I vostri figli non sono vostri figli.
Sono figli e figlie del desiderio ardente
che la Vita ha per se stessa.
Essi vengono per mezzo di voi,
ma non da voi.
E benché siano con voi,
non vi appartengono.Potete dar loro il vostro amore
ma non i vostri pensieri,
poiché essi hanno i loro pensieri.Potete dar alloggio ai loro corpi,
ma non alle loro anime,
poiché le anime
dimorano nella casa del domani,
che voi non potete visitare
nemmeno nei vostri sogni.Potete sforzarvi di essere come loro:
non cercate però di renderli come voi.
La vita, infatti, non torna indietro
né indugia sul passato.Voi siete gli archi
dai quali i vostri figli
come frecce viventi son lanciati.
L’arciere vede il bersaglio
sul sentiero dell’infinito
e vi piega con la sua potenza
perché le sue frecce
volino veloci e lontane.Lasciatevi piegare con gioia
dalla mano dell’Arciere;
poiché come egli ama la freccia che vola
così ama pure l’arco che è ben saldo”."I figli", Khalil Gibran
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Un Commento
Peccato nessuno abbia commentato. Mi permetto di farlo io, perché questo brano mi è caro.
Ci fu mandato, a me mia moglie, assieme ad un'immensa coccarda rosa a forma di cuore alla nascita di nostra figlia. Quando ce la dedicò, in realtà mio padre la stava dedicando anche a sè stesso, perché sapeva che in un tempo non precisato, ma comunque breve, non sarebbe stato più qui né per vedere noi né la sua nipotina. Voleva farci capire che ci amava tanto da lasciarci volare.