E se il bosone di Higgs giocasse a nascondino?

Alla fine di maggio (lo so, lo so, avrei dovuto scrivere due settimane fa) è passato da queste parti Franck Wilczek, una di quelle persone che mi lasciano invariabilmente a bocca aperta quando parlano, in un misto di ammirazione e stupore. Il signor Wilczek è un fisico teorico, uno dei padri della QCD, premio Nobel per la fisica nel 2004, e in qualche modo anche uno scienziato "rinascimentale", nel senso che oltre che di fisica delle particlelle si intende fisica dello stato solido, cosmologia, astrofisica... E dicendo "si intende" stiamo parlando di livelli piuttosto alti.

Sono andato a sentire il suo seminario, intitolato "Il bosone di Higgs come portale verso settori nascosti". Risultato: sono rimasto appiccicato al (pure piuttosto scomodo) scranno dell'Auditorium del CERN per tutta l'ora, durante la quale il buon Wilczek è riuscito a farmi credere che potevo capire i più remoti aspetti della fisica teorica attuale senza problemi. Non solo è brillante e profondo, ma certamente dotato di una capacità di comunicazione fuori dal comune. Se masticate un poco (magari pure un po' più di un poco) di fisica riguardatevi il video, vale la pena.

Cose che ho imparato da questo seminario:

  • Basterebbe pochissimo a far sì che il bosone di Higgs sia inosservabile. Il vostro teorico di fiducia può aggiungere un pezzettino alla teoria del Modello Standard e mascherare la presenza della vostra particella preferita, quella alla quale dedicate il vostro tempo e la vostra fatica di fisico sperimental. Perché la Natura dovrebbe essere così? Potrebbero esserci buone ragioni, secondo Wilczek. Non so bene che cosa sperare...
  • Se proprio il bosone di Higgs fosse nascosto come suggerisce Wilczek, avremmo però la porta aperta ai cosidetti "settori nascosti": ovvero a particelle non osservabili, se non con forse l'interazione con il bosone di Higgs stesso. E, guarda guarda, la popolazione di questi "settori nascosti" potrebbe essere la spiegazione dello scenario cosmologico che osserviamo (ovvero, perchè l'universo è come è).
  • Infine, è sempre bello spendere qualche minuto ogni tanto a masticare sul principio antropico, ovvero sul perché (o sul come, se preferite solo la versione debole del principio) l'universo che conosciamo contenga degli osservatori (noi, per i distratti), visto che una qualunque sua variante (di universo, sempre per i distratti) anche poco poco diversa dalla versione in cui viviamo non avrebbe stelle, bariogenesi, pianeti, molecole complesse, batteri e giraffe. Per i curiosissimi, varrebbe la pena leggere questo articolo.

A margine, l'abbigliamento stesso di Wilczek aveva qualcosa di straordinario: giacca e pantaloni neri su scarpe da ginnastica blu e maglietta nera con disegno di cervello pulsante rosa. Unite alla pelata con cornetti di capelli laterali, e avrete il prototipo di scienziato dei film hollywoodiani. Solo che questo è vero. Dovrei tirare fuori dall'armaio la giacca gessata che usavo in gioventù, chissà che non serva.

wilczek_cern_20070531_400px.jpg

P.S.: Avete notato? Il mondo della fisica (e della scienza in generale) sta subendo un'invasione di Apple. Da quando il cuore del sistema operativo é diventato una forma di Unix la moda è inarrestabile...

P.S.(2): Lunedì prossimo Stallman terrà un seminario da queste parti. Come Stallman chi?

P.S.(3): Io ho appena installato Scientific Linux 5 sul mio portatile, va che è una meraviglia. Chi ha veramente bisogno di un Apple?

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3 Commenti

  1. Pubblicato 18 giugno 2007 alle 13:56 | Link Permanente

    Cosmic Variance e' nel tuo blogroll, quindi avrai sicuramente letto, a proposito di principio antropico, questo vecchio post.
    Io non conoscevo quella storia del cervello di Boltzmann, mi e' piaciuta un sacco!

  2. Pubblicato 18 giugno 2007 alle 15:47 | Link Permanente

    Grazie per la segnalazione, l'avevo mancato, leggerollo (magari avessi il tempo di leggere tutto quello che mi piacerebbe. Come dicevo altrove, uno dovrebbe fare il giornalista scientifico di mestiere per riuscirci. I link sono lì a ricordarmi la mia ignoranza abissale).

  3. Pubblicato 18 giugno 2007 alle 16:54 | Link Permanente

    Ah, come sono d'accordo... beata Sylvie! :)

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