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	<title>Commenti a: Family-unfriendly</title>
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	<description>Scienza e opinioni di frontiera</description>
	<lastBuildDate>Fri, 10 Feb 2012 22:02:18 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: claudio b.</title>
		<link>http://www.borborigmi.org/2009/04/29/family-unfriendly/#comment-13709</link>
		<dc:creator>claudio b.</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 12:26:04 +0000</pubDate>
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		<description>Sinceramente sono alquanto estraneo all&#039;ambiente in oggetto, ma temo che GM abbia già centrato il punto focale della questione. Cosa del resto rilanciata da Marco stesso con la frase &quot;...dovuta solo a cattiva organizzazione o a competizione malsana...&quot;
Immagino che la cosa sia tipica di tutte le organizzazioni fortemente burocratizzate per le quali l&#039;obiettivo finale non è un qualcosa di tangibile. Suppongo che le due cose, burocratizazione e assenza di scopo &quot;concreto&quot; debbano essere presenti contemporaneamente.
La speculazione, per quanto scientifica, può portare nella maggior parte dei &quot;managers&quot; alla completa perdita del senso del tempo e della sua profittabilità (maldastra traduzione di &quot;profitability&quot;...). Non è sensato fare 8 ore di meeting al giorno: meeting per fare COSA? Per dire COSA?
Mi viene in mente l&#039;aneddoto (vero o falso che sia, non lo so) che si attribuisce a Marchionne: convocata una riunione con due Direttori di Funzione, si vide presentare dall&#039;uno 6 slides: 3 di presentazione dello stato di fatto, 1 di analisi e 2 di proiezioni sul &quot;cosa fare&quot;; dall&#039;altro, il &quot;solito&quot; rapporto di 100 pagine che mira sostanzialmente a dimostrare che lo scrivente non ha alcuna responsabilità. Leggenda vuole che il buon A.D. apostrofasse il secondo con qualcosa del tipo &quot;Che siamo messi male lo so benissimo anch&#039;io. Lei è pagato per trovare una soluzione a questo marasma, non per descriverlo&quot;.
Saluti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sinceramente sono alquanto estraneo all'ambiente in oggetto, ma temo che GM abbia già centrato il punto focale della questione. Cosa del resto rilanciata da Marco stesso con la frase "...dovuta solo a cattiva organizzazione o a competizione malsana..."<br />
Immagino che la cosa sia tipica di tutte le organizzazioni fortemente burocratizzate per le quali l'obiettivo finale non è un qualcosa di tangibile. Suppongo che le due cose, burocratizazione e assenza di scopo "concreto" debbano essere presenti contemporaneamente.<br />
La speculazione, per quanto scientifica, può portare nella maggior parte dei "managers" alla completa perdita del senso del tempo e della sua profittabilità (maldastra traduzione di "profitability"...). Non è sensato fare 8 ore di meeting al giorno: meeting per fare COSA? Per dire COSA?<br />
Mi viene in mente l'aneddoto (vero o falso che sia, non lo so) che si attribuisce a Marchionne: convocata una riunione con due Direttori di Funzione, si vide presentare dall'uno 6 slides: 3 di presentazione dello stato di fatto, 1 di analisi e 2 di proiezioni sul "cosa fare"; dall'altro, il "solito" rapporto di 100 pagine che mira sostanzialmente a dimostrare che lo scrivente non ha alcuna responsabilità. Leggenda vuole che il buon A.D. apostrofasse il secondo con qualcosa del tipo "Che siamo messi male lo so benissimo anch'io. Lei è pagato per trovare una soluzione a questo marasma, non per descriverlo".<br />
Saluti</p>
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		<title>Di: Marco</title>
		<link>http://www.borborigmi.org/2009/04/29/family-unfriendly/#comment-13644</link>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2009 09:28:08 +0000</pubDate>
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		<description>No, non ci sto nemmeno io, mi spiace. 

L&#039;incompatibilità tra famiglia e carriera è un prodotto culturale di una società sicuramente maschilista e sostanzialmente classista (e scusatemi la vena vetero-marxista che mi viene in questi casi, ma quando è troppo). Se la tua teoria fosse buona, sarebbe allora irrimediabilmente vera l&#039;impossibilità &lt;em&gt;ontologica&lt;/em&gt; per donne e poveri di avere accesso a ruoli superiori e carriere importanti, perché il loro ruolo nella vita sarebbe piuttosto quello di servire (a casa le prime, nelle fabbriche e nei campi gli altri), mentre starebbe esclusivamente all&#039;aristocrazia maschia il poter permettersi di spendere tutto il suo tempo a pensare, esplorare, comandare e decidere delle sorti altri. 

Il fatto che troppo spesso sia (ancora) così è solo un prodotto storico: nulla impedisce il pensare (e volere!) una società organizzata diversamente, dove sia invece normale avere una carriera e coltivare altro oltre al lavoro, che sia la famiglia o una passione.

Il che - sia chiaro - non significa affatto che io perori l&#039;orario 9-17, o che non sia disposto a lavorare di notte o nei week-end (cosa che faccio con regolarità, credimi). Dico semplicemente che troppo spesso la necessità di farlo è costruita e non reale, dovuta solo a cattiva organizzazione o a competizione malsana. Le notti insonni passare a lavorare per un vero avanzamento della scienza e per sorti dell&#039;umanità si contano sulla punta delle dita; tutte le altre sarebbero state serenamente evitabili, se solo i maschietti senza famiglia che fanno i manager (anche nel mio mestiere) sapessero organizzare tempo e risorse (umane e non) meglio. Che è quello che volevo in fondo dire nel post qui sopra.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>No, non ci sto nemmeno io, mi spiace. </p>
<p>L'incompatibilità tra famiglia e carriera è un prodotto culturale di una società sicuramente maschilista e sostanzialmente classista (e scusatemi la vena vetero-marxista che mi viene in questi casi, ma quando è troppo). Se la tua teoria fosse buona, sarebbe allora irrimediabilmente vera l'impossibilità <em>ontologica</em> per donne e poveri di avere accesso a ruoli superiori e carriere importanti, perché il loro ruolo nella vita sarebbe piuttosto quello di servire (a casa le prime, nelle fabbriche e nei campi gli altri), mentre starebbe esclusivamente all'aristocrazia maschia il poter permettersi di spendere tutto il suo tempo a pensare, esplorare, comandare e decidere delle sorti altri. </p>
<p>Il fatto che troppo spesso sia (ancora) così è solo un prodotto storico: nulla impedisce il pensare (e volere!) una società organizzata diversamente, dove sia invece normale avere una carriera e coltivare altro oltre al lavoro, che sia la famiglia o una passione.</p>
<p>Il che - sia chiaro - non significa affatto che io perori l'orario 9-17, o che non sia disposto a lavorare di notte o nei week-end (cosa che faccio con regolarità, credimi). Dico semplicemente che troppo spesso la necessità di farlo è costruita e non reale, dovuta solo a cattiva organizzazione o a competizione malsana. Le notti insonni passare a lavorare per un vero avanzamento della scienza e per sorti dell'umanità si contano sulla punta delle dita; tutte le altre sarebbero state serenamente evitabili, se solo i maschietti senza famiglia che fanno i manager (anche nel mio mestiere) sapessero organizzare tempo e risorse (umane e non) meglio. Che è quello che volevo in fondo dire nel post qui sopra.</p>
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		<title>Di: deusexmachina</title>
		<link>http://www.borborigmi.org/2009/04/29/family-unfriendly/#comment-13643</link>
		<dc:creator>deusexmachina</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2009 07:45:13 +0000</pubDate>
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		<description>Insisto, senza voler fare polemiche: si tratta di scelte. Lavori altamente complessi (come quello che fa chi ci ospita qui) richiedono dedizione. Non ci sono orari, feste ecc. perché il lavoro coincide con la vita, con la passione. Non è che ad una certa ora suona la campanella e si va a casa senza pensarci fino a domani. Purtoppo non è così! Ci pensano fino a domani quelli che fanno altri tipi di lavori. 
Non è una critica la mia, ma solo una semplice constatazione di come a volte la passione per qualcosa superi tutto il resto. Non si può avere la moglie ubriaca e la botte piena....
Personalmente stimo molto queste persone perché mettono a servizio degli altri la loro intelligenza. La materie di cui si occupano hanno ricadute enormi su tutta l&#039;umanità. Ti pare poco?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Insisto, senza voler fare polemiche: si tratta di scelte. Lavori altamente complessi (come quello che fa chi ci ospita qui) richiedono dedizione. Non ci sono orari, feste ecc. perché il lavoro coincide con la vita, con la passione. Non è che ad una certa ora suona la campanella e si va a casa senza pensarci fino a domani. Purtoppo non è così! Ci pensano fino a domani quelli che fanno altri tipi di lavori.<br />
Non è una critica la mia, ma solo una semplice constatazione di come a volte la passione per qualcosa superi tutto il resto. Non si può avere la moglie ubriaca e la botte piena....<br />
Personalmente stimo molto queste persone perché mettono a servizio degli altri la loro intelligenza. La materie di cui si occupano hanno ricadute enormi su tutta l'umanità. Ti pare poco?</p>
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		<title>Di: delo</title>
		<link>http://www.borborigmi.org/2009/04/29/family-unfriendly/#comment-13642</link>
		<dc:creator>delo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2009 18:29:18 +0000</pubDate>
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		<description>No, io non ci sto. Caro deusexmachina, ti prego di evitare frasi del tipo &quot;se si vuole seguire la famiglia allora è meglio trovarsi un banale lavoretto per una mediocre e grigia esistenza, senza troppe pretese&quot;;
In generale giudicare un &quot;lavoretto mediocre&quot; e&#039; veramente ignobile. Quindi ci sono lavori nobili e altri no? ... ma per favore... e associare questa cosa alla famiglia mi fa imbestialire ancora di piu&#039;.

Comunque ci sono un sacco di ricercatori e professori che fanno dell&#039;ottima ricerca che non hanno rinunciato alla famiglia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>No, io non ci sto. Caro deusexmachina, ti prego di evitare frasi del tipo "se si vuole seguire la famiglia allora è meglio trovarsi un banale lavoretto per una mediocre e grigia esistenza, senza troppe pretese";<br />
In generale giudicare un "lavoretto mediocre" e' veramente ignobile. Quindi ci sono lavori nobili e altri no? ... ma per favore... e associare questa cosa alla famiglia mi fa imbestialire ancora di piu'.</p>
<p>Comunque ci sono un sacco di ricercatori e professori che fanno dell'ottima ricerca che non hanno rinunciato alla famiglia.</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: deusexmachina</title>
		<link>http://www.borborigmi.org/2009/04/29/family-unfriendly/#comment-13641</link>
		<dc:creator>deusexmachina</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2009 17:30:58 +0000</pubDate>
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		<description>Se una persona è ambiziosa e mette in gioco un bel cervello come il tuo (per fortuna che ce ne sono ancora!) deve fare delle scelte. Credo che sia normale, anche se pesante... se si vuole seguire la famiglia allora è meglio trovarsi un banale lavoretto per una mediocre e grigia esistenza, senza troppe pretese. Altrimenti, se si punta in alto (avendone le capacità) temo che una cosa escluda l&#039;altra. Brutto da dirsi eh! 
Semplicemente credo che sia così: il lavoro che fai tu non è una cosa del tipo starsene dietro la scrivania 8 ore e poi andare a casa santificando tutti i ponti e tutte le feste possibili e immaginabili. Al tuo livello la vita e il lavoro coincidono e si fondono. Richiedono la completa dedizione. Pensa a tutti i grandi scienziati della storia, dimmi se ci sono casi di famiglie &quot;felici&quot;, figli seguiti, vite stile mulino bianco. A memoria non mi pare proprio!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se una persona è ambiziosa e mette in gioco un bel cervello come il tuo (per fortuna che ce ne sono ancora!) deve fare delle scelte. Credo che sia normale, anche se pesante... se si vuole seguire la famiglia allora è meglio trovarsi un banale lavoretto per una mediocre e grigia esistenza, senza troppe pretese. Altrimenti, se si punta in alto (avendone le capacità) temo che una cosa escluda l'altra. Brutto da dirsi eh!<br />
Semplicemente credo che sia così: il lavoro che fai tu non è una cosa del tipo starsene dietro la scrivania 8 ore e poi andare a casa santificando tutti i ponti e tutte le feste possibili e immaginabili. Al tuo livello la vita e il lavoro coincidono e si fondono. Richiedono la completa dedizione. Pensa a tutti i grandi scienziati della storia, dimmi se ci sono casi di famiglie "felici", figli seguiti, vite stile mulino bianco. A memoria non mi pare proprio!</p>
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		<title>Di: Marco</title>
		<link>http://www.borborigmi.org/2009/04/29/family-unfriendly/#comment-13576</link>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2009 08:46:59 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Walter, benvenuto e grazie per i complimenti (immeritati). Gravità Zero è tra i miei feed RSS e lo seguo volentieri, anche se a volte trovo il suo aspetto &quot;corporate&quot; lo renda un po&#039; troppo variegato - insomma, con un flusso troppo alto di informazioni che non riesco a digerire e dunque salto a piè pari - per i miei gusti. Chissà, forse potreste pensare a feed separati per sezioni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Walter, benvenuto e grazie per i complimenti (immeritati). Gravità Zero è tra i miei feed RSS e lo seguo volentieri, anche se a volte trovo il suo aspetto "corporate" lo renda un po' troppo variegato - insomma, con un flusso troppo alto di informazioni che non riesco a digerire e dunque salto a piè pari - per i miei gusti. Chissà, forse potreste pensare a feed separati per sezioni.</p>
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	<item>
		<title>Di: Walter</title>
		<link>http://www.borborigmi.org/2009/04/29/family-unfriendly/#comment-13575</link>
		<dc:creator>Walter</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2009 08:44:16 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Marco,
ho scoperto il tuo blog da un link di www.gravita-zero.org, di cui sono redattore (divulgazione scientifica) e devo dire che sei maledettamente simpatico. Complimenti per i tuoi post !!!
Walter Caputo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Marco,<br />
ho scoperto il tuo blog da un link di <a href="http://www.gravita-zero.org" rel="nofollow">http://www.gravita-zero.org</a>, di cui sono redattore (divulgazione scientifica) e devo dire che sei maledettamente simpatico. Complimenti per i tuoi post !!!<br />
Walter Caputo</p>
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	<item>
		<title>Di: Valter</title>
		<link>http://www.borborigmi.org/2009/04/29/family-unfriendly/#comment-13529</link>
		<dc:creator>Valter</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 May 2009 11:20:55 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Marco, saltando a piè pari il lato tecnico della questione voglio però passarti una mia esperienza. Quando mia moglie ed io eravamo sotto pressione, non una persona sola mi invitò a godermi i miei bambini intanto che erano piccoli. L’italiano lo capisco ma un conto è il lessico un altro è la comprensione sostanziale di un messaggio che ti arriva.
Mi è sempre andato tutto bene: 5 mutui uno di filato all’altro, senza saltare una scadenza, quando ero il solo a produrre reddito. Per grazia di Dio sono sempre stato aiutato anche se con cinque figli non è stata una sciocchezza.  
Allora, stoltamente (per quanto comprensibile), non vedevo l’ora che venissero grandi e il sentirmi dire di godermeli nel momento in cui mi vedevo discretamente sotto pressione, lo capivo, lo accettavo ma faticava un po’ a entrarmi in profondità. Ora il più piccolo è più alto di me ed ho dovuto ritrovarmi la barba bianca per comprendere a fondo l’autentico valore dell’invito di mia mamma come pure di quel mio carissimo amico, che ho sognato due volte anche questa notte. Marco tu che sei un fisico delle particelle e quindi con una visione della  realtà più ampia di qualla dell&#039;uomo della strada, e oltretutto di saldo imprinting etico, cerca e troverai il passaggio, ovvero l’equilibrio tra l’onorevole desiderio di una nobile affermazione professionale e l’insostituibile, imperdibile status di genitore-coniuge. Mi verrebbe da suggerirti di lavorare d’immaginazione. Conosci l’interazione spazio-temporale della mente, vediti (come esercizio quotidiano), professionalmente parlando, lì dove senti che la vita ti chiama ad arrivare.  Vediti nonno con i tuoi nipotini a fare i problemini di matematica come faceva il magico Albert. Vediti e sentiti perfettamente incastonato nell’adesso dei tuoi 50 / 60 anni e penserà la vita ad assemblare tutto il resto. Se sarai duttile alla sua azione e saldo nei tuoi intenti, succederà!  Ciò facendo, lasci cadere preoccupazioni e apprensioni, ritrovandoti con tutta la tua luminosità ed l’energia ovvero con le carte in regola, per passare indenne tra gli Scilla e Cariddi della vita.
Buon cammino.
Valter</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Marco, saltando a piè pari il lato tecnico della questione voglio però passarti una mia esperienza. Quando mia moglie ed io eravamo sotto pressione, non una persona sola mi invitò a godermi i miei bambini intanto che erano piccoli. L’italiano lo capisco ma un conto è il lessico un altro è la comprensione sostanziale di un messaggio che ti arriva.<br />
Mi è sempre andato tutto bene: 5 mutui uno di filato all’altro, senza saltare una scadenza, quando ero il solo a produrre reddito. Per grazia di Dio sono sempre stato aiutato anche se con cinque figli non è stata una sciocchezza.<br />
Allora, stoltamente (per quanto comprensibile), non vedevo l’ora che venissero grandi e il sentirmi dire di godermeli nel momento in cui mi vedevo discretamente sotto pressione, lo capivo, lo accettavo ma faticava un po’ a entrarmi in profondità. Ora il più piccolo è più alto di me ed ho dovuto ritrovarmi la barba bianca per comprendere a fondo l’autentico valore dell’invito di mia mamma come pure di quel mio carissimo amico, che ho sognato due volte anche questa notte. Marco tu che sei un fisico delle particelle e quindi con una visione della  realtà più ampia di qualla dell'uomo della strada, e oltretutto di saldo imprinting etico, cerca e troverai il passaggio, ovvero l’equilibrio tra l’onorevole desiderio di una nobile affermazione professionale e l’insostituibile, imperdibile status di genitore-coniuge. Mi verrebbe da suggerirti di lavorare d’immaginazione. Conosci l’interazione spazio-temporale della mente, vediti (come esercizio quotidiano), professionalmente parlando, lì dove senti che la vita ti chiama ad arrivare.  Vediti nonno con i tuoi nipotini a fare i problemini di matematica come faceva il magico Albert. Vediti e sentiti perfettamente incastonato nell’adesso dei tuoi 50 / 60 anni e penserà la vita ad assemblare tutto il resto. Se sarai duttile alla sua azione e saldo nei tuoi intenti, succederà!  Ciò facendo, lasci cadere preoccupazioni e apprensioni, ritrovandoti con tutta la tua luminosità ed l’energia ovvero con le carte in regola, per passare indenne tra gli Scilla e Cariddi della vita.<br />
Buon cammino.<br />
Valter</p>
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	<item>
		<title>Di: My-May</title>
		<link>http://www.borborigmi.org/2009/04/29/family-unfriendly/#comment-13526</link>
		<dc:creator>My-May</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2009 17:57:34 +0000</pubDate>
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		<description>Bei tempi quando i fisici facevano i loro esperimenti dentro la vasca da bagno di casa...:D</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bei tempi quando i fisici facevano i loro esperimenti dentro la vasca da bagno di casa...:D</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Marco</title>
		<link>http://www.borborigmi.org/2009/04/29/family-unfriendly/#comment-13525</link>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2009 15:26:45 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.borborigmi.org/?p=1442#comment-13525</guid>
		<description>@GM: Mmm, questo è probabilmente vero per i paesi di tradizione anglosassone, dove la ricerca viene finanziata tramite &lt;em&gt;grant&lt;/em&gt; assegnati in base ai progetti di ricerca. Ne sono meno sicuro per altri paesi (perso per esempio alla Francia) che hanno una tradizione di assegnazione dei fondi più simile a quella italiana (ovvero, tramite le strutture universitarie, o attraverso gli enti nazionali di ricerca). Stesso discorso vale per le carriere caratterizzate da posizioni &quot;fisse&quot; (e spesso però da un precariato vergnoso) e quelle invece in cui la flessibilità è la regola (ma non il precariato): di nuovo probabilmente il discrimine è tra mondo anglosassone e gli altri.

Mi piacerebbe invece approfondire la questione del sistema di ricatto, e di come l&#039;elemosina dei fondi di missione (cosa dalla quale per fortuna mi sono affrancato, almeno per adesso) ne sia parte. Sembri molto agguerrito e consapevole rispetto a questo punto, ti va di argomentare un po&#039;? Io ho qualche idea a proposito, me le tengo buone per il prossimo giro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@GM: Mmm, questo è probabilmente vero per i paesi di tradizione anglosassone, dove la ricerca viene finanziata tramite <em>grant</em> assegnati in base ai progetti di ricerca. Ne sono meno sicuro per altri paesi (perso per esempio alla Francia) che hanno una tradizione di assegnazione dei fondi più simile a quella italiana (ovvero, tramite le strutture universitarie, o attraverso gli enti nazionali di ricerca). Stesso discorso vale per le carriere caratterizzate da posizioni "fisse" (e spesso però da un precariato vergnoso) e quelle invece in cui la flessibilità è la regola (ma non il precariato): di nuovo probabilmente il discrimine è tra mondo anglosassone e gli altri.</p>
<p>Mi piacerebbe invece approfondire la questione del sistema di ricatto, e di come l'elemosina dei fondi di missione (cosa dalla quale per fortuna mi sono affrancato, almeno per adesso) ne sia parte. Sembri molto agguerrito e consapevole rispetto a questo punto, ti va di argomentare un po'? Io ho qualche idea a proposito, me le tengo buone per il prossimo giro.</p>
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