Ciò che possiamo dire a proposito della natura 2 febbraio 2010
Inviato da Marco in : Fisica, Scienza e dintorni, Zen da taschino 6 commenti
È sbagliato pensare che lo scopo della fisica sia di trovare com’è la natura. La fisica riguarda ciò che possiamo dire a proposito della natura.
La fisica non è una carnevalata 31 gennaio 2010
Inviato da Marco in : Fisica, Scienza e dintorni 11 commentiCome è di rigore nei confronti dell’ospite, vi segnalo che ieri ha avuto luogo la terza edizione del Carnevale della Fisica, ospitato a questo turno da Science Backstage. Fatevi un giro, ci sono parecchie cose interessanti da leggere. Ma per favore, fate anche attenzione, perché non è tutto oro quello che luccica. Il sottoscritto ha partecipato (quasi per caso) con i consigli per aspiranti Summer Student, ma soprattutto si è ritrovato tra ieri e oggi a indignarsi e a discutere con un altro partecipante all’iniziativa a proposito del contenuto, della validità e dell’opportunità dei suoi contributi. Traduzione non-politicamente-corretta: uno dei partecipanti puzza fastidiosamente di crackpot, e nella marea di contributi Gianluigi, il padrone di casa di Scienze Backstage, non sembra essersene accorto. I dettagli nella sezione commenti alla pagina dell’evento.
Quanto a me, questa potrebbe essere l’ultima volta che partecipo. Come mi fa sospettare uno dei commenti di Peppe, l’iniziativa potrebbe troppo facilmente diventare solo un trucchetto per soddisfare i nostri già smisurati ego. Personalmente, non è per questo che tengo aperto queste paginette. Zampillo saluti polemici (oggi sono in vena).
Aggiornamento [1/2/2010]: dopo una discussione anche piuttosto accesa in cui il sottoscritto si è ritrovato a giocare il ruolo del poliziotto cattivo, Gianluigi ha modificato il post spostando in contributi incriminati, sistemandoli sotto il cappello di teorie alternative (sic). Qualcuno condivide anche, ma c’è rimasto comunque un po’ male.
Aggiornamento [2/2/2010]: la discussione è continuata, grazie al cielo spostandosi dall’episodio specifico alla forma e alla natura dell’evento “carnevale della fisica” in generale; spostamento che mi sembra buono, e per certi versi addirittura necessario. Naturalmente, al di là degli estremi concreti dell’iniziativa, la discussione sfiora e accarezza una serie di punti nevralgici importanti: a che serve la divulgazione scientifica? Come la si fa? Dove? Chi? E poi anche, non secondariamente: il fatto di farla in modo casuale, saltuario, volontario, non professionale insomma, autorizza un rigore minore? È l’eterno dilemma del volontariato. Io un’idea a proposito ce l’avrei anche.
Summer Student: quest’anno niente mezzogiorno di fuoco 29 gennaio 2010
Inviato da Marco in : CERN, Fisica, Scienza e dintorni 4 commenti
Vi ricordate? Fino all’anno passato la selezione del proprio Summer Student avveniva con una simpatica procedura degna del miglior film western. A partire da una data ora (tipicamente le 14) di un dato giorno (nella prima metà di Marzo) i supervisori dovevano cliccare sul nome del proprio prescelto su un sito web con l’elenco di tutti i candidati. Dovevano cliccare immediatamente, perché altre decine di supervisori alla stessa ora stavano cliccando altrettanto freneticamente, potenzialmente sullo stesso candidato. Il risultato? Troppo spesso, per lentezza della falangi o orologio mal sincronizzato, la maggior parte non riusciva a ottenere la persona che diligentemente aveva selezionato nei giorni precedenti sciroppandosi decine di CV e lettere di motivazione e raccomandazione. O perlomeno, io non ci sono mai riuscito.
Apparentemente non sono l’unico a aver trovato questa procedura un po’ ridicola, e certamente poco adatta a selezionale il migliore candidato da associare a un dato progetto. Quest’anno si cambia. Invece della giornata del clic frenetico, quest’anno la selezione sarà in qualche modo automatizzata. A ogni progetto per Summer Student sia stato approvato (cosa non automatica: quest’anno verranno approvati un numero definito di progetti per ogni area del CERN, con un sistema di quote che lasci spazio a tutti, non solo LHC) verrà assegnata una priorità nell’insieme dei progetti della stessa area. Ogni supervisore dovrà poi indicare per il suo progetto una lista di cinque candidati studenti, ordinati per preferenza. Un algoritmo (e non chiedetemi quale algoritmo, e come verrà implementato: non ne ho idea) analizzerà tutte le liste dei progetti approvati per una certa area, assegnando automaticamente i candidati in funzione della priorità del progetto, e ricorrendo al sorteggio in caso di conflitto. Secondo chi sta mettendo in piedi il sistema, se un progetto ha una priorità alta,il supervisore ha quasi la certezza di vedersi assegnato il primo o il secondo studente della lista.
Non ho idea di che priorità avrà il mio progetto, ma tenendo conto che nel passato con il sistema del clic selvaggio di solito non ho mai ottenuto un candidato che fosse prima del decimo posto della mia short-list, potrebbe persino andarmi meglio. Vi farò sapere.
Consigli sparsi per aspiranti Summer Student 18 gennaio 2010
Inviato da Marco in : CERN, Fisica, Scienza e dintorni 22 commentiIl CERN da anni ha un bel programma di Summer Student, che seleziona ogni anno una carrettata studenti universitari (o neo-laureati) da tutto il mondo per venire a passare Ginevra un periodo oscillante tra le 8 e le 13 settimane, per seguire una serie di lezioni di fisica delle particelle e argomenti correlati, e lavorare per davvero in un gruppo di ricerca. Se siete uno studente in fisica (ma anche in una qualche ingegneria, o in informatica) e questa estatevi interessa una bella esperienza internazionale (dal punto di vista scientifico, umano e – credetemi! – festaiolo) segnatevi questa data sull’agenda: la scadenza per la consegna delle domande di quest’anno è il prossimo 27 gennaio.
Non voglio stare a raccontarvi esattamente come funziona il programma – sul web trovate tutte le informazioni sui contenuti e su come iscrivervi alla selezione – quanto piuttosto raccontarvi quattro o cinque cosette che sul web invece non troverete, e che potrebbero aiutarvi a essere selezionati. Ve le racconto dal punto di vista del fisico (le cose potrebbero essere lievemente diverse – o persino non valide – per ingegneri e informatici: siete avvisati) che si ritrova a selezionare aspiranti fisici per i progetti estivi.
Trovatevi un potenziale supervisore prima. In teoria la selezione avviene soltanto tramite la lettura dei CV e delle lettere di raccomandazione. Sebbene questo non sia totalmente falso, nelle settimane che precedono la selezione i supervisori al CERN che devono scegliersi uno studente vengono sistematicamente contattati da una torma di loro colleghi delle università dei paesi membri, che gentilmente “suggeriscono” loro ottimi candidati. Niente di male: obiettivamente, mi fido molto di più del giudizio di un professore che vi ha visto a lezione, in laboratorio o con cui pensate di fare la tesi, che del CV che avete mandato. Ergo, se pensate di applicare per un posto da Summer Student, andate a contattare nella vostra università qualche professore che vi conosca almeno un po’, e che abbia qualche contatto al CERN (se studiate fisica non dovrebbe essere difficile). Chiedetegli esplicitamente se ha un contatto diretto a cui suggerire il vostro nome, non solo se può scrivervi una lettera di raccomandazione (quelle sono pressoché inutile, perché sono tutte troppo eccellenti).
C’è una quota per gli studenti italiani. E per i francesi, e in generale per i cittadini dei paesi membri del CERN piu grandi. Questo implica che, se non avete trovato qualcuno che vi ha sponsorizzato presso qualcuno al CERN che opterà per voi come sua prima scelta, scordatevi di essere selezionati. Anche se siete eccelsi, al momento di passare alle seconde o terze scelte la quota di italiani sarà già riempita da un pezzo. Tutte le volte che ho mancato la mia prima scelta mi sono sempre ritrovato con uno studente danese o crucco.
Pensate in prospettiva. Per chiarirci, venire al CERN come Summer Student può essere un buon inizio della vostra tesi di laurea, oppure già un prodromo di dottorato. Il supervisore cerniota tende a accettare più volentieri un “suggerimento” da un collega se sa che il tempo che investirà con lo studente non sarà completamente perduto, e il pischello a cui si dedicherà resterà poi nell’ambito accademico del suo esperimento, mettendo a frutto quello che ha imparato. Se non quello che ha tecnicamente imparato, perlomeno quello che ha socialmente imparato. Che nelle collaborazioni enormi di LHC è almeno altrettanto importante.
Fermatevi il massimo del tempo. Onestamente, avere un Summer Student è una gran fatica. Lo studente si diverte come un gibbone, impara pure un sacco di cose, e nel tempo libero fondamentalmente passa da una festa all’altra. Voi – il superivisore – vi spaccate in quattro per fargli capire qualcosa di quello che dovrebbe fare (il divario tra preparazione universitaria e realtà della ricerca a volte è veramente desolante), sperando che alla fine il fanciullo o la fanciulla produca qualcosina di vagamente usabile, un risultatino piccolo piccolo che ripaghi l’investimento in tempo e forze. Il presupposto basilare perché questo obiettivo possa avere una qualche vaga probabilità di avverarsi è che lo studente si fermi il più a lungo possibile al CERN. Moltissimi di noi non prendono nemmeno in considerazione candidature per periodi inferiori al massimo di tredici settimane. Se pensate di restare meno di tre mesi, o avete un “suggerimento” veramente potentissimo alle spalle, o siete messi male.
Raffinate le vostre capacità informatiche. Sinceramente, che sappiate usare Word o Excel non interessa a nessuno. O meglio, lo si da per scontato. Se siete un (aspirante) fisico delle particelle che vuole venire al CERN a analizzare un po’ di dati e giocare un po’ con i rivelatore, dovrete fondamentalmente sapere programmare in C++, magari pure un po’ in Python, sapere muovervi su una macchina Unix senza perdervi ogni cinque minuti, e possibilmente saper usare ROOT. Ovviamente non tutti quelli che arrivano hanno già tutte queste competenze, anzi! Ma insomma, se nel vostro CV alcune di queste sono segnalate, salterete facilmente in testa alle classifiche. Consiglio: prendetevi computer pure vecchiotto, installategli sopra una qualche forma di Linux, e iniziate a smanettare. Se avete un Mac va bene lo stesso. Installate ROOT (è gratis!), e programmate un po’. Se la fisica delle particelle è quello che volete fare da grandi, non potrà che farvi bene. E potrebbe persino piacervi.
Infine, imparate l’inglese. E, se possibile, anche il francese. Ma l’inglese dovete saperlo, lo parlerete tutto il santo giorno come lingua franca. Dovete saperlo bene, non solo abbastanza. Non tanto per essere selezionati (per quanto se nel vostro CV l’inglese non è indicato non sperate di venire presi), quanto per sopravvivere tutto il giorno, capire che cosa vi viene detto, e non mandare in bestia il vostro supervisore. Anche se è italiano, ovviamente.
Sapere dove andare a cercare 9 gennaio 2010
Inviato da Marco in : Scienza e dintorni, Zen da taschino 19 commentiEssere colti non significa ricordare tutte le nozioni, ma sapere dove andare a cercarle.
Sposare uno scienziato 11 dicembre 2009
Inviato da Marco in : Famiglia, Scienza e dintorni 18 commentiDove nella fattispecie lo scienziato sarebbe il sottoscritto, e la mia signora quella che lo ha sposato, e che ne scrive oggi su La Stampa, o meglio su Torino Sette, l’inserto della capitale sabauda che non sta mai ferma. Uno stralcio al volo, il resto qui:
Sposando uno scienziato ho sposato, mi verrebbe da dire, un metodo. Un approccio rigoroso, ragionato e lucido ai problemi e, soprattutto, alle paure (in genere le mie). Un antidoto alle credenze, alle ingenuità, alle semplificazioni o, detto altrimenti, un costante incoraggiamento al dubbio, alla verifica, alla riproducibilità.
È perché ho sposato uno scienziato – nel dettaglio, un fisico sperimentale – che nessuno in casa ha paura del forno a microonde, tutti (se si esclude la suocera) ci teniamo galileianamente alla larga dall’omeopatia, e persino io che sono un’impenitente umanista, ho riscoperto il valore liberatorio delle misure. Perché lo scienziato, si sa, misura tutto.
Che cosa potrei aggiungere di più a un quadro così esageratamente lusinghiero?
Finché non sei in grado di spiegarlo a tua nonna 2 dicembre 2009
Inviato da Marco in : Scienza e dintorni, Zen da taschino 36 commentiNon hai veramente capito qualcosa finché non sei in grado di spiegarlo a tua nonna
Albert Einstein
(Una citazione che è quasi una dichiarazione programmatica. O una scusa bella e buona per scrivere comunque qualcosa, in mancanza del tempo necessario per metterla in pratica
)

