Il mercato degli schiavi

Oggi era il giorno della selezione dei Summer Student per quest'estate. Il CERN da anni questo bel programma, per il quale studenti verso la fine del percorso universitario (o anche neolaureati) vengono selezionati per passare 3 mesi qui, pagati nemmeno male, per lavorare con un gruppo di ricerca, seguire dei corsi, fare un sacco di feste e vivere una certa promisquità. Non male, vero? Chi vuole uno studente da seguire deve presentare un progettino di ricerca (va bene più o meno tutto, dalla fisica delle particelle all'ingegneria meccanica passando per i database), e, se approvato, procederà alla selezione.

Allora, una volta la selezione funzionava così: ci si trovava tutti in una stanza, i curricula degli studenti erano sparsi su un tavolo, si girava, si leggeva, si contrattava, si litigava pure e si cercava di tornare a casa con un candidato dignitoso. Oggi invece è tutto informatizzato: cv, lettere di raccomandazione, application form sono sul web, e nelle settimane precedenti alla selezione possiamo leggerceli per farci un'dea, raccogliere suggerimenti da colleghi che magari conoscono gli studenti e scremare una lista di papabili. Perlomeno io ho fatto così, a siccome rispetto le pari opportunità e non sono un marpione, avevo selezionato nell'orfine un austriaco, una francese (donna), un francese (uomo), un italiano (uomo) e un'italiana (donna). Il mio capo mi aveva consigliato anche un candidato spagnolo, ma il fatto che avesse indicato il desiderio di fare l'astronauta come sogno nella vita mi scoraggiava un po'.

Il problema è che anche la selezione si fa ormai via web. Il giorno fatidico (oggi) alle 14:30 i nomi diventano cliccabili: ovvero, chi ha l'indice più rapido si becca lo studente agognato. Nessuna discussione, nessuna contrattazione. Se sei un campioncino di Space Invader ti becchi la svedesona del 1987 che sogni da settimane. Con una difficoltà aggiuntiva: ci sono delle quote per nazionalità: ovvero, se sono stati selezionati troppi svadesi nei microsecondi prima del tuo click, scordati la stangona. E infatti a me andata proprio così.

Tra le 14:30 e le 14:31, mentre Martin dall'ufficio di fianco urlava prima "cliccate!" e poi "Eureka!" (è riuscito a prendere la studentessa che sperava, il maledetto) mi sono visto consumare davanti agli occhi la quota di austriaci, poi quella di francesi, infine rubare gli italiani. E dire che a Doom sono sempre stato piuttosto bravo. Persino l'aspirante astronauta spagnolo era andato. Ho estratto velocemente la lista delle riserve (sono previdente, io), ma fino alla posizione 7 erano tutti andati. Tutti. In meno di un minuto. Mi ha salvato Tancredi piombando alle 14:34 nel mio ufficio con i suoi curricula "avanzati". In un'ultima corsa, al dodicesimo tentativo sono riuscito a raccattare... un tedesco, maschio, con il cognome che sembra uno yogourt. Vabbè, se l'ha selezionato Tancredi sarà probabilmente persino più bravo di me, dunque non posso lamentarmi. E però... 🙁

Update: ore 16:47, ho appena scoperto che lo studente di dottorato di Tancredi, Peter, ha scelto il "mio" candidato austriaco. Più che mercato degli schiavi direi guerra tra i poveri. E mi sa che è meglio che impari il tedesco.

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2 Commenti

  1. Alberto
    Pubblicato il 13 marzo 2007 alle 19:03 | Permalink

    Adesso spera che il tuo studente tedesco non capisca l'italiano e che non venga a conoscenza del tuo blog...

  2. Pubblicato il 14 marzo 2007 alle 17:35 | Permalink

    Marco,

    LOL!

    Non sapevo funzionasse cosi'... Qui a Padova i SS per Fermilab li selezionavo io fino all'anno scorso, con il mio boss. Erano studenti locali, coi quali poi si lavorava in agosto e settembre. E ovviamente tra i candidati le belle ragazze finivano raramente ultime 😉

    Vedi ad esempio il mio blog del 2005...

    Spiacente per la svedesa, ma non sei sposato ? Hehm. Si, anch'io.

    Ciao
    T.

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  • Mi chiamo Marco Delmastro, sono un fisico delle particelle che lavora all'esperimento ATLAS al CERN di Ginevra.

    Su Borborigmi di un fisico renitente divago di vita all'estero lontani dall'Italia, fisica delle particelle e divulgazione scientifica, ricerca fondamentale, tecnologia e comunicazione nel mondo digitale, educazione, militanza quotidiana e altre amenità.

    Ho scritto un libro, Particelle familiari, che prova a raccontare cosa faccio di mestiere, e perché.

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