Incontri e conferenze

I prossimi incontri

Ogni tanto vado in giro a parlare di fisica delle particelle, di comunicazione della scienza, o più semplicemente a incontrare i lettori di Particelle familiari  (se l'occasione lo permette, mi porto dietro anche un po' di LEGO). Qui sotto tengo traccia delle prossime occasioni in cui puoi incontrarmi di persona.

  • 7 aprile 2017, Lecce, ore 9:15. Conferenza nell'abito della Settimana della Cultura Scientifica.
  • 28 Aprile 2017, Ostial, ore 11:30. Incontro con gli studenti del Liceo Enriques.

Vuoi invitarmi per un incontro?

Mi è capitato di parlare di fronte a bambini della scuola elementare, studenti delle scuole superiori, dottorandi e giovani ricercatori, e curiosi di ogni età e preparazione. Mi piace discutere di fisica e metodo scientifico, e raccontare il mestiere che ho la fortuna di fare: se pensi che potrei essere un oratore interessante per l'evento che stai preparando, non esitare a contattarmi, e probabilmente riusciremo a inventare qualcosa di appropriato per quel contesto e quel pubblico. Ci tengo in particolare a incontrare gli studenti, perché la passione per l'avventura scientifica si impara da giovani: se sei un insegnante e ti piacerebbe che venissi a incontrare i tuoi alunni, non esitare a scrivermi.

Sono disponibile (logistica permettendo!) per incontri di vario tipo, dalle chiacchierate informali (anche via Skype: funziona bene con le scuole, quando andare di persona non è possibile) ai dibattiti, anche se la maggior parte dei miei interventi pubblici ha preso la forma della conferenza o della lezione.

Di cosa parlo di solito?

Gli argomenti che di solito affronto appartengono a due categorie, descritte qui di seguito insieme a qualche esempio. Prendi queste idee come spunti, perché tutto si può rimescolare, cambiare, inventare.

Fisica delle particelle per il grande pubblico

Questi interventi sono rivolti a un pubblico di curiosi, interessati alla scienza ma non esperti. I contenuti sono in buona parte basati su quanto ho raccontato in Particelle familiari. Da quello che ho potuto sperimentare, si tratta di conferenze che, con variazioni minime, funzionano altrettanto bene nelle scuole superiori e in eventi aperto a tutti.

Il bosone di Higgs in un bicchier d'acqua

Nel luglio del 2012 gli esperimenti ATLAS e CMS, installati al CERN di Ginevra sull'acceleratore LHC, annunciano l'avvi- stamento di una particella che i fisici cercano da decenni: il bosone di Higgs, il tassello mancante della teoria che descrive il comportamento di tutte le componenti elementari della ma- teria. È stata una caccia lunga quasi cinquant'anni: Peter Higgs e compagni immaginano l'esistenza di questa particella nel 1964, per trovare la quale serviranno poi 48 anni di ricerche, e l'esperimento scientifico più grande della storia. Cosa sono dunque le particelle elementari? A cosa serve il bosone di Higgs? Che relazione ha con la nostra esperienza di tutti i giorni? Cosa c'è ancora da cercare e comprendere del mondo microscopico, ora che l'acceleratore LHC funziona a un'energia quasi doppia di quella che aveva al momento della scoperta del bosone di Higgs? Proveremo a capirlo con un bicchiere d'acqua, un foglio di carta e una forbice, e un mucchietto di mattoncini LEGO.

Per un'idea più concreta su questa conferenza, puoi vedere la registrazione dell'incontro del 2015 con il Liceo Galileo di Modica. Puoi anche scaricare la presentazione della conferenza, nel caso si serva per proporla a qualcuno.

La danza della scienza

Nel 1964 Peter Higgs, Francois Englert e Robert Brout, maneggiando le equazioni del Modello Standard delle interazioni fondamentali, inventano un modo per dare massa alle particelle senza distruggere la capacità delle equazioni della teoria di descrivere il mondo. L'idea non è solo brillante, possiede soprattutto quella caratteristica che la rende una vera teoria scientifica: ha una conseguenza che si può verificare sperimentalmente, l'esistenza di una nuona particella, il bosone di Higgs. Per confermare la fondatezza dell'idea di Higgs e compagni occorreranno ben 48 anni, e una serie di programmi sperimentali uno più ambizioso dell'altro. È solo nel 2012 che gli esperimenti ATLAS e CMS, installati al CERN di Ginevra sull'acceleratore LHC, annunciano finalmente l'avvistamento di una particella che assomiglia molto al bosone di Higgs. La conoscenza scientifica avanza come una danza tra l’idea teorica e la prova dell’esperimento, a volte con passaggi lunghi e soste inattese. Aulle lavagne ci sono ancora molte idee da testare, molti sono i modi che i fisici immaginano per metterle alla prova, e, magari, confermale.

Per un'idea più concreta su questa conferenza, puoi vedere la registrazione dell'incontro de 2015 con il Liceo Catteneo e l'ITIS Avogadro di Torino.

Comunicazione della scienza

Tengo un blog dedicato alla comunicazione e divulgazione della fisica delle particelle dal 2006, e mi sono fatto una certa idea di come uno scienziato possa (e debba) raccontare al grande pubblico quello che fa, il processo dell'impresa scientifica, e i suoi risultati. In più di un'occasione sono andato a raccontare la mia esperienza, e a discutere di comunicazione della scienza nell'era di internet. Questo genere di intervento è adatto a (aspiranti) comunicatori, giornalisti, o ricercatori desiderosi di investire una parte del loro tempo nella divulgazione.

Comunicare la fisica al tempo dei social?

Il World Wide Web nasce 25 anni fa al CERN, inventato per permettere lo scambio rapido di informazioni tra i fisici del laboratorio di Ginevra e quelli delle università e gli istituti di ricerca nel mondo. Quella rete, concepita allora per condividere la scienza tra gli addetti ai lavori, mette oggi a disposizione di tutti, anche a chi scienziato non è, i risultati delle ricerche e il patrimonio globale della conoscenza scientifica. Se il web permette di accedere democraticamente alla conoscenza scientifica, consente anche l’espressione altrettanto democratica della propria opinione, apparentemente senza filtri.  Sulla rete hanno così trovato voce e spazio anche le teorie pseudoscientifiche più audaci, che, nel caso della fisica, spiegherebbero il funzionamento dell’universo meglio di quelle di Einstein o Feymann. Come insegnare a chi scienziato non è a distinguere le teorie squinternate dalla scienza? Possono gli scienziati comunicare i risultati del loro lavoro in un’arena in cui le opinioni sembrano contare più dei fatti? È possibile uscire (e fare uscire) dalle “camere a eco” che non fanno che confermare le proprie credenze?

Per un'idea più concreta su questa conferenza, puoi guardare le slide del seminario fatto all'Università degli Studi di Milano.

Raccontare la fisica con la scusa del quotidiano

Borborigmi di un fisico renitente nasce nel 2006 come un semplice blog personale, con unico scopo iniziale di raccontare a una cerchia di amici l’esperienza di ricercatore in trasferta all’estero. Il rapido successo delle pagine mi portano a riflettere sulle potenzialità del raccontare la ricerca fondamentale con uno strumento moderno e un tono intenzionalmente lieve, e a progettare in modo intenzionale la mia posizione di "ricercatore visibile". Quali sono gli aspetti che hanno fatto di “Borborigmi di un fisico renitente” un caso di successo di divulgazione fatta da un ricercatore? Analizzeremo insieme l’uso della narrazione come strumento di comunicazione; il posizionamento del ricercatore nel panorama della divulgazione, e il suo possibile contributo alla diffusione rigorosa di idee e risultati; l’importanza del racconto del lato umano dell’impresa scientifica; il ruolo fondamentale dell’interazione diretta con il pubblico.

Per un'idea più concreta su questa conferenza, puoi guardare le slides dell'intervento fatto al XXIV Seminario Nazionale di Fisica Nucleare e Subnucleare di Otranto.

  • Mi chiamo Marco Delmastro, sono un fisico delle particelle che lavora all'esperimento ATLAS al CERN di Ginevra.

    Su Borborigmi di un fisico renitente divago di vita all'estero lontani dall'Italia, fisica delle particelle e divulgazione scientifica, ricerca fondamentale, tecnologia e comunicazione nel mondo digitale, educazione, militanza quotidiana e altre amenità.

    Ho scritto un libro, Particelle familiari, che prova a raccontare cosa faccio di mestiere, e perché.

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