Uguale la canzone che abbiamo da cantare

Ed il nemico attuale è sempre ancora eguale
a quel che combattemmo sui nostri monti e in Spagna

Uguale la canzone che abbiamo da cantare
Scarpe rotte eppur bisogna andare

Fausto Amodei, Per i morti di Reggio Emilia

Cinquant'anni fa, il 7 luglio 1960, cinque operai reggiani iscritti al PCI sono uccisi dalle forze dell'ordine nel corso di una manifestazione sindacale. Fausto (papà di Irene, nonno di Giulia, a margine suocero mio) racconta sul Manifesto come è nata la famosa  canzone che canta della strage, e del clima politico che la generò.

Irene mi racconta invece come da piccola confondeva il verso che dice "è morto Afro Tondelli" con un tutto suo "è morto a frotondelli", pensando che "essere tagliati a frotondelli" (chissà, forse pezzi di carne simili a tournedos?) fino a morirne fosse una tortura inumana e sanguinosa, che evidentemente solo la mente perversa di un fascista poteva concepire.

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2 Commenti

  1. Pubblicato 8 luglio 2010 alle 16:08 | Link Permanente

    Quando sento questa canzone mi viene sempre la pelle d'oca. Fai i complimenti a tuo suocero a margine e ringrazialo da parte mia.

  2. Pubblicato 10 luglio 2010 alle 16:55 | Link Permanente

    Ciao Marco

    grazie di tutto

    Andrea,
    un bougia nen

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