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	<title>Commenti a: La meccanica quantistica spiegata a Oliver. Seconda passeggiata: granelli di luce</title>
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	<description>Scienza e opinioni di frontiera</description>
	<lastBuildDate>Sat, 11 Feb 2012 16:41:03 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: Marco</title>
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		<dc:creator>Marco</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Aug 2011 13:22:41 +0000</pubDate>
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		<description>@NichiBra: ho aggiunto il link. In ogni caso, trovi tutto anche nella pagine &lt;a href=&quot;http://www.borborigmi.org/scienza-con-oliver/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Scienza con Oliver&lt;/a&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@NichiBra: ho aggiunto il link. In ogni caso, trovi tutto anche nella pagine <a href="http://www.borborigmi.org/scienza-con-oliver/" rel="nofollow">Scienza con Oliver</a></p>
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		<title>Di: NichiBra</title>
		<link>http://www.borborigmi.org/2009/06/10/la-meccanica-quantistica-spiegata-a-oliver-seconda-passeggiata-granelli-di-luce/#comment-19976</link>
		<dc:creator>NichiBra</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Aug 2011 13:15:19 +0000</pubDate>
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		<description>Scusami, ho scritto sotto l&#039;articolo sbagliato, mi riferivo al post successivo a &quot;La meccanica quantistica spiegata a Oliver. Gita al lago: onde che si sovrappongono&quot; mi compare la prossima passeggiate, ma non ci posso cliccare su, non è un link insomma. Se esiste, riesci a scrivermelo qui? Grazie!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scusami, ho scritto sotto l'articolo sbagliato, mi riferivo al post successivo a "La meccanica quantistica spiegata a Oliver. Gita al lago: onde che si sovrappongono" mi compare la prossima passeggiate, ma non ci posso cliccare su, non è un link insomma. Se esiste, riesci a scrivermelo qui? Grazie!</p>
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		<title>Di: Marco</title>
		<link>http://www.borborigmi.org/2009/06/10/la-meccanica-quantistica-spiegata-a-oliver-seconda-passeggiata-granelli-di-luce/#comment-19933</link>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Aug 2011 15:27:54 +0000</pubDate>
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		<description>@NichiBra: se clicchi su &quot;prossima passeggiata&quot; alla fine del testo ci finisci dritto dritto... :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@NichiBra: se clicchi su "prossima passeggiata" alla fine del testo ci finisci dritto dritto... <img src='http://www.borborigmi.org/wordpress/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Di: NichiBra</title>
		<link>http://www.borborigmi.org/2009/06/10/la-meccanica-quantistica-spiegata-a-oliver-seconda-passeggiata-granelli-di-luce/#comment-19932</link>
		<dc:creator>NichiBra</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Aug 2011 15:18:41 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Marco, complimenti per le tue lezioni!!!Vorrei sapere però dov&#039;è la continuazione...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Marco, complimenti per le tue lezioni!!!Vorrei sapere però dov'è la continuazione...</p>
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		<title>Di: Marco</title>
		<link>http://www.borborigmi.org/2009/06/10/la-meccanica-quantistica-spiegata-a-oliver-seconda-passeggiata-granelli-di-luce/#comment-13753</link>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Jun 2009 13:01:25 +0000</pubDate>
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		<description>Luca, ti rispondo sinteticamente perché la tua domanda c&#039;entra poco con l&#039;articolo qui sopra: praticamente nessun collisionatore moderno funziona &quot;a fascio  continuo&quot;, per ragioni tecniche legate ai meccanismi di accelerazione e per ottenere una luminosità maggiore tutti spostano le particelle in pacchetti. Come la tengono insieme contro la repulsione elettrica? Con forti campi magnetici di collimazione. Come si fa a tenerli a pacchetti? Qui è più complesso, dipende da come vengono accelerate le particelle: sono di fatto le camere a radiofrequenza che nel corso della procedura accelerante le &quot;impacchettano&quot;. Quanto a LEP, accelerava elettroni e antielettroni, dunque al limite penso possa interessarti il meccanismo di produzione di questi ultimi. In ogni caso il meccanismo è simile: prendi un fascio di qualcosa (per esempio elettroni o protoni) di energia sufficiente e lo mandi a sbattere su un bersaglio (per esempio un foglietto di tungsteno). Nello spray di particelle prodotte nell&#039;urto ci sono anche positroni, se sei capace di separarli sei a posto. E qui mi fermo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Luca, ti rispondo sinteticamente perché la tua domanda c'entra poco con l'articolo qui sopra: praticamente nessun collisionatore moderno funziona "a fascio  continuo", per ragioni tecniche legate ai meccanismi di accelerazione e per ottenere una luminosità maggiore tutti spostano le particelle in pacchetti. Come la tengono insieme contro la repulsione elettrica? Con forti campi magnetici di collimazione. Come si fa a tenerli a pacchetti? Qui è più complesso, dipende da come vengono accelerate le particelle: sono di fatto le camere a radiofrequenza che nel corso della procedura accelerante le "impacchettano". Quanto a LEP, accelerava elettroni e antielettroni, dunque al limite penso possa interessarti il meccanismo di produzione di questi ultimi. In ogni caso il meccanismo è simile: prendi un fascio di qualcosa (per esempio elettroni o protoni) di energia sufficiente e lo mandi a sbattere su un bersaglio (per esempio un foglietto di tungsteno). Nello spray di particelle prodotte nell'urto ci sono anche positroni, se sei capace di separarli sei a posto. E qui mi fermo.</p>
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		<title>Di: Luca</title>
		<link>http://www.borborigmi.org/2009/06/10/la-meccanica-quantistica-spiegata-a-oliver-seconda-passeggiata-granelli-di-luce/#comment-13751</link>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Jun 2009 08:38:37 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Marco...ho una domanda da un milione di dollari!
Da quanto ho capito, LHC non è una macchina a fascio continuo, ma una macchina &quot;a pacchetti&quot;, ognuno dei quali è composta da circa &quot;dieci alla undici&quot; protoni, che collidono poi con l&#039;altro fascio in un dato punto di interazione...Ora come si accelerano e si tiene un fascio ben collimato, mi è abbastanza chiaro....come si produce un protone posso pure immaginarmelo (da atomi di idrogeno?), ma come si possono produrre pacchetti di protoni, che avendo la stessa carica si respingono? Come si fa a tenerli a pacchetti nell&#039;anello di accumulazione? Seconda domanda...quando c&#039;era LEP...come si produce un antiprotone????Grazie</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Marco...ho una domanda da un milione di dollari!<br />
Da quanto ho capito, LHC non è una macchina a fascio continuo, ma una macchina "a pacchetti", ognuno dei quali è composta da circa "dieci alla undici" protoni, che collidono poi con l'altro fascio in un dato punto di interazione...Ora come si accelerano e si tiene un fascio ben collimato, mi è abbastanza chiaro....come si produce un protone posso pure immaginarmelo (da atomi di idrogeno?), ma come si possono produrre pacchetti di protoni, che avendo la stessa carica si respingono? Come si fa a tenerli a pacchetti nell'anello di accumulazione? Seconda domanda...quando c'era LEP...come si produce un antiprotone????Grazie</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: Marco</title>
		<link>http://www.borborigmi.org/2009/06/10/la-meccanica-quantistica-spiegata-a-oliver-seconda-passeggiata-granelli-di-luce/#comment-13718</link>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2009 09:08:46 +0000</pubDate>
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		<description>@My_May: sono di corsa, per cui accetta queste tre righe come risposta sintetica. &quot;pacchettino minimo&quot; vuol dire che Planck ipotizzò che ogni molecola oscillante a un certa frequenza $$\nu$$ nella materia a una certa temperatura potesse emettere energia &lt;em&gt;soltanto in multipli interi&lt;/em&gt; di $$E = h\nu$$, dove $$h$$ è la costante di Planck.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@My_May: sono di corsa, per cui accetta queste tre righe come risposta sintetica. "pacchettino minimo" vuol dire che Planck ipotizzò che ogni molecola oscillante a un certa frequenza <span class='MathJax_Preview'><img src='http://www.borborigmi.org/wordpress/wp-content/plugins/latex/cache/tex_4fdefba26320686bb2bd0579a0df421c.gif' style='vertical-align: middle; border: none; padding-bottom:2px;' class='tex' alt="\nu" /></span> nella materia a una certa temperatura potesse emettere energia <em>soltanto in multipli interi</em> di <span class='MathJax_Preview'><img src='http://www.borborigmi.org/wordpress/wp-content/plugins/latex/cache/tex_f43d56f4d269389e3158d69322b9d577.gif' style='vertical-align: middle; border: none; padding-bottom:1px;' class='tex' alt="E = h\nu" /></span>, dove <span class='MathJax_Preview'><img src='http://www.borborigmi.org/wordpress/wp-content/plugins/latex/cache/tex_2510c39011c5be704182423e3a695e91.gif' style='vertical-align: middle; border: none; padding-bottom:1px;' class='tex' alt="h" /></span> è la costante di Planck.</p>
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	<item>
		<title>Di: My_May</title>
		<link>http://www.borborigmi.org/2009/06/10/la-meccanica-quantistica-spiegata-a-oliver-seconda-passeggiata-granelli-di-luce/#comment-13700</link>
		<dc:creator>My_May</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Jun 2009 10:30:32 +0000</pubDate>
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		<description>Ecco bene, quindi a maggiore frequenza avrò maggiore energia?
A lunghezze d&#039;onda cortissime corrisponderebbe una elevata energia? Quindi il limite oltre il quale l&#039;indagine fisica non può andare è quando la lunghezza d&#039;onda (quindi la frequenza) è tale da entrare nell&#039;ordine concettuale dell&#039;infinitamente piccolo (e quindi infinitamente energetico)?
Quindi il &quot;quanto&quot; ( in maniera divulgativa per Oliver) è il limite che si pone all&#039;infinitamente energetico che corrisponde a lunghezze d&#039;onda cortissime?
Ma quello che non comprendo maggiormente è quanto si dice di seguito: &quot;La formula di Planck ci rivela che l’energia proveniente dalle molecole del corpo che abbiamo scaldato[...] viene emessa in pacchettini, ognuno dei quali è multiplo di un pacchettino minimo proporzionale alla frequenza della luce emessa&quot;.

Che vuol dire &quot;pacchettino minimo&quot;.
Se per assurdo si prevedesse che la frequenza della luce emessa deve essere infinitamente energetica (tale che è assurdo perchè non lo osserviamo)  come devo, forzatamente, formare questo pacchettino in modo da rendere tale energia, invece, finita?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco bene, quindi a maggiore frequenza avrò maggiore energia?<br />
A lunghezze d'onda cortissime corrisponderebbe una elevata energia? Quindi il limite oltre il quale l'indagine fisica non può andare è quando la lunghezza d'onda (quindi la frequenza) è tale da entrare nell'ordine concettuale dell'infinitamente piccolo (e quindi infinitamente energetico)?<br />
Quindi il "quanto" ( in maniera divulgativa per Oliver) è il limite che si pone all'infinitamente energetico che corrisponde a lunghezze d'onda cortissime?<br />
Ma quello che non comprendo maggiormente è quanto si dice di seguito: "La formula di Planck ci rivela che l’energia proveniente dalle molecole del corpo che abbiamo scaldato[...] viene emessa in pacchettini, ognuno dei quali è multiplo di un pacchettino minimo proporzionale alla frequenza della luce emessa".</p>
<p>Che vuol dire "pacchettino minimo".<br />
Se per assurdo si prevedesse che la frequenza della luce emessa deve essere infinitamente energetica (tale che è assurdo perchè non lo osserviamo)  come devo, forzatamente, formare questo pacchettino in modo da rendere tale energia, invece, finita?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: hronir</title>
		<link>http://www.borborigmi.org/2009/06/10/la-meccanica-quantistica-spiegata-a-oliver-seconda-passeggiata-granelli-di-luce/#comment-13697</link>
		<dc:creator>hronir</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Jun 2009 08:35:54 +0000</pubDate>
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		<description>L&#039;energia che non c&#039;è (che doveva esserci classicamente ma non quantisticamente) sono quelle infinitamente alte e non quelle infinitamente basse.
Il motivo è che bisogna girare il punto di vista come dicevo nel mio precedente commento: l&#039;energia che hai a disposizione è quella termica, e devi capire come si distribuisce nello spazio che hai a dispozione: le frequenze.
Classicamente potevi infilare energia nelle varie frequenze come meglio preferivi e un po&#039; di matematica ti diceva che la maggior parte dell&#039;energia andava alle frequenze più alte.
Ora che hai scoperto che se vuoi mettere un po&#039; di energia ad una certa frequenza devi averne almeno un quanto, alle frequenze più alte non riuscirai che a metterne solo pochi, di quanti, che l&#039;energia che hai non ti basta. Addirittura esisterà una frequenza con un quanto così grande che non avrai abbastanza energia per farne uno, e quello non ci sarà proprio.

Al contrario, le frequenze basse hanno un così piccolo valore del priorio quanto che basta dargli anche pochissima energia e quella si trasforma in un numero enorme di quanti. Così tanti che anche la fisica che non &quot;vede&quot; i quanti (la fisica classica) predice benissimo quel che succede.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L'energia che non c'è (che doveva esserci classicamente ma non quantisticamente) sono quelle infinitamente alte e non quelle infinitamente basse.<br />
Il motivo è che bisogna girare il punto di vista come dicevo nel mio precedente commento: l'energia che hai a disposizione è quella termica, e devi capire come si distribuisce nello spazio che hai a dispozione: le frequenze.<br />
Classicamente potevi infilare energia nelle varie frequenze come meglio preferivi e un po' di matematica ti diceva che la maggior parte dell'energia andava alle frequenze più alte.<br />
Ora che hai scoperto che se vuoi mettere un po' di energia ad una certa frequenza devi averne almeno un quanto, alle frequenze più alte non riuscirai che a metterne solo pochi, di quanti, che l'energia che hai non ti basta. Addirittura esisterà una frequenza con un quanto così grande che non avrai abbastanza energia per farne uno, e quello non ci sarà proprio.</p>
<p>Al contrario, le frequenze basse hanno un così piccolo valore del priorio quanto che basta dargli anche pochissima energia e quella si trasforma in un numero enorme di quanti. Così tanti che anche la fisica che non "vede" i quanti (la fisica classica) predice benissimo quel che succede.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: My_May</title>
		<link>http://www.borborigmi.org/2009/06/10/la-meccanica-quantistica-spiegata-a-oliver-seconda-passeggiata-granelli-di-luce/#comment-13694</link>
		<dc:creator>My_May</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2009 13:39:57 +0000</pubDate>
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		<description>Ok! Ma come ho detto sto davvero lontano dalla comprensione. 
Quindi non me ne vogliate:
Cerchiamo di svegliare Oliver :P, gli possiamo dare il biscottino qualora  un&#039;onda, con una sua precisa lunghezza d&#039;onda, ha anche una precisa energia &quot;classicamente&quot; calcolabile? Se la risposta è si,  in che modo calcolerò questa energia (in un dato tempo) in modo classico, e quando, dell&#039;onda, invece non è possibile conoscere la sua energia in modo preciso? 
Faccio questa domanda già sapendo che in m.q. energia e tempo sono variabili coniugate (anche se il tempo non è una osservabile, ma non complichiamoci troppo la vita), ma nella mia concezione classica in un dato tempo un&#039;onda deve avere un&#039;energia certa (è giusto o no? Diamo il biscottino a Oliver? :P). 
Ad un certo punto però, nel microcosmo, questa certezza svanisce, e l&#039;onda trasporta (si fa per dire) un pacchetto finito di energia; questi valori sono conosciuti (determinati) e non sono continui, (come credo di aver capito avviene nella m.classica) ma il valore preciso non sarà determinabile in un tempo preciso. 
Questo però risulta essere un passettino in avanti (purché sia giusto); ritorniamo quindi indietro: Planck ebbe l&#039;idea che ad un certo punto, scendendo di alcune scale minime di grandezze, le energie non fossero piu continue nel tempo, ma che fossero delimitate da pacchettini la cui minima quantità fosse la sua costante (e multipli di questa). Ovvero che la piu piccola dose di energia che un&#039;onda può trasportare non è arbitraria, o arbitrariamente piccola a piacere. Così facendo quella curva che andava su all&#039;infinito, che immetteva energia di &quot;dosi&quot; infinite, che non si osserva, veniva bloccata.
Dunque se quello che ho colto è giusto (o pressapoco) l&#039;energia che non c&#039;è, e che classicamente veniva ipotizzato, sono quelle infinitamente basse. Ad un certo punto il quanto d&#039;azione limita questo flusso di energia che non si vede.
 
Ditemi se ho sbagliato o cosa può essere salvato, altrimenti Oliver non si merita il biscottino :)
ciao ;)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ok! Ma come ho detto sto davvero lontano dalla comprensione.<br />
Quindi non me ne vogliate:<br />
Cerchiamo di svegliare Oliver <img src='http://www.borborigmi.org/wordpress/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' /> , gli possiamo dare il biscottino qualora  un'onda, con una sua precisa lunghezza d'onda, ha anche una precisa energia "classicamente" calcolabile? Se la risposta è si,  in che modo calcolerò questa energia (in un dato tempo) in modo classico, e quando, dell'onda, invece non è possibile conoscere la sua energia in modo preciso?<br />
Faccio questa domanda già sapendo che in m.q. energia e tempo sono variabili coniugate (anche se il tempo non è una osservabile, ma non complichiamoci troppo la vita), ma nella mia concezione classica in un dato tempo un'onda deve avere un'energia certa (è giusto o no? Diamo il biscottino a Oliver? <img src='http://www.borborigmi.org/wordpress/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' /> ).<br />
Ad un certo punto però, nel microcosmo, questa certezza svanisce, e l'onda trasporta (si fa per dire) un pacchetto finito di energia; questi valori sono conosciuti (determinati) e non sono continui, (come credo di aver capito avviene nella m.classica) ma il valore preciso non sarà determinabile in un tempo preciso.<br />
Questo però risulta essere un passettino in avanti (purché sia giusto); ritorniamo quindi indietro: Planck ebbe l'idea che ad un certo punto, scendendo di alcune scale minime di grandezze, le energie non fossero piu continue nel tempo, ma che fossero delimitate da pacchettini la cui minima quantità fosse la sua costante (e multipli di questa). Ovvero che la piu piccola dose di energia che un'onda può trasportare non è arbitraria, o arbitrariamente piccola a piacere. Così facendo quella curva che andava su all'infinito, che immetteva energia di "dosi" infinite, che non si osserva, veniva bloccata.<br />
Dunque se quello che ho colto è giusto (o pressapoco) l'energia che non c'è, e che classicamente veniva ipotizzato, sono quelle infinitamente basse. Ad un certo punto il quanto d'azione limita questo flusso di energia che non si vede.</p>
<p>Ditemi se ho sbagliato o cosa può essere salvato, altrimenti Oliver non si merita il biscottino <img src='http://www.borborigmi.org/wordpress/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
ciao <img src='http://www.borborigmi.org/wordpress/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
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