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Lavori in corso

Quadernetto d’appunti (in evoluzione, sulla falsariga di altri che prima di me hanno avuto un’idea simile) per tenere traccia (pubblica) di che cosa mi mi piacerebbe scrivere se solo trovassi il tempo. O meglio, per tenere traccia di che cosa scriverò appena troverò il tempo. O meglio ancora, del tempo che libererò per scrivere quello che mi preme. Ché il tempo è in mano nostra, parrebbe.

Nel tempo alcuno cose diventeranno realtà (e a completamento spariranno), altre cadranno in un oblio consolante e muto (e spariranno pure). Commenti, richieste e suggerimenti sono graditi, perbacco.

Ultimo aggiornamento: 10 Marzo 2010

Scienza con Oliver

E se… (università e ricerca)

Divulgazione scientifica senza Oliver

Fisica delle particelle

Formulette

Life hacking e/o geek attitude

Commenti»

1. francesco - 6 gennaio 2010

Ciao bentornato, a me piace tutto, scienza con Oliver in testa e poi tutto il resto, d’altronde dove troviamo noi poveri ignoranti (almeno io) uno con una bella cultura come la tua che ha la pazienza di spiegarci tutte ste belle cose in maniera chiara e comprensibile e gratis per giunta?? se fossi in te un bel libro lo farei, comunque grazie in anticipo per rendermi partecipe del tuo sapere, ti auguro un proficuo 2010 e che la forza sia con te………ciao

2. angela algeri - 7 gennaio 2010

me ne pare un gran bene
non commento mai ma leggo quasi sempre e sempre volentieri
per svegliarsi, leggere qui è meglio della tazzina del caffè

3. Monica - 7 gennaio 2010

vedo che il programma dell’anno è affascinante! io sono sempre in ansiosa attesa delle passeggiate, ma leggo sempre volentieri tutto; e, naturalmente, grazie!

4. Pietro - 11 gennaio 2010

Ottimo programma,
Aspetto con grande interesse che tu scriva della struttura di un rivelatore. Purtroppo Discovery e National Geographic channel, benchè interessanti, sono un po’ superficiali e sulla costruzione dell’LHC invece di soddisfare la mia curiosità l’hanno aumentata.
Grazie per il blog

5. Marco - 29 gennaio 2010

Ciao,
mi chiamo Marco e non ho assolutamente basi concrete riguardanti il mondo della fisica nè aimè ho mai affrontato un percorso di studi, mirato a tentare di comprendere fenomeni che vadano oltre la “normale” comprensione umana.
Sono infatuato e quindi attratto, da tutto ciò che è, agli occhi della mia conoscienza, sconosciuto.
Mi servo spesso di internet e per questo motivo, più che avere certezze mi ritrovo ad avere una miriade di dubbi in più. (la colpa ovviamente non è da attribuire ad “altri” ma alla mia inconsistenza conoscitiva).
Le domande sarebbero a dir poco infinite ma c’è un argomento che mi preme in questo momento e per il quale scrivo:

i fenomeni di levitazione di corpi dotati di massa sono da attribuirsi interamente ad una forza di contrasto rispetto alla forza gravitazionale o esiste la possibilità, di annullare o invertire il campo gravitazionale stesso?

Scusandomi per la domanda probabilmente non chiara e per il sicuro “fuori luogo” della stessa; spero in una tua gentile risposta e mi auguro, nel caso di essere motivo di ironia, di aver rallegrato la giornata.

Saluti

6. Marco - 1 febbraio 2010

Ciao Marco, benvenuto.

Il fatto che le tue ricerche su internet ti lascino più dubbi che certezze non mi stupisce: la rete andrebbe usata probabilmente usata solo come fonte secondaria, ovvero come stimolo per approfondire altrove (in biblioteca, andando a sentire parlare qualche esperto, o iscrivendosi a un qualche tipo di corso).

Venendo alla tua domanda: per quanto ne sappiamo fino ad ora, la gravità è una forza solo attrattiva, e dunque non esiste un sistema per “invertirla” o “contrastarla con il suo contrario”. E adesso rispondi tu alla mia domanda: di quali “fenomeni di levitazione di corpi dotati di massa” parli?

7. Marco - 2 febbraio 2010

Ciao, e grazie per la risposta;
parlo di quei fenomeni che per un motivo o per l’altro compaiono sulla rete. Quello che mi ha lasciato più perplesso è ciò che viene identificato con il nome “lifter”.
Basta una semplice ricerca su youtube (sò che storcerai il naso) o comuque su un motore di ricerca qualsiasi…

Il fenomeno sostanzialmente è generato realizzando un condensatore assimmetrico ed applicando una differenza di potenziale elevata (+ di 10 kV) tramite dei survoltori spesso di recupero. Il fenomeno sempre per quanto si può carpire è legato al vento ionico generato che è in grado così di sollevare il “corpo dotato di massa” (personale ed inutile espressione).

La corrente di pensiero contraria a questa sola ipotesi, afferma che, invertendo le polarità applicate al condensatore la spinta è comunque e sempre nella stessa direzione; qundi non è possibile che sia colpa del vento ionico . (e qui mi fermo , per estrema ignoranza).

Giusto per concludere ci sarebbero poi tutta una serie di esperimenti “non replicabili a volontà” del tale John Hutchison.

Voglio solo precisare che non credo ciecamente a ciò che vedo, ma ci sono cose che incuriosiscono e che hanno sete di risposte “ufficiali”.

Dunque c’è un minimo di verità o è assoluta scemenza?

Saluti
Marco

8. Marco - 2 febbraio 2010

Su Hutchison e i suoi fenomeni “non replicabili” non commento neppure, mi sono bastati due minuti sulla rete per scappare a gambe levate:impostore! Impostore!

Sul primo fenomeno non so bene, dovrei vedere i dettagli per esprimermi. Ma in ogni caso non sarebbe di antigravità che staremmo parlando, no? Insomma, La levitazione magnetica per esempio esiste, no?

9. Marco - 2 febbraio 2010

Si, sul fatto che esista non ho dubbi (e meno male);
per quanto riguarda il primo caso però non riesco a trovare (sempre nel guazzabuglio del www.) informazioni o risposte più dettagliate sul fenomeno in questione… cercherò di dormire comunque.

10. delo - 3 febbraio 2010

ciao

questo tema dell’antigravita’ e’ stato trattato in un episodio di Mythbuster; ok non e’ il massimo della scientificita’, pero’ perlomeno
e’ divertente e c’e’ il tentativo di capire con delle prove reali. (non fate commenti negativi che e’ il programma preferito… :) )

http://www.youtube.com/watch?v=Jk2GGoMJ7NU

viene spiegato anche il meccanismo di levitazione.
delo

11. 137 - 15 febbraio 2010

Buongiorno a Lei e a tutti i lettori di questo stupendo sito.

Domanda semplice: potrebbe spiegarmi, in base a quale principio, se inseriamo nel congelatore un recipiente d’acqua calda ed uno di acqua a temperatura ambiente, quello contenente l’acqua calda congela per primo? Termodinamicamente parlando, mi sembrava un assurdo. Ma l’esperimento è ripetibile e alla portata di tutti.

Grazie Mille.

12. Marco - 15 febbraio 2010

Buongiorno 127 (come l’inverso della costante di struttura fine? :-P ).

Quello che mi descrivi mi sembra decisamente bizzarro. Ovviamente il risultato dipenderà da molte variabili (per esempio: quanto è grosso il congelatore rispetto ai recipienti d’acqua?) ma in generale propendo per l’assurdo termodinamico. Dando per scontato che i recipienti siano uguali e contengano la stessa quantità d’acqua, ci andrà più energia a raffreddare e poi congelare il contenuto del primo che del secondo. Assumendo anche che il congelatore sia uniforme e funzioni perfettamente (ovvero, che possa succhiare calore in modo uguale dappertutto allo stesso ritmo) e che i due contenitori sia isolati (ovvero, che si faccia la prova i due momenti diversi), ci vorrà più tempo per il primo recipiente che per il secondo.

Nella realtà le cose potrebbero essere più complesse: per esempio, se metti i contenitori insieme, quello con l’acqua calda potrebbe essere in grado di cedere del calore a quello con l’acqua a temperatura ambiente. Mi dici che l’esperimento è ripetibile, ma mancano dei dettagli importanti: come misuri il tempo necessario al congelamento? Come definisci l’avvenuto congelamento? A occhio?

Io sono pronto a scommettere che in condizioni controllate (per dire: recipienti ermetici, stessa quantità d’acqua pesata sulla bilancia, termometro all’interno del contenitore che trasmetta la temperatura dell’acqua via radio fuori dal congelatore, prove separate e tempo sufficiente tra l’una e l’altra perché la temperatura del congelatore torni a regime, misura della potenza assorbita dal congelatore e altre amenità simili), l’acqua calda avrà bisogno di più energia e, a funzionamento comparabile del congelatore, di più tempo per congelare. Scommettiamo?

13. 137 - 15 febbraio 2010

Grazie per la risposta.
Ti assicuro che anch’io, a pelle, ho espresso le tue medesime considerazioni (assurdo termodinamico). Dovrebbe chiamarsi “Effetto Mpemba”. Esisterà una spiegazione unica, e non diverse ipotesi, che possa rendere merito ai dati osservativi?

Saluti.

14. Marco - 15 febbraio 2010

Una rapida ricerca sulla rete non fa che confermare le mie ipotesi iniziali. Quoto dawikipedia:

Il fenomeno è reale, ma si verifica solo in particolari condizioni dei parametri iniziali, come il tipo di contenitore, le temperature iniziali (che ovviamente non devono essere troppo diverse), il fatto che l’acqua contenga gas disciolto, e così via.

Ribadisco: in condizioni controllare, e con acqua distillata e bollita in entrambi i casi, sono pronto a scommettere che il fenomeno non si verifica.

15. 137 - 15 febbraio 2010

La termodinamica mi dice di scommettere ad occhi chiusi, concordo. Però sarebbe interessante sapere cosa di preciso accade in quelle situazioni “non controllate”.

Altra domanda (di palo in frasca!):

l’invecchiamento asimmetrico nel famoso “paradosso dei gemelli” non cozza col principio di relatività?

Grazie anticipato (spero di non tediarti!)
Saluti

16. Marco - 15 febbraio 2010

Al volo:

http://www.eurekalert.org/pub_releases/2006-05/ns-wwf053106.php

Quanto al resto, e perché mai cozzerebbe?

17. 137 - 15 febbraio 2010

… grazie per il link.

… se l’orologio che ha viaggiato a velocità prossime a C è, al suo ritorno, in ritardo rispetto al mio di una quantità dipendente dal suo moto relativo, ciò non mostra che lui si è mosso ed io no? Per l’orologio in viaggio, non dovrei essere io ad allontanarmi a velocità prossima a C per poi ritornare?

Grazie…

18. Marco - 16 febbraio 2010

Troppo di corsa per poter spiegare nel dettaglio. Ti rimando all’ottimo testo di Elio Fabri:

http://www.df.unipi.it/~fabri/divulgazione/relgem/relgem1.htm

(e seguenti). Buona lettura!

19. 137 - 16 febbraio 2010

Grazie per il link, interessante ma non ha chiarito il mio dubbio:

1 – premesso che non è l’accelerazione responsabile del rallentamento degli orologi.
2 – trascurate le accelerazioni, per raggiungere velocità relativistiche e per frenare al ritorno, dovremmo avere due sistemi in moto rettilineo uniforme.
3 – Uno, però, dichiarerà all’altro (visto il ritardo accumulato dal proprio orologio) di essersi mosso!
3 – Dove sbaglio?

Grazie e saluti.

20. Marco - 16 febbraio 2010

Urg, se non è riuscito il buon Fabri a chiarirti le idee, dubito che ci riuscirò io. In caso il punto chiave per te penso sia questo:

Ls RR asserisce l’equivalenza fra riferimenti inerziali. Ora non è possibile che entrambe le astronavi siano riferimenti inerziali: può esserlo una, o nessuna delle due, ma non entrambe. Dunque la supposta equivalenza non sussiste.

In qualche modo dunque non puoi trascurare le accelerazioni, perché se potessi farlo i due sistemi sarebbero inerziali, e non lo sono.

Al di là delle accelerazioni, l’arcano sta nel dover abbandonare l’idea di tempo assoluto, e mettersi a pensare in termini di metrica. Cosa che, senza gli adeguati strumenti matematici, non è punto facile.

21. 137 - 16 febbraio 2010

Caro Marco, mi sembra che l’obiezione che i due sistemi non siano entrambi inerziali è ovvia. E’ ovvio anche il rallentamento degli orologi in conseguenza del moto (straverificato sperimentalmente). Il punto è che è straverificato sperimentalmente che non è solo il tratto accelerato a influire sugli orologi (o sbaglio?). Da qui deriva il mio dubbio. Anche nei calcoli svolti nel link da te suggeritomi, vengono trascurate (per facilitare i calcoli) le accelerazioni (potrebbero essere molto rapide le accelerazioni e lunghissimo il viaggio rettilineo uniforme a velocità prossima a C). Quindi: come è possibile il principio di relatività se al ritorno uno dei due orologi certificherà il movimento di un sistema di riferimento rispetto all’altro? Questo nell’articolo e in tutti i testi che ho trovato non è chiaro. Se la causa fosse l’accelerazione, allora ok; ma con il tratto rettilineo uniforme cosa succede?

Grazie mille.

22. Marco - 16 febbraio 2010

Insisto: tempo come misura della metrica locale lungo il percorso, e dunque definizione di “tempo proprio”. Non c’è altra scappatoia, non puoi risolvere un problema relativistico continuando a pensare secondo la meccanica classica.

23. 137 - 16 febbraio 2010

In questo hai ragione: i calcoli parlano chiaro; ma il mio dubbio era più di carattere filosofico e riguardava il principio di relatività. Tale dubbio è scaturito leggendo : http://books.google.com/books?id=vh5Cf-O0F4cC&printsec=frontcover&dq=relativit%C3%A0+paradossi&hl=it&cd=1#v=onepage&q=&f=false (pag. 23 e 24).

Grazie comunque.

(avrei altre domande da porti, spero sia possibile…)

Ps.

Ribadisco, questo sito è fantastico!

24. Marco - 16 febbraio 2010

Caro 137,

ho dato una scorsa veloce al testo che citi e non mi ha particolarmente impressionato. Il sillogismo di Dingle si basa sull’assunto che il moto che il moto sia relativo, e dunque tutti i suoi effetti debbono essere altrettanto relativi. Questo nella relatività (ristretta e generale) è semplicemente falso. Amen.

P.S. le domande sono sempre valide, ma non garantisco risposte celeri, o risposte-e-basta :-)

25. 137 - 16 febbraio 2010

Infatti, devo dire che mi sono convinto…

Questa è l’ultima domanda “new age” che ti pongo… te lo giuro:

Se fosse possibile, nel rispetto dei tuoi tempi e della tua disponibilità, vorrei sapere dove sta il baco nei ragionamenti presenti negli articoli qui presentati: http://www.carlosantagata.it/ (magari anche solo l’articolo sui quanti). Avendo letto, da qualche parte, in questo blog del dott. (!?) Corbucci, premetto che posto questo link unicamente perchè ho notato che, al contrario del primo, questo fisico (?!) correda le sue ipotesi con equazioni matematiche da cui dovrebbe essere facile (per uno come te) desumere l’eventuale errore.

Ti ringrazio per la disponibilità.

26. wimp - 18 febbraio 2010

Ciao Marco,
so che in questi giorni non hai tempo per rispondere a domande stupide ma ho appena visto questo documentario e mi ha incuriosito molto quello che dice un tuo collega:
http://www.youtube.com/watch?v=5SfuOiJE8v8 (da minuto 1.25 in poi)

Mi piacerebbe conoscere un tuo parere… Secondo te è davvero possibile? se lo fosse anche tu pensi che si creerebbe immediatamente uno spazio al di fuori del nostro? :)

27. Marco - 18 febbraio 2010

Scusate se nelle prossime 10 righe vi sembrerò persino scocciato, ma a volte mi stupisco delle referenze culturali medie. Ma leggere un buon libro (anche di divulgazione scientifica, magari), invece che andare a caccia di stranezze sulla rete?

@137: Bof :-) Non ho onestamente ne tempo ne voglia di sbobbarmi tutta questa roba nel dettaglio. Ho dato un’occhiata al volo: le chiacchiere di Santagata su Galileo e il suo presunto “errore” sono banali questioni di lana caprina (Galileo approssimava, e aveva ben regione a farlo), il resto vagamente tangente alle MQ mi sembra fuffa del terz’ordine (onestamente, la MQ è decisamente di più della relazione di Planck!). Plonk.

@wimp: Analogamente, non ho veramente tempo di guardare il video, e dubito lo farei volentieri in ogni caso: ho una certa allergia per questo genere pseudo-divulgazione scientifica televisiva italiana. Dov’è l’oggetto del contendere? L’interpretazione di una delle varianti della teoria della stringhe che parla di multiverso? La teoria in questione ha qualche predizione testabile?

28. wimp - 19 febbraio 2010

Ma no figurati che contendere, avevo visto il video su un canale satellitare e poiché quella frase era stata detta da uno scienziato di fama internazionale mi interessava conoscere cosa ne pensavi e tra l’altro io la penso esattamente come te a riguardo. Chiederti di vedere un intero video in questi giorni non mi sarei mai permesso e devi credermi da 1.25 alla fine del filmato si trattava di non più di 20 secondi che già reputo troppi da farti perdere per queste cose in questo periodo :) !
Ciao, grazie per la risposta e buon lavoro.

29. 137 - 19 febbraio 2010

Marco, scusami, ma non irritarti. Ho promesso che sarebbe stata l’ultima mia divagazione “new age”. Magari qualche libro di cui parli tu l’ho letto… Volevo solo un parere esperto per certificare ciò che io, comunque, già pensavo e cioè, come tu dici, fuffa.
Domanda n° 1: sappiamo che, trattandosi di leggi statistiche, l’irreversibilità della misura quantistica è solo apparente (applicare CNOT quantistico per due volte consecutivamente o l’eco di spin e casi analoghi, sono da esempio); è ancora proponibile l’interpretazione di Copenaghen nella parte del collasso della funzione d’onda? Qualcosa che collassa non potrebbe certo ricrearsi per tornare allo stato iniziale, o sbaglio?
Domanda n° 2: se imprimo una forza ad un corpo per spostarlo, con quale velocità si trasmette il movimento all’estremità opposta? Ossia: se spingo una sbarra rigida di lunghezza L, materiale M, etc. da una estremità, dopo quando si metterebbe in moto l’ultimo atomo all’estremità opposta?

Thanks.

30. 137 - 19 febbraio 2010

Dimenticavo… forse nel dire “referenze culturali medie” hai omesso “nel mio campo”.

Saluti supersimmetrici.

31. Jonathan - 19 febbraio 2010

Il concetto di corpo “rigido” che si usa nella meccanica classica non è altro che una semplificazione ! in realtà tutti i corpi sono elastici, quindi la spinta che si esercita su una estremità della barra si propaga come un’onda di interazione tra gli atomi che la compongono, fino ad arrivare all’estremità opposta dopo un certo tempo. Il tempo dipende dall’elasticità del corpo e dalla sua lunghezza ma sicuramente non potrà mai raggiungere la velocità della luce e men che meno essere istantaneo !!!

Marco se ho scritto fesserie bloccami subito sul nascere :D

32. Jonathan - 19 febbraio 2010

… nell’utltimo paragrafo intendevo dire: La velocità dipende dell’elasticità [...]

33. 137 - 19 febbraio 2010

Grazie Jonathan, deve essere così certamente.

34. Pinco Pollino - 20 febbraio 2010

Sull’“Effetto Mpemba”
Gli aspetti da tenere presenti sono due, direi:

1) Il primo principio della termodinamica afferma che l’energia interna del bicchiere con liquido più caldo – A – è superiore a quella del bicchiere con liquido più freddo – B. Pertanto, per portare i due bicchieri di liquido a una temperatura più bassa, inferiore a quella di congelamento, è necessario sottrarre da A una quantità di energia (o di calore, che è equivalente) SUPERUIORE a quella da sottrarre da B. E qui non ci piove.

2) Quanto detto al punto 1) non fa nessun riferimento al tempo necessario per sottrarre le energie in gioco ai due bicchieri di liquido A e B. Per tener conto del tempo, bisogna introdurre i coefficienti di scambio termico, tra l’ambiente circostante e ciascuno dei due liquidi. Qui interviene la legge di Newton, che dice che la quantità di calore scambiato nell’unità di tempo, per unità di superficie, tra due “fasi” a “temperatura” T1 e T2 (la temperatura di uno dei liquidi e la temperatura di riferimento del refrigeratore) è proporzionale alla differenza di temperatura (T1-T2). In formule: q = h (T1 – T2).
Il fatto è che h (coefficiente di scambio termico) non è affatto una costante. AL contrario h è una tra le funzioni più complesse classicamente concepite. In realtà h dipende: dalla geometria in gioco (cosa c’è tra T1 e T2) dalle stesse temperature T1 e T2, dal materiale a temperatura T1 e T2, dalle fasi in gioco (visto che i liquidi congelano c’è cambiamento di fase), e dalla storia con cui evolve il sistema. Il tutto poi va integrato su tutta la superficie di scambio termico e sul tempo di osservazione del fenomeno.
Nel caso specifico, si tratta di un problema fortemente non lineare.
Come detto su Wiki, il liquido più caldo può inizialmente sciogliere l’eventuale ghiaccio presente tra fondo del bicchiere e pannello del refrigeratore, cambiando il valore di h (il ghiaccio è cattivo conduttore, se non c’è ghiaccio, h può aumentare), inoltre vapore può inizialmente condensare sulle pareti laterali del bicchiere più freddo (il vapore ancora è cattivo conduttore e fa diminuire h). Inoltre, quando il liquido inizialmente più caldo arriva a temperatura tale da formare condensa sulle sue pareti laterali, forse nell’ambiente del refrigeratore, non c’è più vapore (o molto meno vapore di prima) in grado di condensare perché già condensato in precedenza.
Tutto questo può anche portare al risultato, apparentemente paradossale, che il liquido del bicchiere a temperatura maggiore A (ma in realtà con condizioni di scambio termico “storicamente”, complessivamente più vantaggiose) congeli prima di quello più freddo B.

Nulla di fisicamente inspiegabile o paradossale!
E’ solo il rispetto delle leggi della fisica!

C’est la vie!
Che ci si vuol fare!

Salutoni a tutti

35. Max - 22 febbraio 2010

Tornando al “Lifter”, e’ una cosa che mi ha incuriosito parecchio.
Effettivamente di primo acchito ho subito pensato che si trattasse di un sollevamento dovuto all’ aria “trascinata” dal campo elettrico, cosa che si puo’ facilmente verificare applicando a una punta una differenza di potenziale rispetto a massa di qualche kilovolt o decina di questi.
La cosa che mi lascia perplesso e’ che “pare” che la cosa funzioni bene anche nel vuoto e che, anzi, la componente dovuta al vento ionico sia trascurabile rispetto al “resto”.
Marco, non ti allungo riferimenti perche’ ovviamente sono tutti in rete, ma il fenomeno esiste e pare sia ben ripetibile.
In atmosfera terrestre o almeno in vicinanza di oggetti che potrebbero influire e’ ripetibile anche da me, nel vuoto nello spazio solo dalla NASA, purtroppo.
Hai qualche idea del possibile meccanismo ?

Ciao

Max

36. Max - 22 febbraio 2010

…. un altro effetto interessante e’ quello della diminuzione di peso nei giroscopi :
http://www.earthtech.org/experiments/tajmar/papers/p2701_1.pdf

Mi sembra che siano stati escluse tutte le possibili interferenze e che l’ effetto sia quindi reale…. O c’e’ qualche inghippo ?

Max

37. Max - 23 febbraio 2010

Sempre sul Lifter, pare che (finalmente) siano state fatte prove serie e che l’ effetto sia dovuto SOLO al vento ionico, quindi nulla di sconvolgente…. Sotto vuoto, nonostante alcune voci girate in passato, il sistema non funziona. Niente effetti magnetici/antigravitazionali, quindi.

Ciao

Max

38. IgorB - 3 marzo 2010

io sono un grande fan del Life hacking e/o geek attitude.
Le letture qui e le letture consigliate hanno decisamente cambiato in meglio la mia vita lavorativa.

39. Marco - 4 marzo 2010

Sono lusingato Igor. Quell’aspetto del blog latita un po’ perché a volte occorre fare, e non solo riflettere su come fare meglio! Ma come vedi, un paio di cosette ancora da dire ci sarebbero, devo solo trovare il tempo