Uguale la canzone che abbiamo da cantare

Ed il nemico attuale è sempre ancora eguale
a quel che combattemmo sui nostri monti e in Spagna

Uguale la canzone che abbiamo da cantare
Scarpe rotte eppur bisogna andare

Fausto Amodei, Per i morti di Reggio Emilia

Cinquant'anni fa, il 7 luglio 1960, cinque operai reggiani iscritti al PCI sono uccisi dalle forze dell'ordine nel corso di una manifestazione sindacale. Fausto (papà di Irene, nonno di Giulia, a margine suocero mio) racconta sul Manifesto come è nata la famosa  canzone che canta della strage, e del clima politico che la generò.

Irene mi racconta invece come da piccola confondeva il verso che dice "è morto Afro Tondelli" con un tutto suo "è morto a frotondelli", pensando che "essere tagliati a frotondelli" (chissà, forse pezzi di carne simili a tournedos?) fino a morirne fosse una tortura inumana e sanguinosa, che evidentemente solo la mente perversa di un fascista poteva concepire.

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2 Commenti

  1. Pubblicato il 8 luglio 2010 alle 16:08 | Permalink

    Quando sento questa canzone mi viene sempre la pelle d'oca. Fai i complimenti a tuo suocero a margine e ringrazialo da parte mia.

  2. Pubblicato il 10 luglio 2010 alle 16:55 | Permalink

    Ciao Marco

    grazie di tutto

    Andrea,
    un bougia nen

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  • Mi chiamo Marco Delmastro, sono un fisico delle particelle che lavora all'esperimento ATLAS al CERN di Ginevra.

    Su Borborigmi di un fisico renitente divago di vita all'estero lontani dall'Italia, fisica delle particelle e divulgazione scientifica, ricerca fondamentale, tecnologia e comunicazione nel mondo digitale, educazione, militanza quotidiana e altre amenità.

    Ho scritto un libro, Particelle familiari, che prova a raccontare cosa faccio di mestiere, e perché.

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