Cielo grigio sù, foglie gialle giù

Una chiamata tardi la sera, un vecchio amico dall'altra parte del mondo se n'è andato, inaspettatamente, all'improvviso. Vecchi ricordi che rimontano in superficie, antichi persino di quando non ti cresceva la barba, e non eri più un bambino, ma nemmeno ancora un uomo. Ricordi che non sono solo memorie, che sono anche e soprattutto identità, sotterrate e latenti, nascoste ma imprescindibili. Chi sono diventato, negli anni, anche grazie a te.

Una cicatrice sull'indice sinistro, che oggi a pena si vede: era il mio primo sangue, ma niente paura, dicevi, così si impara a maneggiare un coltello. Un ponte costruito sopra il niente, ché basta un fiume di foglie per immaginare un sentiero fatto di legno e spago. Il camino della casa di Casalborgone, i sentieri della val di Susa coperti di ricci di castagna, i fuochi in mezzo alla neve. Quel poco che so di alberi e piante, di animali e nuvole e pioggia e vento. La minestra di foglie d'ortica, le ricotte cagliate in mezzo al bosco, le biciclette, i mazzapicchi, le stelle. Il mio primo fazzolettone posato intorno al collo, una promessa come fossimo su un'isola inglese, e invece eravamo in Piemonte, ma intorno al fuoco non si sarebbe detto.

La ricerca di una spiritualità diversa, la sua necessità: allora, non facciamo nemmeno una cazzo di preghiera? Le provocazioni, i fantasmi. Le cassette cambiate nell'autoradio con una mano, mentre con l'altra sul volante entri in curva a 150 all'ora. Gli incidenti, la fortuna. La chitarra, sempre. Allora, vediamo se questa la conoscete, pischelli, adesso che siete cresciuti. E poi, vediamo quanto siete coerenti, se avete finalmente incontrato i miei stessi dubbi, gli stessi fantasmi. Certo che sì, erano in agguato per tutti, o almeno per me. La puntina che scende, nella tua casa di Torino, sul vinile dei fabolous Mamas & Papas in concerto, un'ultima chicca prima di andare. Molto meglio dei Dik Dik, vero?

In Paraguay non sono poi mai venuto a trovarti, e lo rimpiangerò sempre. Ciao Elio, ciao Nonno, che il viaggio ti sia lieve, buona strada. Cielo grigio sù, foglie gialle giù. Cerco un po' di blu, dove il blu non c'è.

La Luna affianca la Sacra di San Michele illuminata dai primi raggi del Sole. Foto di Emanuele Balboni, ti sarebbe piaciuta.

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Un Commento

  1. Pier Luigi
    Pubblicato il 2 novembre 2017 alle 11:40 | Permalink

    Elio dev'essere stato un carissimo amico ed anche "maestro", se il tuo post è tanto carico di commozione e di ricordi.

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  • Mi chiamo Marco Delmastro, sono un fisico delle particelle che lavora all'esperimento ATLAS al CERN di Ginevra.

    Su Borborigmi di un fisico renitente divago di vita all'estero lontani dall'Italia, fisica delle particelle e divulgazione scientifica, ricerca fondamentale, tecnologia e comunicazione nel mondo digitale, educazione, militanza quotidiana e altre amenità.

    Ho scritto un libro, Particelle familiari, che prova a raccontare cosa faccio di mestiere, e perché.

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