Stephen Hawking al CERN

Ieri un mail intitolato "Exceptional CERN Colloquium this afternoon at 16:30" ha annunciato (a me e a altre centinaia!) la presenza di Steven Hawking al CERN per una (breve) conferenza intitolata "The Origin of the Universe".

Conoscendo la fama smisurata della persona, sono andato all'Auditorium mezz'ora prima: niente da fare, la sala era già piena, e nessuna chance di sedersi per terra o sulle scale, nerborute guardie del corpo rispedivano al mittente i facinorosi. Era prevista una connessione in video conferenza VRVS, ma il sito - evidentemente bombardato da tutti gli utenti Cern lontani da Ginevra (a spanne sono circa 10000) - non dava segni di vita. Alla fine sono riuscito a seguire la conferenza da uno degli auditori periferici in cui veniva ritrasmessa a beneficio dei ritardatari e dei lontani.

Come è stata? Beh, impressionante. Stephen Hawking ormai da anni parla tramite un sintetizzatore vocale che controlla tramite un sensore infrarosso che misura i movimenti della sua guancia. Una cosa è leggere i suoi scritti, un'altra vederlo che aziona con fatica il comando che produrrà una voce metallica che dica le sue idee. L'audience era evidentemente tesa, e lui è riuscito a rompere la tensione come ogni oratore sapiente, scherzando pur essendo molto profondo e denso (chessò: a proposito della presentazione di alcuni suoi studi alla Accedemi Vaticana, commenta: "non so se il Papa abbia veramente capito il significato della mia teoria, in ogni caso sono scappato prima che arrivasse l'Inquisizione", e mette su una sua foto dietro le sbarre).

In generale ho trovato il livello della conferenza un po' basso (si trattava di una variazione di questa), soprattutto rispetto al luogo in cui era tenuta e all'audience tutta di scienziati di qualche sorta. Mi dicono che avesse avuto un incontro più tecnico con la sezione teorica prima, chissà. Purtroppo imbarazzante la sezione domande alla fine: i piu` saggi sono stati zitti, uno sciocco gli ha fatto una domanda misticheggiante (tre minuti di duro lavoro sul computer per sintetizzare un secco "I don't understand your question"), il chairman evidentemente emozionato non aveva pronta la classica domanda tappabuchi. Peccato.

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Un Trackback

  • Di Lawrence Lessig al CERN | il 12 luglio 2016 alle 16:53

    […] Negli ultimi hanno ho avuto la possibilità di vedere e sentire dal vivo personaggi del calibro di Stephen Hawking, Chen Ning Yang, Franck Wilczek, Gerard t'Hooft, Richard Stallmann o Mark Shuttleworth: […]

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  • Mi chiamo Marco Delmastro, sono un fisico delle particelle che lavora all'esperimento ATLAS al CERN di Ginevra.

    Su Borborigmi di un fisico renitente divago di vita all'estero lontani dall'Italia, fisica delle particelle e divulgazione scientifica, ricerca fondamentale, tecnologia e comunicazione nel mondo digitale, educazione, militanza quotidiana e altre amenità.

    Ho scritto un libro, Particelle familiari, che prova a raccontare cosa faccio di mestiere, e perché.

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