battuto il mio record personale di preparazione di presentazioni: 6 minuti per 20 trasparenze. Mica male no?

P.S. Ok, c'è un trucco dietro al record. A capodanno ho fatto una serie di buoni propositi per l'anno nuovo. Uno di questi è quello di produrre sempre dei grafici nella loro forma finale, in modo che siano subito pronti a essere inseriti in un articolo o in una presentazione. Ecco cosa mi ha salvato.

P.P.S. D'accordo, un altro dei propositi consiste nel non preparare mai una presentazione il giorno prima - o il giorno stesso! - del meeting: vabbè, è la prima volta da gennaio che ci casco, non accadrà più... 🙂

P.P.P.S. Qualche smanettone lì fuori ha esperienza di Lightining e se la sente di consigliarlo?

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  • Mi chiamo Marco Delmastro, sono un fisico delle particelle che lavora all'esperimento ATLAS al CERN di Ginevra.

    Su Borborigmi di un fisico renitente divago di vita all'estero lontani dall'Italia, fisica delle particelle e divulgazione scientifica, ricerca fondamentale, tecnologia e comunicazione nel mondo digitale, educazione, militanza quotidiana e altre amenità.

    Ho scritto un libro, Particelle familiari, che prova a raccontare cosa faccio di mestiere, e perché.

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