Sessioni parallele

ICHEP è una conferenza enorme, e con enorme intendo dire che ci saranno più di mille partecipanti, e moooolte presentazioni. La soluzione tipica per gestire un sacco di contributi in una grande conferenza è tenere sessioni parallele: interventi che appartengono a “traccie” differenti sono raggruppati insieme, e presentati in sale diverse allo stesso orario. Fino a qui tutto bene: se siete interessati ad una singola "traccia" tema – per esempio, a qualcosa che riguardi  Heavy ions collisions and soft physics at hadron colliders – la vostra vita sarà abbastanza semplice. Domani dovrete solo cercare la Sala 253, sedervi lì per tutto il giorno, e sarete a posto. Ma qualcuno potrebbe avere interessi più eclettici, ed è qui che le cose cominciano a farsi più complicate.

Se c'è qualcosa che ho imparato a mie spese sulle conferenze enormi, è che ai relatori è severamente vietato parlare per più del tempo loro accordato: i partecipanti-con-interessi-eclettici devono infatti poter fare affidamento sul programma che è stato loro consegnato all'inizio della conferenza, e saltare da una sala all'altra per sentire quel singolo intervento in quella particolare sessione. I moderatori delle sessioni delle grandi conferenze possono essere davvero cattivi con i relatori logorroici: mi chiedo come siano stati istruiti quelli di ICHEP...

Ad ogni modo, questo è il mio programma per domani, primo giorno della conferenza. Il mattino sarà piuttosto facile: starò infatti viaggiando da Ginevra a Parigi e mi perderò tutte le sessioni, quindi non ho una vera scelta da fare :-). Ma anche se fossi lì sarebbe facile: dalle 9 alle 10.30 andrei all Sala 252B ad ascoltare la sessione The SM and EW Symmetry Breaking dedicata allo stato della produzione di bosoni W e Z a HERA, Tevatron e specialmente a LHC in ATLAS e CMS, e me ne starei lì per la stessa sessione anche dopo la pausa caffè, per un'indigestione di quark top.

I miei piani per giovedì pomeriggio hanno un'aria un po' più complicata. Per antipasto prevedo di andare alla sessione Beyhond Quantum Field Theory Approches nella Sala 252B, dove dalle 14 alle 14.42 (sic!) Erik Verlinde parlerà di Gravity as an emergent force. Si è sentito un certo brusio sul suo lavoro nelle ultime settimane, sono quindi curioso di sentirlo di persona, e specialmente di vedere la discussione. Io non sono decisamente un teorico, quindi la cosa sarà se possibile ancora più divertente.

Dalle 14 alle 15.45 nella Sala Maillot si tiene la sessione Early experience and results from LHC: salterò il Particle ID at LHCb, correrò indietro dalla Sala 252b per le presentazioni sulle calorimetrie di CMS e ATLAS, ed in particolare per i talk sulle perfomance delle misure di elettroni e fotoni in CMS e ATLAS.

Dopo la pausa caffè tornerò di nuovo alla Sala 252B dove avrà luogo la sessione “The SM and EW Symmetry Breaking”, per sentire un po' dello stato delle ricerce del bosone di Higgs del Modello Standard a Tevatron. Ma non subito: probabilmente salterò il primo intervento (Higgs production at the Tevatron: theoretical prediction and uncertainties) per andarmene di nuovo nella Sala Maillot per Material Studies with photon conversions and energy flow at the ATLAS experiment, che appartiene alla seconda parte della sessione Early experience and results from LHC. Nella stessa sessione ci saranno anche un paio di interventi interessanti sui jet, ma non posso davvero perdermi l'Higgs al Tevatron, quindi la Sala 252B è dove finirò il mio giovedì parigino.

Ora la domanda cruciale è: quanto dista la Sala 252B dalla Sala Maillot? 🙂

(questo post è la traduzione di quest'altro, arrivata in fretta grazie all'aiuto di Gigio. Merci!)

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2 Commenti

  1. juhan
    Pubblicato il 22 luglio 2010 alle 16:58 | Permalink

    Tradotto in treno? (OK confesso, non l'ho letto, mi fido), Buon Ichep.

  2. Gigio
    Pubblicato il 22 luglio 2010 alle 17:22 | Permalink

    @ Marco
    je t'en prie.

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  • Mi chiamo Marco Delmastro, sono un fisico delle particelle che lavora all'esperimento ATLAS al CERN di Ginevra.

    Su Borborigmi di un fisico renitente divago di vita all'estero lontani dall'Italia, fisica delle particelle e divulgazione scientifica, ricerca fondamentale, tecnologia e comunicazione nel mondo digitale, educazione, militanza quotidiana e altre amenità.

    Ho scritto un libro, Particelle familiari, che prova a raccontare cosa faccio di mestiere, e perché.

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