Siamo servi inutili?

Faccio un'esperimento.

Siccome domani a Spettine ci sarà una riunione di Pattuglia Stampa Nazionale scout per la verifica dei tre anni di mandato, io latito senza ritegno e rimango a Ginevra, ma da bravo ho fatto i compiti e scritto i miei due centesimi di riflessioni, oltre che a mandarle alla Pattuglia le schiaffo anche qui. In fondo di frontiere della comunicazione di tratta. Vediamo che succede.

La Pattuglia

Un bilancio di tre anni in trenta righe. Mi sembra che abbiamo lavorato bene (quanto siamo bravi ce lo siamo già ampiamente detto nel passato!), soprattutto relativamente alla parte "didattica". I laboratori sono il punto forte della pattuglia, noi ci siamo trovati bene a lavorare insieme, con stili e direzioni compatibili, un'empatia rara e una buona voglia di fare riflettere gli allievi su giornalismo e comunicazione. Bene, bravi, bis? C'è un bel controaltare negativo: in questo tripudio di bravura e entusiasmo 🙂 non siamo riusciti quasi per niente (a essere gentile) a influenzare le linee della stampa e in generale della comunicazione nazionale. La scarsa partecipazione delle redazioni nazionali e dei quadri ai laboratori, l'evidente difficoltà di dialogo con il centrale, il continuo impasse nella definizione delle linee guida della comunicazione dell'Associazione, l'ennesima marcia indietro nella gestione delle comunicazioni elettroniche (per chiarirci, penso più alla gestione dei contenuti di agesci.org che all'amministrazione del forum) ne sono la prova. E' un fallimento della pattuglia, credo, ma non sono sicuro che la responsabilità sia completamente nostra. Anzi. Peccato.

il Web (quello scout)

Mi è stato chiesto nuovamente di commentate in qualità di "esperto web" (ah!) sulla gestione passata e le prospettive per il futuro. Siccome l'ho già fatto ripetutamente nel passato con diverse sfumature di delusione cercherò di essere breve.

Negli ultimi tre anni il settore ha provato (di nuovo! un'eterna ghirlanda brillante!) a riflettere sul senso di comunicare con i mezzi di oggi, e di adeguarli. Con una ciclicità direi quasi perversa, dopo un po' abbiamo trovato il solito muro di gomma. Per la vostra gioia, vi allego il piano redazionale web presentato (e approvato!) in Consiglio alla fine del 2004, invitandovi a rileggere sopratutto la Premessa: che cosa c'è di tutto questo oggi? Per i distratti, la risposta è semplice: nulla. Il Centrale continua a pensare al web come a una bacheca interna per adulti, e tutto il lavoro fatto (anche tecnicamente!) per darci uno strumento flessibile che ci aiutasse nello scopo di comunicare meglio un'immagine che ci rispondesse serve a poco. Esempietto, chiedete a Augusto (l'uomo che ha scritto il CMS personalizzato di agesci.org) per i dettagli: dall'apertura del nuovo sito a oggi, con la gestione da parte della Segreteria dell'homepagedi agesci.org, non c'è stata nessuna risorsa proveniente dai portali interni che sia arrivata agli onori della prima pagina. E nessun abbozzo di coerenza redazionale: apro a caso oggi (venerdi 10 novembre) agesci.org e sull'homepage trovo nell'ordine: l'avviso di interruzione dei servizi, l'annuncio di ControMafie, il Manifesto della Manifestazione nazionale per la pace e la giustizia in Medio Oriente. Mi comunica un'immagine un po' lontana da "un’associazione scout, che si occupa di ragazzi", non trovate?

Come compito a casa vi propongo di leggere il testo scritto da Mario Tedeschini Lalli (caporedattore di Kataweb e a lungo scout, e anche giornalista scout) per una delle tavole rotonde del RoverWay di quest'estate, che ho tradotto per l'occasione. Esercizietto: sostituite "società democratiche" con "associazioni scout democratiche" e "utenti" con "scout". Come siamo noi rispetto a questo scenario (che è lo scenario di oggi, non si scappa!)? Suggerimento: male, molto male. E il triste è che noi invitiamo personaggi come Mario ai nostri laboratori - o al RoverWay - per arringarci su come dovrebbe essere una comunicazione di frontiera, e riempiamo la testa degli allievi, e facciamo le pulci alla stampa e al web regionale, per poi disattenderne completamente le linee guida a livello nazionale. Che bravi.

La riforma del Settore Stampa

Ho già detto abbastanza sopra. Copiate e incollate il paragrafo precedente. Parole chiave in generale: cura della costruzione e della veicolazione dell'immagine dell'associazione, apertura alle nuove tecnologie nella loro forma realmente interattiva. Un'occhiata al punto 7 degli obiettivi del WOSM (Scouting Profile) potrebbe non guastare (s suo tempo io ero andato al seminario del WOSM proprio su questo spedito dall'Associazione... lettera morta? Per i curiosi, date un'occhio qui e cliccate su creating a better image. Questi sono professionisti, mica pizza e fichi.)

I laboratori

Perché, dopo i rudimenti di giornalismo e le tecniche più avanzate, non lanciarsi proprio in un laboratorio (o una serie) sulla costruzione e la veicolazione dell'immagine scout nell'era della comunicazione convergente? Lo so, è sempre la stessa idea, e però... E però non vi nascondo una certa mancanza di motivazione, proprio per i motivi raccontati nella verifica di pattuglia. Siamo servi inutili? A volte mi sembra di si.

Zampillo saluti svizzeri a tutti.

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2 Commenti

  1. Mat
    Pubblicato il 14 novembre 2006 alle 00:12 | Permalink

    ehi!
    hai paura che i bit del messaggio vadano persi?
    o speri nel commento di qualcheduno?
    la tua verifica è stata letta ad alta voce e commentata. appena ho fatto i compiti più urgenti ti racconto com'è andata...
    so long!

  2. Marco
    Pubblicato il 14 novembre 2006 alle 09:26 | Permalink

    He he he 🙂 Vedi che funziona? In realtà una parte di me spera che il dissenso possa trovare strada verso la superficie, e in questo caso ogni mezzo è buono. Il resto ovviamente è  solo autocompiacimento, come ogni blog, d'altronde. In ogni caso, una di queste sere ci sentiamo per telefono e mi racconti i dettagli. "So long" come Ken Parker oppure "e grazie per tutto il pesce"? Lunga vita e prosperità.

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  • Mi chiamo Marco Delmastro, sono un fisico delle particelle che lavora all'esperimento ATLAS al CERN di Ginevra.

    Su Borborigmi di un fisico renitente divago di vita all'estero lontani dall'Italia, fisica delle particelle e divulgazione scientifica, ricerca fondamentale, tecnologia e comunicazione nel mondo digitale, educazione, militanza quotidiana e altre amenità.

    Ho scritto un libro, Particelle familiari, che prova a raccontare cosa faccio di mestiere, e perché.

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