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	<title>Commenti a: No! Il Piano B no! Per favore!</title>
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	<description>Scienza e opinioni di frontiera</description>
	<lastBuildDate>Sat, 11 Feb 2012 14:01:53 +0000</lastBuildDate>
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	<item>
		<title>Di: Max</title>
		<link>http://www.borborigmi.org/2008/11/26/no-il-piano-b-no-per-favore/#comment-9111</link>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Dec 2008 13:10:07 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.borborigmi.org/?p=879#comment-9111</guid>
		<description>Ehehehe... ok, mi fermo pure io :-)
Cmq, per concludere, anche nel mio campo si utilizzano coefficienti simili (1.5, piu&#039; altri sui materiali, ecc ecc), ma sempre in campo di esercizio. Se si va su strutture temporanee, o per sollecitazioni eccezionali, impulsive o per altri casi particolari, i coefficienti calano.
Questo caso, ovvero un incremento cosi&#039; elevato di pressione dovuto ad un arco voltaico che perfora un tubo PIU&#039; un riscaldamento repentino del gas, lo includerei tra quelli eccezionali, in cui i coefficienti si avvicinano di molto all&#039; unita&#039;.
Quello che bisigna assicurarsi e&#039; che il caso ricada proprio negli eccezionali, quindi intervenire a monte nei punti critici.

Ciao

Max</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ehehehe... ok, mi fermo pure io <img src='http://www.borborigmi.org/wordpress/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
Cmq, per concludere, anche nel mio campo si utilizzano coefficienti simili (1.5, piu' altri sui materiali, ecc ecc), ma sempre in campo di esercizio. Se si va su strutture temporanee, o per sollecitazioni eccezionali, impulsive o per altri casi particolari, i coefficienti calano.<br />
Questo caso, ovvero un incremento cosi' elevato di pressione dovuto ad un arco voltaico che perfora un tubo PIU' un riscaldamento repentino del gas, lo includerei tra quelli eccezionali, in cui i coefficienti si avvicinano di molto all' unita'.<br />
Quello che bisigna assicurarsi e' che il caso ricada proprio negli eccezionali, quindi intervenire a monte nei punti critici.</p>
<p>Ciao</p>
<p>Max</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: claudio b.</title>
		<link>http://www.borborigmi.org/2008/11/26/no-il-piano-b-no-per-favore/#comment-9109</link>
		<dc:creator>claudio b.</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Dec 2008 12:02:47 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.borborigmi.org/?p=879#comment-9109</guid>
		<description>Certamente, infatti da nessuna parte ho detto che NON andavano tenute le pressioni così vicine le une alle altre. Ho solo detto che secondo me c&#039;è una certa disarmonia nel progetto: pressioni vicine significano tolleranza zero ai transitori, quindi attenzione massima ai Relief Systems. Punto. Non puoi avere capra e cavoli.
Oppure, come dici tu, elimini alla fonte le cause di transitori, ma ricadiamo nel problema della complessità e dei costi: strumentiamo TUTTO? Allora mettiamo anche le strain-gages sui vessels ogni 10 cm... Quante linee di acquisizione segnale ci vorranno, poi? Anche usando il multiplexing...
Per finire, il collaudo. Bon, nel campo delle turbine idrauliche per normativa la pressione di progetto deve essere 1.5 volte la nominale (esistono delle deroghe, ma da valutarsi caso per caso), e la pressione di test deve essere 1.5 volte la pressione di progetto. Allora è evidente che una volta passato il test, sei al sicuro per la vita del tuo componente. Ma se il &quot;test&quot; è in pratica lo stesso del nominale, o poco più, c&#039;entra poco andar su graduali: può andar bene il test e la volta immediatamente successiva no (magari proprio perché hai &quot;stressato&quot; qualcosa durante il test, che è il contrario di quello che un test mirerebbe a fare...).

Per finire davvero ( ;-) ), ammetto di avere una visione &quot;biased&quot;, non necessariamente adeguata al caso in oggetto (mica li ho progettati io, i vessels dell&#039;LHC), ma siccome Marco premetteva essere un&#039;operazione piuttosto difficile verificare i nostri dubbi &amp; curiosità con dei &quot;macchinisti&quot;, dovremmo forse limitarci qui. Prometto che lo farò.

Bye!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Certamente, infatti da nessuna parte ho detto che NON andavano tenute le pressioni così vicine le une alle altre. Ho solo detto che secondo me c'è una certa disarmonia nel progetto: pressioni vicine significano tolleranza zero ai transitori, quindi attenzione massima ai Relief Systems. Punto. Non puoi avere capra e cavoli.<br />
Oppure, come dici tu, elimini alla fonte le cause di transitori, ma ricadiamo nel problema della complessità e dei costi: strumentiamo TUTTO? Allora mettiamo anche le strain-gages sui vessels ogni 10 cm... Quante linee di acquisizione segnale ci vorranno, poi? Anche usando il multiplexing...<br />
Per finire, il collaudo. Bon, nel campo delle turbine idrauliche per normativa la pressione di progetto deve essere 1.5 volte la nominale (esistono delle deroghe, ma da valutarsi caso per caso), e la pressione di test deve essere 1.5 volte la pressione di progetto. Allora è evidente che una volta passato il test, sei al sicuro per la vita del tuo componente. Ma se il "test" è in pratica lo stesso del nominale, o poco più, c'entra poco andar su graduali: può andar bene il test e la volta immediatamente successiva no (magari proprio perché hai "stressato" qualcosa durante il test, che è il contrario di quello che un test mirerebbe a fare...).</p>
<p>Per finire davvero ( <img src='http://www.borborigmi.org/wordpress/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' />  ), ammetto di avere una visione "biased", non necessariamente adeguata al caso in oggetto (mica li ho progettati io, i vessels dell'LHC), ma siccome Marco premetteva essere un'operazione piuttosto difficile verificare i nostri dubbi &amp; curiosità con dei "macchinisti", dovremmo forse limitarci qui. Prometto che lo farò.</p>
<p>Bye!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Max</title>
		<link>http://www.borborigmi.org/2008/11/26/no-il-piano-b-no-per-favore/#comment-9094</link>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 23:08:15 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.borborigmi.org/?p=879#comment-9094</guid>
		<description>@Claudio : bisogna sempre vedere il rapporto tra il rischio ed il costo. Se fosse costato &quot;poco&quot; aumentare la pressione di progetto rispetto a quella di esercizio, ti darei anche ragione. Pero&#039; a questo punto occorre esaminare TUTTI i valori in gioco, non solo la pressione che ha causato i danni in questo caso. Quante sono le altre cose &quot;tirate&quot; nell&#039; LHC ? Quanto sarebbe costato aumentare i coefficienti di sicurezza per TUTTE queste cose ? Non puoi dire adesso, a posteriori, che sarebbe bastato aumentare il valore di design della pressione per risolvere la cosa, questo e&#039; ovvio ed e&#039; un discorso da senno di poi. Se ci sono altri 200 parametri di sicurezza tirati, il costo va moltiplicato per 200, senno&#039; (mi tocco gli zebedei....) al prossimo problema saltera&#039; fuori ancora il discorso &quot;ah, se avessimo aumentato il coefficiente xyz....&quot;

Ti faccio un lampante esempio nel mio settore. Taaaanti anni fa, il carico neve di normativa nelle nostre zone era di 60 Kg/m2. Un anno, nevicata eccezionale, ed i capannoni IN ACCIAIO son venuti giu&#039; come birilli, almeno, la maggior parte di quelli che non avevano sopra l&#039; omino che spalava come un forsennato. Che han fatto i nostri &quot;geniali normatori&quot; ??? Semplice, han portato il carico a 90. Anni dopo, altra nevicata eccezionale, altri dissesti, guarda caso SEMPRE sui capannoni in acciaio, et voila&#039; ! Carico portato a 130 Kg/m2. Ah, che geni, questi normatori..... Peccato che nessun capannone in C.A. ne&#039; in legno sia crollato in quei periodi. Tant&#039;e&#039; che i carichi in Francia viaggiano ancora intorno ai 60 Kg/m2 e li non crollano capannoni.... casualita&#039; ? Non mi risulta che la Francia sia nel mezzo del deserto del Gobi.... Chissa&#039;, magari il fatto che i capannoni in acciaio siano tirati al limite e che il loro bassissimo peso proprio rispetto all&#039; accidentale abbia una qualche influenza e&#039; venuto in mente a qualcuno, ma si sa, le lobby contano qui.

Tutto questo per dire che e&#039; inutile (e antieconomico) &quot;caricare&quot; tutto indistintamente, e che bisogna fare delle scelte ben precise per rimanere in ambiti economici accettabili. Nel caso edile, bastava ritoccare un pelo i coefficienti dei carichi accidentali rispetto ai permanenti e quelli sui materiali a seconda della probabilita/durata dei carichi (cosa che gli eurocodici fanno) e il problema si sarebbe risolto molto piu&#039; equamente.

Nel caso dell&#039; LHC secondo me occorreva intervenire a monte, e cioe&#039; in un controllo rigoroso di resistenze e temperature ANCHE nelle interconnessioni, che tra l&#039; altro mi par di capire che sono i punti piu&#039; delicati dell&#039; ambaradan. E soprattutto un collaudo molto piu&#039; graduale, che avrebbe probabilmente evidenziato il problema con danni molto minori, costando praticamente zero.
Il collaudo &quot;a settori&quot; doveva servire proprio a questo, e cioe&#039; individuare problemi sporadici e risolverli prima della messa in funzione a regime, cosa abituale quando si parla di prototipi.

Max</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Claudio : bisogna sempre vedere il rapporto tra il rischio ed il costo. Se fosse costato "poco" aumentare la pressione di progetto rispetto a quella di esercizio, ti darei anche ragione. Pero' a questo punto occorre esaminare TUTTI i valori in gioco, non solo la pressione che ha causato i danni in questo caso. Quante sono le altre cose "tirate" nell' LHC ? Quanto sarebbe costato aumentare i coefficienti di sicurezza per TUTTE queste cose ? Non puoi dire adesso, a posteriori, che sarebbe bastato aumentare il valore di design della pressione per risolvere la cosa, questo e' ovvio ed e' un discorso da senno di poi. Se ci sono altri 200 parametri di sicurezza tirati, il costo va moltiplicato per 200, senno' (mi tocco gli zebedei....) al prossimo problema saltera' fuori ancora il discorso "ah, se avessimo aumentato il coefficiente xyz...."</p>
<p>Ti faccio un lampante esempio nel mio settore. Taaaanti anni fa, il carico neve di normativa nelle nostre zone era di 60 Kg/m2. Un anno, nevicata eccezionale, ed i capannoni IN ACCIAIO son venuti giu' come birilli, almeno, la maggior parte di quelli che non avevano sopra l' omino che spalava come un forsennato. Che han fatto i nostri "geniali normatori" ??? Semplice, han portato il carico a 90. Anni dopo, altra nevicata eccezionale, altri dissesti, guarda caso SEMPRE sui capannoni in acciaio, et voila' ! Carico portato a 130 Kg/m2. Ah, che geni, questi normatori..... Peccato che nessun capannone in C.A. ne' in legno sia crollato in quei periodi. Tant'e' che i carichi in Francia viaggiano ancora intorno ai 60 Kg/m2 e li non crollano capannoni.... casualita' ? Non mi risulta che la Francia sia nel mezzo del deserto del Gobi.... Chissa', magari il fatto che i capannoni in acciaio siano tirati al limite e che il loro bassissimo peso proprio rispetto all' accidentale abbia una qualche influenza e' venuto in mente a qualcuno, ma si sa, le lobby contano qui.</p>
<p>Tutto questo per dire che e' inutile (e antieconomico) "caricare" tutto indistintamente, e che bisogna fare delle scelte ben precise per rimanere in ambiti economici accettabili. Nel caso edile, bastava ritoccare un pelo i coefficienti dei carichi accidentali rispetto ai permanenti e quelli sui materiali a seconda della probabilita/durata dei carichi (cosa che gli eurocodici fanno) e il problema si sarebbe risolto molto piu' equamente.</p>
<p>Nel caso dell' LHC secondo me occorreva intervenire a monte, e cioe' in un controllo rigoroso di resistenze e temperature ANCHE nelle interconnessioni, che tra l' altro mi par di capire che sono i punti piu' delicati dell' ambaradan. E soprattutto un collaudo molto piu' graduale, che avrebbe probabilmente evidenziato il problema con danni molto minori, costando praticamente zero.<br />
Il collaudo "a settori" doveva servire proprio a questo, e cioe' individuare problemi sporadici e risolverli prima della messa in funzione a regime, cosa abituale quando si parla di prototipi.</p>
<p>Max</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: claudio b.</title>
		<link>http://www.borborigmi.org/2008/11/26/no-il-piano-b-no-per-favore/#comment-9089</link>
		<dc:creator>claudio b.</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 18:20:09 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.borborigmi.org/?p=879#comment-9089</guid>
		<description>Grazie Marco!
Eh eh, in effetti è meglio non rischiare &quot;incidenti diplomatici&quot; ;-) !
... è che con la tua disponibilità ad indicarci di volta in volta i links più succulenti, ci stai... &quot;viziando&quot;!

Thanks, bye.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Marco!<br />
Eh eh, in effetti è meglio non rischiare "incidenti diplomatici" <img src='http://www.borborigmi.org/wordpress/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' />  !<br />
... è che con la tua disponibilità ad indicarci di volta in volta i links più succulenti, ci stai... "viziando"!</p>
<p>Thanks, bye.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Marco</title>
		<link>http://www.borborigmi.org/2008/11/26/no-il-piano-b-no-per-favore/#comment-9087</link>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 16:39:46 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.borborigmi.org/?p=879#comment-9087</guid>
		<description>Beh, Claudio, diciamo che i macchinisti dobbiamo andarli a cercare di persona, o avere la fortuna di avere qualche amico che lavora nella divisione della macchina. Il che non è il mio caso. Ma se mi capita di beccarne uno, domanderò esplicitamente del dimensionamento delle valvole, promesso. Ammesso che voglia rispondermi, dopo il balletto di presentazioni controverse dell&#039;ultima settimana ho l&#039;impressione che il clima da quelle parti sia piuttosto &quot;abbottonato&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Beh, Claudio, diciamo che i macchinisti dobbiamo andarli a cercare di persona, o avere la fortuna di avere qualche amico che lavora nella divisione della macchina. Il che non è il mio caso. Ma se mi capita di beccarne uno, domanderò esplicitamente del dimensionamento delle valvole, promesso. Ammesso che voglia rispondermi, dopo il balletto di presentazioni controverse dell'ultima settimana ho l'impressione che il clima da quelle parti sia piuttosto "abbottonato".</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: claudio b.</title>
		<link>http://www.borborigmi.org/2008/11/26/no-il-piano-b-no-per-favore/#comment-9085</link>
		<dc:creator>claudio b.</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 16:33:28 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.borborigmi.org/?p=879#comment-9085</guid>
		<description>&quot;ma cosa significa di preciso? che prima non era sufficiente?
—————
No, questo non e’ vero&quot;

...e invece sì, stando alla lettura attenta dei reports linkati da Marco.

Fate in particolare caso alla &quot;vicinanza&quot; delle pressioni di lavoro e di design del Pressure Vessel che in fin dei conti è l&#039; &quot;envelope&quot; del toroide. Bene, come dico nel thread &quot;non esiste alcun piano B&quot;, questa &quot;vicinanza&quot; è davvero notevole e, anche se in ambiti così particolari non esiste alcuna normativa che lo impedisca, scegliere una pressione di dimensionamento così vicina alla pressione di lavoro nominale è di per sè un rischio.
Rischio che si può ammettere se - e dico SE - tutti gli apparati di sicurezza che devono garantire il non-superamento della pressione di design sono dimensionati di conseguenza.
Ora, se leggete sempre il report, anche la pressione di intervento delle Relief Valves è molto vicina al massimo strutturalmente ammissibile. Cosa vuol dire? Vuol dire che da un lato hai pochissimo margine di taratura per le valvole stesse, e da un altro lato devi essere sicuro che qualsiasi transitorio di pressione stia entro quello che hai calcolato. Non solo...
Siccome abbiamo a che fare con un gas, questo ha la malaugurata tendenza a variare il volume e/o la pressione con la temperatura (ad esempio, supponiamo che il transitorio termico sia breve e le condizioni di conseguenza adiabatiche). Finché non si aprono le relief valves, la pressione va su. Appena si aprono, però, la portata di gas in espansione libera che possono evacuare deve essere tale da non far continuare la pressione ad andar su, cosa che è avvenuta durante l&#039;incidente.
Ecco la ragione &quot;meccanica&quot; che deve aver portato alla decisione di aumentare, per quanto possibile, il numero di Relief Valves.
A giustificazione del &quot;piano A&quot;, c&#039;è che finché operi a correnti più basse delle nominali di progetto, i transitori termici che puoi innescare in caso di &quot;guaio&quot; sono minori e, molto probabilmente, i progettisti / macchinisti avranno determinato che non possono superare le capacità di intervento / evacuazione degli apparati di sicurezza.

Questa la mia opinione da calcolista meccanico. Forse Marco può riuscire ad &quot;agguantare&quot; una fonte più certa, anche se mi par di capire che ai fisici &quot;puri&quot; i &quot;macchinisti&quot; non stanno là a dire tanto... ;-)

Saluti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>"ma cosa significa di preciso? che prima non era sufficiente?<br />
—————<br />
No, questo non e’ vero"</p>
<p>...e invece sì, stando alla lettura attenta dei reports linkati da Marco.</p>
<p>Fate in particolare caso alla "vicinanza" delle pressioni di lavoro e di design del Pressure Vessel che in fin dei conti è l' "envelope" del toroide. Bene, come dico nel thread "non esiste alcun piano B", questa "vicinanza" è davvero notevole e, anche se in ambiti così particolari non esiste alcuna normativa che lo impedisca, scegliere una pressione di dimensionamento così vicina alla pressione di lavoro nominale è di per sè un rischio.<br />
Rischio che si può ammettere se - e dico SE - tutti gli apparati di sicurezza che devono garantire il non-superamento della pressione di design sono dimensionati di conseguenza.<br />
Ora, se leggete sempre il report, anche la pressione di intervento delle Relief Valves è molto vicina al massimo strutturalmente ammissibile. Cosa vuol dire? Vuol dire che da un lato hai pochissimo margine di taratura per le valvole stesse, e da un altro lato devi essere sicuro che qualsiasi transitorio di pressione stia entro quello che hai calcolato. Non solo...<br />
Siccome abbiamo a che fare con un gas, questo ha la malaugurata tendenza a variare il volume e/o la pressione con la temperatura (ad esempio, supponiamo che il transitorio termico sia breve e le condizioni di conseguenza adiabatiche). Finché non si aprono le relief valves, la pressione va su. Appena si aprono, però, la portata di gas in espansione libera che possono evacuare deve essere tale da non far continuare la pressione ad andar su, cosa che è avvenuta durante l'incidente.<br />
Ecco la ragione "meccanica" che deve aver portato alla decisione di aumentare, per quanto possibile, il numero di Relief Valves.<br />
A giustificazione del "piano A", c'è che finché operi a correnti più basse delle nominali di progetto, i transitori termici che puoi innescare in caso di "guaio" sono minori e, molto probabilmente, i progettisti / macchinisti avranno determinato che non possono superare le capacità di intervento / evacuazione degli apparati di sicurezza.</p>
<p>Questa la mia opinione da calcolista meccanico. Forse Marco può riuscire ad "agguantare" una fonte più certa, anche se mi par di capire che ai fisici "puri" i "macchinisti" non stanno là a dire tanto... <img src='http://www.borborigmi.org/wordpress/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Saluti</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Max</title>
		<link>http://www.borborigmi.org/2008/11/26/no-il-piano-b-no-per-favore/#comment-8985</link>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Dec 2008 13:08:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.borborigmi.org/?p=879#comment-8985</guid>
		<description>@Claudio : 
---------------
    Come dici tu stanno pensando ad un “miglioramento del sistema di sfogo”, ma cosa significa di preciso? che prima non era sufficiente?
---------------

No, questo non e&#039; vero. Nessun sistema di sicurezza e&#039; sicuro al 100%, e questo lo si sa. In un prototipo, poi, la sicurezza e&#039; molto relativa.... alcuni problemi possono apparire solo dopo l&#039; accensione.
Quello che si puo&#039; fare e&#039; CERCARE di prevedere tutte le possibili condizioni con relative probabilita&#039; che avvengano, come si fa in ingegneria strutturale, e mettere in atto i sistemi di sicurezza adeguati. Si potrebbe discutere per mesi sul fatto che se ci fosse stato un sistema di sfogo migliore il danno sarebbe stato piu&#039; limitato, ma tutto non si puo&#039; prevedere.
Quello che mi lascia veramente perplesso e&#039; stata la fretta nel mettere in moto la cosa a valori di corrente cosi&#039; elevati.

Ciao

Max</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Claudio :<br />
---------------<br />
    Come dici tu stanno pensando ad un “miglioramento del sistema di sfogo”, ma cosa significa di preciso? che prima non era sufficiente?<br />
---------------</p>
<p>No, questo non e' vero. Nessun sistema di sicurezza e' sicuro al 100%, e questo lo si sa. In un prototipo, poi, la sicurezza e' molto relativa.... alcuni problemi possono apparire solo dopo l' accensione.<br />
Quello che si puo' fare e' CERCARE di prevedere tutte le possibili condizioni con relative probabilita' che avvengano, come si fa in ingegneria strutturale, e mettere in atto i sistemi di sicurezza adeguati. Si potrebbe discutere per mesi sul fatto che se ci fosse stato un sistema di sfogo migliore il danno sarebbe stato piu' limitato, ma tutto non si puo' prevedere.<br />
Quello che mi lascia veramente perplesso e' stata la fretta nel mettere in moto la cosa a valori di corrente cosi' elevati.</p>
<p>Ciao</p>
<p>Max</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Max</title>
		<link>http://www.borborigmi.org/2008/11/26/no-il-piano-b-no-per-favore/#comment-8984</link>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Dec 2008 13:03:02 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.borborigmi.org/?p=879#comment-8984</guid>
		<description>@Marco : lungi da me dallo spacciarmi per esperto, pero&#039; il fatto chiaro e&#039; uno : l&#039; incidente e&#039; stato provocato da una resistenza eccessiva in una connessione. Ok, si tratta di microohm, o anche nanohom, ma con kiloampere che circolano e&#039; un valore non trascurabile.
Visto che anche una MINIMA potenza dissipata su un collegamento puo&#039; far salire la temperatura di quel poco che basta per far uscire dal campo superconduttivo il cavo e&#039; ovviamente un problema da tenere in grossa considerazione. Tenendo soprattutto che appena il cavo esce dalla superconduzione la resistenza, e quindi la dissipazione, salgono a picco.
Ora, essendo la dissipazione proporzionale al quadrato della corrente in circolo, e&#039; ben ovvio che a 9 KA siamo su un ordine di grandezza di ben 100 volte rispetto a quella che si ha con 1 KA.
Non dico che non sarebbe successo nulla eseguendo un ramping piu&#039; lento, ma magari mantenendo l&#039; ambaradan a 1 KA per un discreto tempo il problema poteva essere piu&#039; controllabile di quanto e&#039; stato. Magari no, ma la fretta non ha certo aiutato.
Non vedo nemmeno come giustificazione il fatto che gli altri settori siano andati benissimo; un&#039; imperfezione puo&#039; capitare anche dopo 1000 elementi perfetti, specie in una macchina che e&#039; il prototipo di se stessa.
Tutto il resto e&#039; la solita saggezza da senno di poi : si potevano prevedere delle valvole aggiuntive, si poteva far questo e quell&#039; altro..... sono ca@@ate. Spendendo 100 volte di piu&#039; probabilmente si poteva migliorare la sicurezza di uno 0.1% a priori, ma questo ovviamente non e&#039; proponibile.
L&#039; unico fatto certo e&#039; che il voler mantenere a tutti i costi la data &quot;ufficiale&quot; di collaudo non ha certo aiutato, anzi.....

Max</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Marco : lungi da me dallo spacciarmi per esperto, pero' il fatto chiaro e' uno : l' incidente e' stato provocato da una resistenza eccessiva in una connessione. Ok, si tratta di microohm, o anche nanohom, ma con kiloampere che circolano e' un valore non trascurabile.<br />
Visto che anche una MINIMA potenza dissipata su un collegamento puo' far salire la temperatura di quel poco che basta per far uscire dal campo superconduttivo il cavo e' ovviamente un problema da tenere in grossa considerazione. Tenendo soprattutto che appena il cavo esce dalla superconduzione la resistenza, e quindi la dissipazione, salgono a picco.<br />
Ora, essendo la dissipazione proporzionale al quadrato della corrente in circolo, e' ben ovvio che a 9 KA siamo su un ordine di grandezza di ben 100 volte rispetto a quella che si ha con 1 KA.<br />
Non dico che non sarebbe successo nulla eseguendo un ramping piu' lento, ma magari mantenendo l' ambaradan a 1 KA per un discreto tempo il problema poteva essere piu' controllabile di quanto e' stato. Magari no, ma la fretta non ha certo aiutato.<br />
Non vedo nemmeno come giustificazione il fatto che gli altri settori siano andati benissimo; un' imperfezione puo' capitare anche dopo 1000 elementi perfetti, specie in una macchina che e' il prototipo di se stessa.<br />
Tutto il resto e' la solita saggezza da senno di poi : si potevano prevedere delle valvole aggiuntive, si poteva far questo e quell' altro..... sono ca@@ate. Spendendo 100 volte di piu' probabilmente si poteva migliorare la sicurezza di uno 0.1% a priori, ma questo ovviamente non e' proponibile.<br />
L' unico fatto certo e' che il voler mantenere a tutti i costi la data "ufficiale" di collaudo non ha certo aiutato, anzi.....</p>
<p>Max</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Claudio</title>
		<link>http://www.borborigmi.org/2008/11/26/no-il-piano-b-no-per-favore/#comment-8976</link>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Dec 2008 11:13:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.borborigmi.org/?p=879#comment-8976</guid>
		<description>questi brani sono tratti da un articolo del corriere della sera:

«Non bisognava - dicono - aver fretta, era meglio compiere tutti i test necessari prima di mettere in moto uno strumento da cinque miliardi di euro. Quale figura abbiamo fatto dopo aver suonato la grancassa invitando i giornalisti da tutto il mondo? Qualcuno dovrebbe rispondere di queste scelte». Non sono pochi al Cern ad avanzare critiche. E si aggiunge una considerazione rivolta al direttore generale Robert Aymar che termina il suo mandato in dicembre: «Per questo si voleva a tutti costi far partire l&#039; acceleratore entro questa data». Si racconta che l&#039; anno scorso quando il direttore generale propose la data dell&#039; inaugurazione per l&#039; ottobre del 2008 Lyn Evans, project manager della macchina abbia risposto seccato: «Lo faremo quando avremo finito di lavorare». Non è stato così....
...I contestatori Guidati da Lyn Evans (foto), capo del progetto, sostengono che era meglio aspettare prima di accendere la macchina e fare le verifiche delle parti. I tempi si sarebbero affrettati solo perché era in scadenza il mandato del direttore generale Aymar.&quot;

Devo presumere che quello che hanno scritto sono bugie se come dici tu i test sono stati fatti come si deve.
La cosa piu&#039; inquietante e&#039; che se tu hai ragione ed i test sono stati fatti per bene un incidente del genere non doveva succedere (almeno non cosi in fretta e con queste conseguenze) ed il piano B non avrebbe senso di esistere a meno che non ammettiamo un errore progettuale nella costruzione della macchina. 
Come dici tu stanno pensando ad un &quot;miglioramento del sistema di sfogo&quot;, ma cosa significa di preciso? che prima non era sufficiente?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>questi brani sono tratti da un articolo del corriere della sera:</p>
<p>«Non bisognava - dicono - aver fretta, era meglio compiere tutti i test necessari prima di mettere in moto uno strumento da cinque miliardi di euro. Quale figura abbiamo fatto dopo aver suonato la grancassa invitando i giornalisti da tutto il mondo? Qualcuno dovrebbe rispondere di queste scelte». Non sono pochi al Cern ad avanzare critiche. E si aggiunge una considerazione rivolta al direttore generale Robert Aymar che termina il suo mandato in dicembre: «Per questo si voleva a tutti costi far partire l' acceleratore entro questa data». Si racconta che l' anno scorso quando il direttore generale propose la data dell' inaugurazione per l' ottobre del 2008 Lyn Evans, project manager della macchina abbia risposto seccato: «Lo faremo quando avremo finito di lavorare». Non è stato così....<br />
...I contestatori Guidati da Lyn Evans (foto), capo del progetto, sostengono che era meglio aspettare prima di accendere la macchina e fare le verifiche delle parti. I tempi si sarebbero affrettati solo perché era in scadenza il mandato del direttore generale Aymar."</p>
<p>Devo presumere che quello che hanno scritto sono bugie se come dici tu i test sono stati fatti come si deve.<br />
La cosa piu' inquietante e' che se tu hai ragione ed i test sono stati fatti per bene un incidente del genere non doveva succedere (almeno non cosi in fretta e con queste conseguenze) ed il piano B non avrebbe senso di esistere a meno che non ammettiamo un errore progettuale nella costruzione della macchina.<br />
Come dici tu stanno pensando ad un "miglioramento del sistema di sfogo", ma cosa significa di preciso? che prima non era sufficiente?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Marco</title>
		<link>http://www.borborigmi.org/2008/11/26/no-il-piano-b-no-per-favore/#comment-8966</link>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Dec 2008 08:36:27 +0000</pubDate>
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		<description>Claudio e Max, trovo i vostri commenti un dito presuntosi. Sembra che abbiate una visione d&#039;insieme completa del problema, e una conoscenza tecnica approfondita della questione, cosa che per esempio io mi guardo bene dall&#039;affermare, perché dubito che nessuno al di fuori dei macchinisti ce l&#039;abbia. Nella mia ben grande scocciatura per la situazione, rimango dell&#039;idea che accusare la fretta dell&#039;incidente sia facile e tentante ma sbagliato: il settore 3-4 è stato testato per ultimo, ma con le stesse batterie di test degli altri settori, e nello stesso tempo. Altri problemi in altri due settori tra i l10 e il19 dicembre? A cosa ti riferisci? Alla rottura del trasformatore? Stiamo forse mettendo nello stesso sacco pere e pietre? Qua finisce che mi fate fare l&#039;avvocato di LHC, e in questo periodo è proprio l&#039;ultima cosa che ho voglia di fare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Claudio e Max, trovo i vostri commenti un dito presuntosi. Sembra che abbiate una visione d'insieme completa del problema, e una conoscenza tecnica approfondita della questione, cosa che per esempio io mi guardo bene dall'affermare, perché dubito che nessuno al di fuori dei macchinisti ce l'abbia. Nella mia ben grande scocciatura per la situazione, rimango dell'idea che accusare la fretta dell'incidente sia facile e tentante ma sbagliato: il settore 3-4 è stato testato per ultimo, ma con le stesse batterie di test degli altri settori, e nello stesso tempo. Altri problemi in altri due settori tra i l10 e il19 dicembre? A cosa ti riferisci? Alla rottura del trasformatore? Stiamo forse mettendo nello stesso sacco pere e pietre? Qua finisce che mi fate fare l'avvocato di LHC, e in questo periodo è proprio l'ultima cosa che ho voglia di fare.</p>
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