Quelle chance!

Oggi è mercoledì, e come tutti i mercoledì la passeggiata mattutina e pomeridiana di Oliver sono compito mio, perchè Irene lavora a Ginevra. Oggi è anche il secondo giorno dell'Higgs meeting di gennaio, il che vuol dire che devo essere al CERN per le 9. Ergo, mi devo svegliare abbastanza presto perchè ci stiamo colazione, colazione a letto alla signora (eh già!), doccia, giretto con la bestia e trasporto fino in ufficio. Ri-ergo, stamattina quando sono uscito con Oliver ero piuttosto annebbiato (ammettiamolo, sono un po' di giorni che sono un po' annebbiato, non faccio altro che perdere e ritrovare cose nei posti più ridicoli).

Per farla breve, in qualche modo sono riuscito a pedere le chiavi dell'automobile da qualche parte durante la passeggiata con il cane. Come? Probabilmente correndogli dietro per evitare che depositasse le sue deiezioni sul sagrato del tempio evangelico. O sul prato dove giocano i bimbi dopo le funzioni al tempio evengelico. O sul cespuglio che delimita il parchezzio del tempio evangelico. Oliver è stranamente attratto da questa chiesa protestante per le sue sedute cacatorie, come in uno slancio di controriforma. Chissà.

Nonostante i fumi del sonno, ero abbastanza certo di aver preso le chiavi (perché poi? Mah...), per cui ero anche abbastanza certo di averle perse (e abbastanza certo del costo sproposotato di una copia di queste chiavi moderne con radiotrasmettitore). A pranzo ho ripercorso con Oliver la stessa strada senza trovare nulla, e ormai le mie ultime speranze erano riposte nel sistema di recupero dell'Automobil Club francese, quand'ecco, cammina cammina, rientrando a casa una signora mi avvicinato chiedendomi se per caso sapessi chi fosse il proprietario della Peugeot blu con la targa diplomatica. Quelle chance! La simpatica madama aveva ricevuto le chiavi dall'idraulico (giuro, ha detto il plombier) che le aveva ritrovate - indovinate dove? - vicino al tempio protestante, ma non era riuscito a chiamare il numero di telefono dell'ACF. La solerte signora stava allora provando ad aprire tutte le auto del vicinato per scoprire a chi appartenessero le chiavi, e, avendo trovato la vettura, aveva clacsonato un po' sperando che il proprietario apparisse. Stava per andarsene quando io e il mio baldo pseudo-segugio siamo apparsi all'angolo.

Incredibile. A Torino gli spacciatori di via Ormea avrebbero probabilmente già rivenduto la macchina. E io invece non ho nemmeno dovuto offrire la birra all'idraulico. La lezione in ogni caso è: mai, mai, mai fidarsi di Oliver, specie il mattino presto.

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4 Commenti

  1. Pubblicato il 18 gennaio 2007 alle 16:29 | Permalink

    Se tu avessi spruzzato le chiavi di essenza di tartufo, forse Oliver le avrebbe ritrovate, oppure potresti agganciare al portachiavi un segnalatore satellitare che faccia schizzare qua e là qualche neutrone al Cern materializzando in cielo (tipo batman) un enorme freccia che indichi il luogo dello smarrimento... usa la fantasia.

    f.

  2. Pubblicato il 19 gennaio 2007 alle 21:24 | Permalink

    Ciao Marco,
    grazie del link... Vedro' di ricambiare come e' buona policy. Fra l'altro scrivi piuttosto bene.
    Ci conosciamo ? Ho l'impressione di si ma non ti ho ancora messo a fuoco del tutto.
    A presto
    T.

  3. Marco
    Pubblicato il 19 gennaio 2007 alle 22:32 | Permalink

    Figurati! Ci conosciamo? Forse di vista, chissà. Prima del Cern ero a Milano. Adesso è facile che tu mi abbia incrociato al building 40. Sono arrivato al tuo blog partendo da quello di Gordon Watts, e mi ha subito colpito la tua assidua solerzia nello scrivere di fisica. Io a riguardo sono decisamente più pigro e approssimato, e nemmeno certo che i miei 4 lettori apprezzerebbero troppo (ma il post sull'Higgs supersimmetrico non potevo certo mancarlo!)...

  4. Pubblicato il 19 gennaio 2007 alle 22:41 | Permalink

    Si ci siamo forse incrociati al cern da qualche parte. Comunque non sottostimare l'interesse per la fisica delle "persone comuni"... E' la parte piu' bella del fare un blog che parla di fisica, catturare lettori che con la fisica non ci azzeccano altrimenti nulla. E' la prova che se ci si mette di buzzo buono a spiegare le cose la gente ti ascolta...
    Ciao
    T.

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  • Mi chiamo Marco Delmastro, sono un fisico delle particelle che lavora all'esperimento ATLAS al CERN di Ginevra.

    Su Borborigmi di un fisico renitente divago di vita all'estero lontani dall'Italia, fisica delle particelle e divulgazione scientifica, ricerca fondamentale, tecnologia e comunicazione nel mondo digitale, educazione, militanza quotidiana e altre amenità.

    Ho scritto un libro, Particelle familiari, che prova a raccontare cosa faccio di mestiere, e perché.

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