<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Commenti a: Da un grande potere derivano grandi responsabilità</title>
	<atom:link href="http://www.borborigmi.org/2008/11/25/da-un-grande-potere-derivano-grandi-responsabilita/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.borborigmi.org/2008/11/25/da-un-grande-potere-derivano-grandi-responsabilita/</link>
	<description>Scienza e opinioni di frontiera</description>
	<lastBuildDate>Sat, 11 Feb 2012 16:41:03 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>Di: Domande sui neutrini &#124; Borborigmi di un fisico renitente</title>
		<link>http://www.borborigmi.org/2008/11/25/da-un-grande-potere-derivano-grandi-responsabilita/#comment-20466</link>
		<dc:creator>Domande sui neutrini &#124; Borborigmi di un fisico renitente</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Sep 2011 09:19:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.borborigmi.org/?p=861#comment-20466</guid>
		<description>[...] sui neutrini superluminali apparentemente misurati da OPERA ha avuto un discreto successo. &quot;Da un grande potere potere derivano grandi responsabilità&quot;, diceva lo zio Ben morente a Peter Parker, e anche io qui mi sento in dovere di fare fronte in [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] sui neutrini superluminali apparentemente misurati da OPERA ha avuto un discreto successo. &quot;Da un grande potere potere derivano grandi responsabilità&quot;, diceva lo zio Ben morente a Peter Parker, e anche io qui mi sento in dovere di fare fronte in [...]</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Alexziller</title>
		<link>http://www.borborigmi.org/2008/11/25/da-un-grande-potere-derivano-grandi-responsabilita/#comment-13323</link>
		<dc:creator>Alexziller</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2009 08:57:07 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.borborigmi.org/?p=861#comment-13323</guid>
		<description>ma secondo voi G.W.Bush ha mai letto Spiderman?
ecco spiegato il grande mistero!
cheers, Alex</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ma secondo voi G.W.Bush ha mai letto Spiderman?<br />
ecco spiegato il grande mistero!<br />
cheers, Alex</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Max</title>
		<link>http://www.borborigmi.org/2008/11/25/da-un-grande-potere-derivano-grandi-responsabilita/#comment-8856</link>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Nov 2008 20:38:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.borborigmi.org/?p=861#comment-8856</guid>
		<description>@Marco : le ragioni secondo me sono SOLO geopolitiche, da quando il latino era praticamente la lingua universale.

Parlando di poverta&#039; grammaticale dell&#039; inglese in effetti alludevo principalmente all&#039; assenza di declinazioni, verbi semplificati, coniugazioni miserabili, ecc ecc. Il che, ovviamente, poi porta ad una poverta&#039;  formale del linguaggio. Che poi ci si possa arzigogolare intorno ed esprimere frasi belle, non c&#039;e&#039; dubbio, come in qualsiasi lingua. Anche nella numerazione binaria si possono esprimere infiniti valori, pur basandosi su 2 soli stati.....
Ribadisco comunque che secondo me l&#039; inglese COMUNEMENTE PARLATO e&#039; decisamente piu&#039; povero dell&#039; italiano altrettanto comunemente parlato. Poi, se tiriamo in ballo i grandi scrittori, non sono in grado di fare paragoni validi, e penso che pochi lo siano comunque.
Parlando poi di &quot;estetica&quot; del linguaggio (diciamolo cosi&#039;, si potrebbe dire musicalita&#039; o gradevolezza all&#039; orecchio...), metterei al primo posto lo spagnolo tra le lingue piu&#039; parlate (latine e anglosassoni), ma solo per mia mancata conoscenza delle lingue orientali.
L&#039; arabo, poi, e&#039; estremamente pittoresco, almeno dalle mie reminescenze sulle colorite parolacce imparate in 2 anni di Algeria :-)

Il francese, comunque, non e&#039; mai stato esteso ad un numero di persone quanto lo spagnolo, che (IIRC) risulta ancora la lingua piu&#039; parlata al mondo tra le anglosassoni e le latine.

Max</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Marco : le ragioni secondo me sono SOLO geopolitiche, da quando il latino era praticamente la lingua universale.</p>
<p>Parlando di poverta' grammaticale dell' inglese in effetti alludevo principalmente all' assenza di declinazioni, verbi semplificati, coniugazioni miserabili, ecc ecc. Il che, ovviamente, poi porta ad una poverta'  formale del linguaggio. Che poi ci si possa arzigogolare intorno ed esprimere frasi belle, non c'e' dubbio, come in qualsiasi lingua. Anche nella numerazione binaria si possono esprimere infiniti valori, pur basandosi su 2 soli stati.....<br />
Ribadisco comunque che secondo me l' inglese COMUNEMENTE PARLATO e' decisamente piu' povero dell' italiano altrettanto comunemente parlato. Poi, se tiriamo in ballo i grandi scrittori, non sono in grado di fare paragoni validi, e penso che pochi lo siano comunque.<br />
Parlando poi di "estetica" del linguaggio (diciamolo cosi', si potrebbe dire musicalita' o gradevolezza all' orecchio...), metterei al primo posto lo spagnolo tra le lingue piu' parlate (latine e anglosassoni), ma solo per mia mancata conoscenza delle lingue orientali.<br />
L' arabo, poi, e' estremamente pittoresco, almeno dalle mie reminescenze sulle colorite parolacce imparate in 2 anni di Algeria <img src='http://www.borborigmi.org/wordpress/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Il francese, comunque, non e' mai stato esteso ad un numero di persone quanto lo spagnolo, che (IIRC) risulta ancora la lingua piu' parlata al mondo tra le anglosassoni e le latine.</p>
<p>Max</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Marco</title>
		<link>http://www.borborigmi.org/2008/11/25/da-un-grande-potere-derivano-grandi-responsabilita/#comment-8854</link>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Nov 2008 17:29:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.borborigmi.org/?p=861#comment-8854</guid>
		<description>Mi sembra che ci stiamo allontanando dalle premesse iniziali di Max, che da quache parte lassù trovava &quot;l’inglese una lingua veramente povera&quot;, cosa che rimane l&#039;affermazione da cui dissento. Poi va bene, se volete possiamo parlare di appiattimento del linguaggio, di sudditanza culturale verso il mondo anglosassone - o semplicemente statunitense -, o dell&#039;ooprtunità o meno di usare temini inglese per descrivere qualcosa in italiano (in generale dico che non si dovrebbe, ma ammetto che esistano degli ambiti in cui la cosa possa essere persino necessaria). Però tutto questo ha ben poco a vedere con la &lt;em&gt;ricchezza&lt;/em&gt; di una lingua, e, mi dispiace, se è di questo di cui parliamo dobbiamo tirare i suoi grandi scrittori. Non a caso qualcuno ha ben pensato di citare Pirandello per l&#039;italiano, mica Fabio Volo ;-)

Invece nessuno nega che, per via di certe sue carattesistiche grammaticali (specificatamente, l&#039;assenza di declinazioni e l&#039;estrema semplictà delle coniugazioni), sia più facile da imparare a parlare &lt;em&gt;male&lt;/em&gt; l&#039;inglese che l&#039;italiano. Che è una delle ragioni per cui l&#039;inglese ha fatto strada nel mondo come lingua globale (mica l&#039;unica, le altre - le principali - sono geopolitiche, perchè nel passato per esempio lo stesso ruolo è stato ricoperto dal francese).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sembra che ci stiamo allontanando dalle premesse iniziali di Max, che da quache parte lassù trovava "l’inglese una lingua veramente povera", cosa che rimane l'affermazione da cui dissento. Poi va bene, se volete possiamo parlare di appiattimento del linguaggio, di sudditanza culturale verso il mondo anglosassone - o semplicemente statunitense -, o dell'ooprtunità o meno di usare temini inglese per descrivere qualcosa in italiano (in generale dico che non si dovrebbe, ma ammetto che esistano degli ambiti in cui la cosa possa essere persino necessaria). Però tutto questo ha ben poco a vedere con la <em>ricchezza</em> di una lingua, e, mi dispiace, se è di questo di cui parliamo dobbiamo tirare i suoi grandi scrittori. Non a caso qualcuno ha ben pensato di citare Pirandello per l'italiano, mica Fabio Volo <img src='http://www.borborigmi.org/wordpress/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Invece nessuno nega che, per via di certe sue carattesistiche grammaticali (specificatamente, l'assenza di declinazioni e l'estrema semplictà delle coniugazioni), sia più facile da imparare a parlare <em>male</em> l'inglese che l'italiano. Che è una delle ragioni per cui l'inglese ha fatto strada nel mondo come lingua globale (mica l'unica, le altre - le principali - sono geopolitiche, perchè nel passato per esempio lo stesso ruolo è stato ricoperto dal francese).</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Max</title>
		<link>http://www.borborigmi.org/2008/11/25/da-un-grande-potere-derivano-grandi-responsabilita/#comment-8848</link>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Nov 2008 12:04:06 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.borborigmi.org/?p=861#comment-8848</guid>
		<description>@QL : concordo sulla tua definizione di poverta&#039; della lingua inglese rispetto alla nostra. La responsabilita&#039;... mah. Credo che una grossa fetta sia anche dovuta a noi stessi e alla scuola. Se uno guarda il numero di parole USATE comunemente, questo e&#039; soprendentemente ridicolo, rispetto a quelle a disposizione. E la cosa si tramanda (peggiorando) di padre in figlio, e da insegnante ad alunno.
Occorreva mettere qualche paletto, magari senza esagerare come han fatto i francesi, soprattutto creando neologismi dove mancavano i termini in Italiano, invece che adottare pedissequamente quelli inglesi o addirittura sostituendo quelli che c&#039;erano.

Max</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@QL : concordo sulla tua definizione di poverta' della lingua inglese rispetto alla nostra. La responsabilita'... mah. Credo che una grossa fetta sia anche dovuta a noi stessi e alla scuola. Se uno guarda il numero di parole USATE comunemente, questo e' soprendentemente ridicolo, rispetto a quelle a disposizione. E la cosa si tramanda (peggiorando) di padre in figlio, e da insegnante ad alunno.<br />
Occorreva mettere qualche paletto, magari senza esagerare come han fatto i francesi, soprattutto creando neologismi dove mancavano i termini in Italiano, invece che adottare pedissequamente quelli inglesi o addirittura sostituendo quelli che c'erano.</p>
<p>Max</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: QL</title>
		<link>http://www.borborigmi.org/2008/11/25/da-un-grande-potere-derivano-grandi-responsabilita/#comment-8842</link>
		<dc:creator>QL</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Nov 2008 10:31:59 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.borborigmi.org/?p=861#comment-8842</guid>
		<description>Per fronteggiare l&#039;inesorabile crisi della lingua italiana consiglio l&#039;uso dell&#039;arma più nefasta che possano subire tutti i rapaci dell&#039;ignoranza nazionale, ovvero una lettura di almeno mezz&#039;ora al giorno del dizionario di lingua italiana, con particolare concentrazione mentale sul significato, pronuncia, sinonimi e contrari, superlativi, ecc.
E se proprio l&#039;allergia all&#039;inchiostro della carta stampata non vi dà tregua, potete ripiegare su quella croce e delizia chiamata Internet (che applicata secondo i principi dell&#039;omeopatia è in grado di curare i mali che essa stessa genera) e utilizzare a più non posso il seguente sito:
http://parole.alice.it/parole/index.html
Quindi, primi di usare un termine straniero (orrore), oppure come fanno qui in Emilia l&#039;inventarsi termini assurdi, cacofonici, improponibili e inascoltabili (anatema su di voi), per sopperire alle lacune conoscitive suggerisco di usufruire di questi due mezzi di arricchimento verbale.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per fronteggiare l'inesorabile crisi della lingua italiana consiglio l'uso dell'arma più nefasta che possano subire tutti i rapaci dell'ignoranza nazionale, ovvero una lettura di almeno mezz'ora al giorno del dizionario di lingua italiana, con particolare concentrazione mentale sul significato, pronuncia, sinonimi e contrari, superlativi, ecc.<br />
E se proprio l'allergia all'inchiostro della carta stampata non vi dà tregua, potete ripiegare su quella croce e delizia chiamata Internet (che applicata secondo i principi dell'omeopatia è in grado di curare i mali che essa stessa genera) e utilizzare a più non posso il seguente sito:<br />
<a href="http://parole.alice.it/parole/index.html" rel="nofollow">http://parole.alice.it/parole/index.html</a><br />
Quindi, primi di usare un termine straniero (orrore), oppure come fanno qui in Emilia l'inventarsi termini assurdi, cacofonici, improponibili e inascoltabili (anatema su di voi), per sopperire alle lacune conoscitive suggerisco di usufruire di questi due mezzi di arricchimento verbale.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: QL</title>
		<link>http://www.borborigmi.org/2008/11/25/da-un-grande-potere-derivano-grandi-responsabilita/#comment-8841</link>
		<dc:creator>QL</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Nov 2008 10:20:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.borborigmi.org/?p=861#comment-8841</guid>
		<description>Sono gli americani e inglesi stessi a dire che l&#039;italiano è forse la lingua più bella del mondo, complessa e difficile da imparare ma proprio per questo più ricca ed eufonica dell&#039;inglese. Gli americani non hanno grande ricchezza di termini, infatti è proprio per questo che utilizzano contorti giri di parole e una semantica del tutto particolare per sopperire alla povertà lessicale. Ho tradotto ad esempio The Master Key e posso confermare che la varietà di termini, aggettivi e sostantivi inglesi non è all&#039;altezza della varietà di terminologia italiana. Purtroppo essendo noi italiani troppo succubi dell&#039;America (forse perchè usare termini inglesi &quot;fa più fico&quot; per così dire) tendiamo a mortificare ed umiliare la nostra NOBILE e degnissima lingua italiana. Mi spiace ma personalmente ritengo che i veri responsabili di questa catastrofe linguistica latina sono il mondo del commercio e, capo dei capi, l&#039;imprenditoria medio-alta, tanto avvezza alla lingua straniera da averla letteralmente sostituita alla propria, tanto da volerla mettere in bocca indebitamente a tutta l&#039;Italia.
Ma forse leggere un banale dizionario è impresa sovrumana per noi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono gli americani e inglesi stessi a dire che l'italiano è forse la lingua più bella del mondo, complessa e difficile da imparare ma proprio per questo più ricca ed eufonica dell'inglese. Gli americani non hanno grande ricchezza di termini, infatti è proprio per questo che utilizzano contorti giri di parole e una semantica del tutto particolare per sopperire alla povertà lessicale. Ho tradotto ad esempio The Master Key e posso confermare che la varietà di termini, aggettivi e sostantivi inglesi non è all'altezza della varietà di terminologia italiana. Purtroppo essendo noi italiani troppo succubi dell'America (forse perchè usare termini inglesi "fa più fico" per così dire) tendiamo a mortificare ed umiliare la nostra NOBILE e degnissima lingua italiana. Mi spiace ma personalmente ritengo che i veri responsabili di questa catastrofe linguistica latina sono il mondo del commercio e, capo dei capi, l'imprenditoria medio-alta, tanto avvezza alla lingua straniera da averla letteralmente sostituita alla propria, tanto da volerla mettere in bocca indebitamente a tutta l'Italia.<br />
Ma forse leggere un banale dizionario è impresa sovrumana per noi.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Max</title>
		<link>http://www.borborigmi.org/2008/11/25/da-un-grande-potere-derivano-grandi-responsabilita/#comment-8777</link>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Nov 2008 22:40:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.borborigmi.org/?p=861#comment-8777</guid>
		<description>Mah, continuo a pensare che l&#039; inglese comune sia ben piu&#039; povero dell&#039; italiano comune. E non sto parlando di inglese/italiano da favela, ma di quello utilizzato da persone di cultura media.
Chiaro che se si inizia a citare il Beowulf usciamo dal seminato....
Occhio che per ricchezza non intendo complessita&#039;.... 

@Claudio : del tipo &quot;Le chiedo scusa, Le dispiacerebbe per favore...&quot; ? :-)

@Marco : non mi puoi citare Dickens come inglese &quot;medio&quot;. Occorre fare un paragone tra un inglese ed un italiano di uso corrente, il che non vuol dire &quot;parlato da stadio&quot;.
Che l&#039; inglese (spesso) sia piu&#039; conciso non c&#039;e&#039; dubbio, ma e&#039; ben lungi dall&#039; essere piu&#039; elegante delle lingue latine.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mah, continuo a pensare che l' inglese comune sia ben piu' povero dell' italiano comune. E non sto parlando di inglese/italiano da favela, ma di quello utilizzato da persone di cultura media.<br />
Chiaro che se si inizia a citare il Beowulf usciamo dal seminato....<br />
Occhio che per ricchezza non intendo complessita'.... </p>
<p>@Claudio : del tipo "Le chiedo scusa, Le dispiacerebbe per favore..." ? <img src='http://www.borborigmi.org/wordpress/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>@Marco : non mi puoi citare Dickens come inglese "medio". Occorre fare un paragone tra un inglese ed un italiano di uso corrente, il che non vuol dire "parlato da stadio".<br />
Che l' inglese (spesso) sia piu' conciso non c'e' dubbio, ma e' ben lungi dall' essere piu' elegante delle lingue latine.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: claudio b.</title>
		<link>http://www.borborigmi.org/2008/11/25/da-un-grande-potere-derivano-grandi-responsabilita/#comment-8772</link>
		<dc:creator>claudio b.</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Nov 2008 17:47:16 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.borborigmi.org/?p=861#comment-8772</guid>
		<description>Tra l&#039;altro l&#039;esempio, difficile come testo per via dei numerosissimi incisi, delle numerosissime subordinate di secondo e terzo livello, è complesso grammaticalmente tanto quanto potrebbe essere un buon Pirandello, o andando indietro con i secoli quanto un Castiglione (aaargh!!), ma non usa parole né costruzioni fuori dalla portata dell&#039;Inglese medio.
D&#039;accordo che nel parlato, subordinare oltre il primo livello è da folli perché chi vi ascolta perde completamente il filo (ammesso che riusciate a tenerlo già in partenza!)
Comunque, nella &quot;ricchezza&quot; di una lingua ci metterei anche quanti modi hai a disposizione per dire la stessa cosa (numero di sinonimi, certo, ma non solo), e in questo perché mai &quot;dar contro&quot; ai phrasal verbs? Magari potessimo farlo anche noi!
Congiuntivi di vari sensi, e costruzioni elaboratissime, esistono anche in Inglese e anche in Americano. Una su tutte: se volete dire &quot;per favore&quot; nel modo più complicato posibile (e sostanzialmente inutile), potete ricorrere a &quot;Sir, I beg your pardon, wouldn&#039;t you please mind... [doing so and so]...&quot; ;-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tra l'altro l'esempio, difficile come testo per via dei numerosissimi incisi, delle numerosissime subordinate di secondo e terzo livello, è complesso grammaticalmente tanto quanto potrebbe essere un buon Pirandello, o andando indietro con i secoli quanto un Castiglione (aaargh!!), ma non usa parole né costruzioni fuori dalla portata dell'Inglese medio.<br />
D'accordo che nel parlato, subordinare oltre il primo livello è da folli perché chi vi ascolta perde completamente il filo (ammesso che riusciate a tenerlo già in partenza!)<br />
Comunque, nella "ricchezza" di una lingua ci metterei anche quanti modi hai a disposizione per dire la stessa cosa (numero di sinonimi, certo, ma non solo), e in questo perché mai "dar contro" ai phrasal verbs? Magari potessimo farlo anche noi!<br />
Congiuntivi di vari sensi, e costruzioni elaboratissime, esistono anche in Inglese e anche in Americano. Una su tutte: se volete dire "per favore" nel modo più complicato posibile (e sostanzialmente inutile), potete ricorrere a "Sir, I beg your pardon, wouldn't you please mind... [doing so and so]..." <img src='http://www.borborigmi.org/wordpress/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Xisy</title>
		<link>http://www.borborigmi.org/2008/11/25/da-un-grande-potere-derivano-grandi-responsabilita/#comment-8764</link>
		<dc:creator>Xisy</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Nov 2008 14:53:19 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.borborigmi.org/?p=861#comment-8764</guid>
		<description>@Max 
L&#039;inglesse è in realtà una lingua ricchissima, ma sull&#039;americano comune forse non hai tutti i torti. Però magari vale anche l&#039;opposto: con tutti quei phrasal verbs che usano probabilmente nemmeno Dickens oggi capirebbe gli americani.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Max<br />
L'inglesse è in realtà una lingua ricchissima, ma sull'americano comune forse non hai tutti i torti. Però magari vale anche l'opposto: con tutti quei phrasal verbs che usano probabilmente nemmeno Dickens oggi capirebbe gli americani.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>

